Solo sei mesi fa il Valencia era una squadra perennemente contestata dai propri tifosi, con il rischio di essere risucchiato in zona retrocessione (dove aveva fatto tutta la prima parte di stagione) e tre diversi allenatori fra cui Cesare Prandelli (per non parlare del disastro Gary Neville nel 2015-16, equivoco del proprietario Peter Lim). Ora invece l’equipo Che è imbattuto dopo otto giornate di Liga, secondo in classifica dietro solo al Barcellona: il protagonista della rinascita valenciana è senza dubbio il nuovo tecnico, Marcelino García Toral, che ha cambiato in positivo una squadra reduce da diversi anni bui.

Marcelino García Toral Valencia

RILANCIO DOPPIO

Anche Marcelino, arrivando a Valencia, è riuscito a prendersi diverse rivincite. Un anno fa aveva lasciato il Villarreal a pochi giorni dall’inizio del campionato dopo un litigio con l’attuale difensore del Milan Mateo Musacchio, per poi andare a un passo dal sostituire Frank de Boer all’Inter a novembre. I nerazzurri, dopo un colloquio avvenuto a Milano, hanno però preferito prendere Stefano Pioli (non c’è la controprova, ma forse sarebbe stato meglio puntare sullo spagnolo) e Marcelino è così rimasto senza squadra fino a maggio, quando il Valencia l’ha ingaggiato con un biennale a partire dall’1 luglio. Le sue qualità erano già note dai tempi del Villarreal, fatto risalire dalla Segunda División all’Europa League, e adesso sta provando a ripetere la stessa cosa, partendo peraltro da una base più solida visto che non ha dovuto ottenere la promozione in Liga. In poco tempo il Valencia è passato dall’essere una squadra con poche idee e senza un senso logico in campo a una macchina da gol (ventuno, solo il Barcellona ha fatto meglio) che vince e convince.

Zaza Kondogbia Real Betis-Valencia

TANTA ITALIA NELLA CRESCITA

Marcelino la Serie A l’ha solo sfiorata, ma a Valencia ora stanno facendo grandi prestazioni degli ex del campionato italiano. Il miglior marcatore è Simone Zaza, sette gol in otto presenze che lo hanno riportato in considerazione per l’Italia dopo il rigore sbagliato agli Europei, ma non va dimenticato il grande approccio di Geoffrey Kondogbia, tornato in Spagna (aveva giocato a Siviglia) dopo due anni disastrosi all’Inter e a segno al debutto nel 2-2 al Bernabéu contro il Real Madrid, oltre che domenica scorsa nel 3-6 al Real Betis. Con loro anche altri due ex nerazzurri, Martín Montoya e Jeison Murillo, più il portiere Neto preso dalla Juventus, ma il lavoro di Marcelino ha permesso di rivitalizzare anche altri giocatori: Gonçalo Guedes non stava trovando spazio al PSG, Andreas Pereira era retrocesso col Granada e soprattutto Rodrigo ha riconquistato dopo anni la convocazione nella Spagna grazie a un inizio di stagione molto positivo, nel quale ha già fatto lo stesso numero di gol di tutto lo scorso campionato (cinque). In pratica tutti hanno migliorato il rendimento sotto Marcelino, con la definitiva consacrazione del ’97 Carlos Soler e la conferma del leader Dani Parejo.

Simone Zaza Valencia

Ancora c’è qualcosa da migliorare, soprattutto in difesa dove i gol presi sono stati tanti (dieci) ma i ventuno realizzati li hanno fatti pesare poco, come domenica dove il Real Betis è passato in pochi minuti da 0-4 a 3-4 prima di crollare nel finale. Tuttavia quest’anno il Valencia sembra essere tornato ai fasti di un tempo e dopo un lungo periodo di anonimato al Mestalla ora si può tornare a pensare in grande: magari il secondo posto col passare delle giornate non verrà confermato, ma le coppe europee sono un obiettivo fattibile.

SIMILAR ARTICLES

0 131
Le coreografie di Lazio e Roma per il derby d'andata della Serie A 2014-2015.

0 61