Alle 21 di domenica sera l’arbitro Antonio Mateu Lahoz darà il fischio d’inizio di Barcellona-Real Madrid, il match che di fatto assegna la Liga 2014-2015. Mancano undici giornate alla fine del campionato, ma la sensazione è che questo Clásico farà pendere l’ago della bilancia dalla parte di una delle due contendenti al titolo in maniera definitiva: o Barcellona o Real Madrid, senza possibilità di inserimenti da parte di un terzo incomodo come successo l’anno scorso con l’Atlético Madrid. È la partita per eccellenza del calcio spagnolo, un match di visibilità planetaria che sarà seguito in ogni angolo del pianeta, con un valore ancor più alto degli anni scorsi visto che in classifica le due squadre sono separate da un solo punto.

COME CI ARRIVA IL BARCELLONA

Negli ultimi due mesi e mezzo il ruolino di marcia delle due grandi rivali di Spagna si è capovolto: il Barcellona ha riiniziato a correre e si è ripreso la testa della classifica dopo quasi un girone di dominio dei blancos. Eppure il 2015 dei catalani era cominciato malissimo, con la sconfitta del 4 gennaio per 1-0 a San Sebastián contro la Real Sociedad, che aveva oltretutto aperto scenari quasi apocalittici per il malumore di Lionel Messi nei confronti del tecnico Luis Enrique, tanto da far pensare a una possibile cessione del fuoriclasse argentino. I presunti screzi nello spogliatoio sono stati spazzati via dalle successive uscite dei blaugrana, un rullo compressore: diciassette vittorie su diciotto, striscia quasi perfetta interrotta solamente dallo 0-1 contro il Málaga, arrivato alla vigilia dell’andata degli ottavi di Champions poi vinta contro il Manchester City. Dieci giornate fa il Barcellona era a -4 dalla vetta, ora è sopra, e se è vero che gli avversari sono calati bisogna dare atto che il Barça ha ripreso a dare spettacolo come ai tempi di Guardiola (presente al ritorno contro il City da spettatore per la prima volta dopo aver lasciato il club), trovando oltre ai venti gol di Lionel Messi nel 2015 e al sempre più incisivo Neymar anche la definitiva consacrazione in Catalogna del grande acquisto estivo Luis Suárez, ora tornato ai livelli di Liverpool dopo aver saltato i primi due mesi per la squalifica avuta a seguito del morso a Chiellini e un inserimento problematico.

BARCELONA 8 March SPAIN Luis Suarez and Leo Messi goal celebration during the match between FC Ba

COME CI ARRIVA IL REAL MADRID

A differenza del Barcellona in casa blanca si ha la sensazione di essere in una pentola a pressione pronta a esplodere. L’ultimo mese è stato molto difficile, con una mini-crisi aperta dal tracollo per 4-0 nel derby, e il rischio di uscire agli ottavi di Champions League contro lo Schalke 04, col 3-4 in casa che quasi vanificava lo 0-2 di Gelsenkirchen, ha portato a critiche in alcuni casi eccessive, tanto che il presidente Florentino Pérez ha dovuto convocare una conferenza per rinsaldare la posizione di Carlo Ancelotti, contestato da una parte dei tifosi e dalla sempre poco tenera stampa madrilena. La sconfitta di due giornate fa per 1-0 sul campo dell’Athletic Bilbao ha sentenziato il sorpasso, dopo che il Real era stato in testa ininterrottamente dalla decima giornata, una settimana dopo il Clásico dell’andata vinto 3-1 dalle Merengues. Gli infortuni di Luka Modrić e James Rodríguez sono stati pesanti nell’economia del gioco, nettamente calato rispetto alla prima parte di stagione soprattutto per l’assenza del croato, e il nuovo acquisto di gennaio Lucas Silva ancora fatica a imporsi in un centrocampo che non sempre sostiene la squadra come dovrebbe, in più bisogna segnalare i dati in calo di Cristiano Ronaldo dopo la vittoria del Pallone d’oro: in cinque partite su undici è rimasto a secco, si è fatto superare da Messi nella classifica cannonieri, si è fatto espellere a Córdoba per aver colpito un avversario e nelle ultime due uscite al Bernabéu ha polemizzato apertamente in campo.

Real Madrid Forward Cristiano Ronaldo dos Santos RONALDO number 7 Round 27 of the BBVA league

In Italia spesso si dice che in queste sfide chi viene da un momento non troppo positivo poi vince, secondo questa teoria allora il favorito d’obbligo per domenica sarebbe il Real Madrid, ma in realtà l’incertezza regna sovrana e l’equilibrio dovrebbe farla da padrone, salvo poi magari essere rotto da una giocata da campione di uno dei tanti fuoriclasse in campo. L’unica certezza è che questo è il Clásico più importante degli ultimi anni: se il Barcellona dovesse vincere si porterebbe a +4 ipotecando il titolo, viceversa un trionfo del Madrid darebbe il controsorpasso in vetta.

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