I più ricchi, i più forti, i più attesi. Amici da luglio a maggio, nemici-sul campo-per un mese. Questa sera sarà Portogallo-Galles, per molti Cristiano Ronaldo contro Gareth Bale: il talento cristallino come le acque di Madeira, l’isola dove il mito di CR7 affonda le sua basi, contro l’atleta bionico che dalle parti di Cardiff è per tutti “il principe”.

Nel Real Madrid edizione 2015/2016 hanno dato vita a due terzi delle reti dei Blancos tra assist, tocchi vincenti e reti: a parlare per loro sono i numeri, a tutto campo. Si tratta dei protagonisti dei due trasferimenti più cari nella storia del calcio: 101 milioni sborsati per Bale, 93 per Cristiano Ronaldo. Nelle tre annate insieme a Madrid, i due hanno realizzato 221 reti, 163 Cristiano Ronaldo e 58 Bale. Ma questa sera, nell’avveniristico Stade des Lumières di Lione, tutto sarà azzerato e, oltre alla finale, probabilmente in palio c’è una fetta di supremazia nello spogliatoio delle Merengues.

Nov. 15, 2013 - Lisbon, Portugal - CRISTIANO RONALDO celebrates scoring Portugal's first goal during Portugal v Sweden 2014 World Cup Qualifying European Zone Play-Off First Leg at Estadio da Luz. (Credit Image: © Alex Morton/Action Images/ZUMA24.com)

Si guarderanno nel tunnel che conduce al rettangolo di gioco, si saluteranno e si abbracceranno, ma dalle 21 saranno due poli opposti e altrettanto capaci di attrarre su di sé telecamere e avversari. A Cristiano, già recordman di presenze (131) e di reti (60) con la selezione lusitana, il compito di dimenticare quella finale-beffa di Euro 2004, quando la Grecia di Nikopolidis fece piangere Lisbona nell’edizione delle sorprese. Le pressioni? Tutte, o quasi, per CR7. Perché a 31 anni forse ha l’ultima – e la prima – occasione per alzare un trofeo con la sua nazionale, perché – nonostante la doppietta contro l’Ungheria – non ha ancora inciso come sa, perché CR7 è un marchio, intaccabile nemmeno dopo la devastante accelerazione di Bale su Bartra nella finale di Copa del Rey 2014 contro il Barcellona. Da un lato il Portogallo dei cinque pareggi nei tempi regolamentari e del pass per gli ottavi grazie all’ingresso nel novero delle migliori terze, dall’altra parte un Galles che ha sorprendentemente conquistato il primo posto nel girone davanti all’Inghilterra alla prima qualificazione a un Europeo ed è reduce dalla vittoria in rimonta sul Belgio, la selezione più accreditata da quel lato del tabellone.

Cristiano Ronaldo e Bale con la maglia del Real Madrid

«Il sogno si avvicina e ora tutto può succedere. Non penso che mi manchino titoli e anche se la mia carriera finisse oggi mi sentirei privilegiato, ma non nascondo che mi piacerebbe vincere un trofeo con la nazionale. Siamo sulla strada giusta» ha tuonato Cristiano all’alba della semifinale. «Quello che conta è il gruppo. Ma non dirò mai chi è meglio tra noi due. E non penso al Pallone d’Oro» ha ribadito Bale alla vigilia della partita.

La carriera di quest’ultimo è stata un climax ascendente: da terzino a esterno ad attaccante, passando per il Southampton e il Tottenham prima dell’arrivo in casa Real. Dai piedi alla testa, quella che è la nuova specialità: il 42% delle reti stagionali le ha segnate di cabeza, mentre in Euro 2016 ha ripreso confidenza con il “tiro con la izquierda”. Chiedere conferme a Slovacchia, Inghiterra e Russia, vittime del numero 11 nel girone eliminatorio. In Francia il fuoriclasse gallese è sembrato libero da freni, come quelli che Cristiano Ronaldo spesso gli impone sui calci piazzati al Bernabeu.

E in patria qualcuno ha le idee già chiare: un paesino nel nord del Galles ha deciso di cambiare temporaneamente nome, da Bala a Bale. L’idea è stata del sindaco, che ha poi inviato la Nazionale a conoscere gli abitanti (appena 2mila anime) del piccolo centro. Nella speranza che ci tornino dopo il 10 luglio, data della finale parigina. La bilancia della dea vittoria appare squilibrata, con i gallesi privi del faro Ramsey per squalifica, ma Euro 2016 ha già ribaltato diversi pronostici. Per i lusitani all’orizzonte c’è l’ombra di un secondo fallimento dopo la sanguinosa sconfitta del 2004 contro la Grecia al Da Luz. Per i dragoni, invece, è già un momento irripetibile: prima qualificazione della storia e primo, clamoroso assalto all’ultimo atto della manifestazione.

Gareth Bale con la maglia del Galles

Quasi amici ogni giorno, rivali acerrimi per una sera. Chissà se ripenseranno al loro primo incrocio, risalente all’estate 2013 nel parcheggio delle auto riservato ai calciatori madrileni nel centro sportivo di Valdebebas: Bale con una borsa griffata Vuitton e una valigia alquanto anonima, Cristiano con un Rolex in bella vista e occhiali all’ultimo grido di Dolce&Gabbana. L’incontro tra la stella del Paese e il ragazzo della porta accanto, che lentamente gli ha eroso una piccola fetta di celebrità, senza mai guardare la vetta.

Nemmeno l’acquisto record dal Tottenham ha portato il gallese in vetta alle attenzioni della Casa Blanca. Ronaldo ha mantenuto la sua egemonia grazie al Pallone d’Oro del 2013 e al bis dell’anno dopo. Oggi guida un Portogallo che ha due record da far crollare: fra le squadre che non hanno mai vinto l’Europeo è quella che ha disputato più semifinali, e fra le rimaste in Francia è l’unica a non aver mai vinto nei tempi regolamentari. Bale ne detiene uno più venale: 101 milioni a 93, a Florentino è costato più lui, unico primato in cui ha battuto il compagno di squadra. Il 28 maggio hanno sollevato una Champions League insieme, 40 giorni dopo c’è spazio solo per un sorriso. Gli universi paralleli si incontrano a Lione.

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