Non solo calcio. La palla che rotola fa spettacolo anche (e a volte di più) quando è arancione, la si può toccare con le mani e va infilata in un canestro. Specialmente se a manovrarla è gente che proviene da un’altra dimensione, da un emisfero sconosciuto come LeBron James o Steph Curry. Una serie pazzesca, quella tra Cleveland e Golden State. A livello di squadra e di gioco, di emozioni e di equilibrio. Da un lato il 23 che prova a far diventare giocatori leggendari, una serie di individui capitati (quasi) per caso accanto al Prescelto. Dall’altro Curry, che ha vinto l’MVP della stagione con pieno merito. Ma nelle Finals è cambiato il peso del pallone, così rendimento e percentuali ne hanno risentito. Cleveland è meno forte, non ci sono dubbi. Anche prima dell’infortunio di Irving. E senza LeBron sarebbe 4-0. Ma l’energia (anche con una ferita alla testa causata dal macellaio Bogut) e la voglia di vincere di James possono trasformare una squadra da playoff in una da anello. Per ora siamo 2-2 ed è facile sognare una gara-7 che sarebbe memorabile.

Db Milano 10 06 2015 play off EA7 Emporio Armani Milano Banco di Sardegna Sassari foto Daniele

Gara-7 marchio di fabbrica della Serie A di basket. Altro livello, nessun paragone. Ma le semifinali che hanno regalato il trionfo a Reggio Emilia e Sassari sono finite allo spareggio decisivo e sono state stupende. E se l’eliminazione di Venezia fa un rumore relativo, quella di Milano, squadra più ricca e (teoricamente) favorita per il titolo, di rumore ne ha fatto parecchio. Perché il cuore e le idee valgono più dei soldi, l’organizzazione di gioco vale più di tutto. E poi il destino col supplementare conquistato sulla sirena in rimonta con un rimbalzo post tiro libero, ha reso tutto epico. Sacchetti in paradiso, e Banchi sul banco degli imputati. In trasferta in gara-7, emozioni clamorose, con Sassari a rappresentare la provincia che sogna. Non solo calcio, insomma. Anche perché il basket è una meraviglia.

Buon fine settimana! W lo sport!