L’eroe della finale di Coppa d’Africa è stato il portiere della Costa d’Avorio, Boubacar Barry. La partita contro il Ghana si è protratta fino ai tiri di rigore: il portiere ivoriano ha prima parato il penalty calciato dal collega ghanese Razak e subito dopo ha realizzato il tiro che è valso ai suoi la vittoria, fissando sul 9-8 la lunga serie dal dischetto. “Dio non fa mai nulla per caso. Venivo considerato un portiere senza talento, ero stato messo da parte“: queste le parole di Boubacar Barry dopo la conquista del trofeo, che in Costa d’Avorio sarà sempre accostata al suo nome. Una storia ancora più affascinante se si pensa che Barry s’è ritrovato in campo nella finale solo per l’infortunio del portiere titolare. Ma quello di Barry non è l’unico caso di portiere goleador. Ve ne abbiamo selezionati 10, ma ce ne sarebbero molti altri, compreso Preziuoso, il portiere di calcio a 5 del Cus Avellino reso famoso dalla pagina “Calciatori Brutti” ed Antony Innarilli, recentemente in gol con il Gubbio in Lega Pro.

1. Ricardo Ribeiro

Ricardo, portiere del Portogallo durante gli Europei giocati in casa, persi clamorosamente in finale contro la sorpresa Grecia, salì agli onori della cronaca ai quarti di quell’edizione della manifestazione. Il Portogallo gioca contro l’Inghilterra e si arriva ai calci di rigore. Ricardo si erge a eroe con un gesto a sensazione: dopo 5 rigori finiti alle sue spalle decide di togliersi i guanti per parare il rigore di Vassel. Poi segna il suo e spedisce i lusitani in semifinale.

2. Hans Jorg Butt

Un Neuer ante-litterem, un po’ più sgraziato e malvestito. Il portiere che il Bayern sceglie per il dopo Khan dopo qualche esperimento non proprio edificante con i portierini cresciuti in casa. Butt arriva dall’Amburgo, è famoso non solo per le parate, ma soprattutto perché calcia i rigori. Lo farà anche al Bayern, ma con meno frequenza. Arriva a giocare la finale di Champions, dopo viene beffato due volte da Milito. Verrà rimpiazzato da Neuer, il tempo di (non) vedere il Bayern più forte di tutti i tempi.

3. Massimo Taibi

Scuola Milan, Massimo Taibi si fa le ossa a Piacenza. E con Cagni diventa un portiere vero, un prospect importante del calcio italiano. Tanto da ritornare a casa nel giro di qualche anno. Ma la sua esperienza al Milan non va bene, e così Massimo ricomincia dalla provincia (calcistica) italiana: Venezia. Arriva la chiamata del Manchester United, a Ferguson non si può dire di no. Ma Massimo non si ambienta e l’esperienza si rivela talmente disastrosa che il Sun lo annovera tra i più grandi fallimenti dell’era Ferguson. Taibi torna in provincia, ancora una volta, la più bella. A Reggio Calabria scrive la storia diventando capitano della Reggina e segnando uno spettacolare gol di testa contro l’Udinese, all’ultimo minuto. Da bomber consumato.

Massimo_Taibi_1812676i

4. Jorge Campos

Campos è stato il portiere del Messico ad inizio anni ’90, la sua vetrina principale il Mondiale ’94, quando la Nike investì su di lui per uno spot che vedeva i calciatori del momento passarsi il pallone da una metropoli all’altra. Jorge aveva due ottimi piedi, avanzava per tirare le punizioni, batteva i rigori e indossava completini eccentrici a maniche corte (fu uno dei primi). Batteva i calci di rigore ma in porta sembrava tremendamente fuori luogo per via dell’altezza. Altezza si fa per dire.

5. Renè Higuita

René non è un portiere. È un istrionico, un genio del pallone, un personaggio complesso. Calcia punizioni (e le segna), rigori (famoso quello nella finale di Coppa Libertadores che gli varrà la scenda Intercontinentale contro il Milan di Sacchi), dribbla gli attaccanti avversari e si esibisce nel colpo del scorpione. Ha amici importanti, in Colombia, e non proprio raccomandabili. Quando il dribbling non gli riesce sono dolori, vedi agli ottavi di finale del Mondiale ’90, quando Milla del Camerun lo irride e porta i leoni d’Africa ad uno storico quarto di finale.

6. Rogerio Ceni
Ceni ha militato nel San Paolo dal 1990 al 2014, ha disputato 1.119 partite, superando il record di Pelé nel Santos come giocatore con più presenze in un club brasiliano. Il capitano paulista, due Mondiali con la Selecao ma mai da titolare, detiene il record come estremo difensore ad aver segnato più reti nella storia del calcio professionistico. Sono 113 le reti realizzate, tutte su rigore e calcio piazzato, tranne una su azione. Precisamente il record risale al 20 agosto 2006, nella gara di campionato contro il Cruzeiro, quando con una doppietta (su punizione e su rigore) superò i 62 centri di José Luis Chilavert.
rogerio-ceni
7. Marco Amelia

Che bella storia quella di Marco Amelia, portiere che ha appena firmato con il Perugia, in serie B. Rescisso il contratto con il Milan ha deciso di tornare a casa per un po’ e giocare in Promozione, nel Rocca Priora, squadra di cui è anche Presidente. Amelia salì alle cronache per un gol segnato con la maglia del Livorno, in Europa League, contro il Partizan Belgrado. Ragazzo umile e sensibile, ha anche vinto un Mondiale da terzo portiere.

8. José Luis Chilavert

Molto più che un portiere, un lider màximo del movimento calcistico sudamericano. Tanto da candidarsi come Presidente della Repubblica Paraguayna. Tanti gol, circa 60, ma soprattutto tanto carattere. Il Paraguay e il Velez (squadra argentina allenata da Bianchi) gli devono tantissimo, lo spettacolo anche. Il suo più grande rimpianto è il Mondiale 1998: dopo Higuita nel ’90 e Campos nel ’94 spettava a lui il ruolo di portiere istrionico. Arrivò agli ottavi di finale dove giocò una partita epica, resistendo per 120 minuti agli assalti dei favoritissimi padroni di casa. E per poco non beffa i francesi su punizione a 5 dalla fine. Lo manda a casa un gol di Blanc ad un minuto dai rigori, dove probabilmente, viste le sue capacità, avrebbe scritto la storia.

9. Michelangelo Rampulla

Il primo goleador è lui, in un’epoca in cui, almeno in Italia, i portieri uscivano a stento dall’area di rigore (altro che Neuer) e non sapevano giocare con i piedi. Era possibile infatti fermare con le mani un retropassaggio e pochi portieri si preoccupavano di affinare la tecnica dei piedi. Infatti Rampulla segnò di testa, in un Atalanta – Cremonese di inizio anni ’90, quando difendeva la porta dei grigiorossi. Quel gol all’ultimo secondo gli valse la gloria e forse la Juventus di cui divenne lo storico secondo portiere dell’era Lippi.

michelangelo rampulla

10. Manuel Neuer

Portiere unico nel suo genere. Un Higuita moderno ma molto più efficace. Non sbaglia un’uscita Manuel Neuer, permette alla sua squadra di giocare in 12, con un difensore in più. Calcia i rigori con naturalezza, tanto da prendersi la responsabilità di battere Cech nella finale di Champions League poi persa dal Bayern Monaco, in casa, contro il Chelsea. Ma Neuer non si da per vinto e vince la Coppa un anno dopo. Poi vince un Mondiale da grande protagonista e per poco non si porta a casa un meritatissimo pallone d’oro. Unico.

ARTICOLI SIMILI