L’ultima immagine che l’opinione pubblica ha di Simone Zaza è quella di quel rigore tragicomico, tirato in curva, all’ultimo Europeo contro la Germania, con annesso, goffissimo, “balletto” pre battuta. Non solo la sconfitta e l’eliminazione ma anche l’umiliazione. Il conseguente addio all’Italia dopo quell’episodio è sembrato quasi piovere dal cielo, una fuga liberatrice che ha portato ad una nuova sfida ed un nuovo club, il Valencia.

Eppure anche questa stagione non sembrava essersi presentata sotto una buona stella per Simone Zaza. Il gol all’esordio contro il Las Palmas aveva fatto ben sperare, poi è arrivato il digiuno nelle partite successive, fino all’esclusione nel sentitissimo derby contro il Levante. La partita successiva, contro il Malaga, è stata determinante per la svolta: per Zaza una grande tripletta.

Successivamente sono arrivati i gol contro Athletic Bilbao e Real Sociedad. Lo score momentaneo dunque è di 6 gol in 7 presenze, numeri grazie ai quali l’attaccante di Policoro ha già eguagliato le marcature totali dello scorso anno. Sembrano ormai lontani i tempi bui e l’attaccante ha trovato la sua dimensione e la giusta continuità nella squadra spagnola.

Queste ottime prestazioni, però, non hanno impressionato sufficientemente il commissario tecnico della nazionale, Giampiero Ventura, che ha preferito affidarsi ad altri attaccanti per la doppia sfida con Macedonia e Albania, valide per la qualificazione al prossimo mondiale in Russia. È il duro destino di chi lascia il bel paese per cercare fortuna calcistica altrove, ma la situazione dovrebbe poter cambiare qualora Zaza dovesse riuscire a confermarsi a questi livelli.

L’ex giocatore della Juventus non è il primo e non sarà l’ultimo atleta a lasciare la Serie A e raccogliere la sfida di una nuova avventura. Non eccessivamente fortunati ed apprezzati in patria capita spesso che, varcati i confini nazionali, questi giocatori si ritrovino dopo un momento di smarrimento. Forse in Italia c’è troppa pressione e si ha poca pazienza, situazione che richiede un’inversione di tendenza per riuscire a tutelare i nostri talenti e ad evitare che questi esplodano all’estero.

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