Le coppe europee che per almeno un triennio hanno regalato all’Italia arrabbiature e delusioni, stanno tornando a farci gioire. Non fosse stato per il crollo della Fiorentina nel finale contro l’ottimo Basilea, avremmo avuto risultati esclusivamente positivi.

A cominciare dalla Juventus bella e incazzata vista al City of Manchester, capace di combattere e reagire al gol irregolare dell’1-0. Con Mandzukic basta crossare: due traversoni decenti tra Supercoppa e Champions, due gol. Cosa mai accaduta in campionato. Eppoi difesa solida, Buffon stratosferico e palle quadrate.

Gianluigi Buffon celebrates at the final whistle after the UEFA Champions League Group D match betwe

Ha proseguito la Roma fermando addirittura il Barcellona, in una partita storica per il risultato ma soprattutto per il gol da sigla televisiva di Alessandro Florenzi. Spesso la sua corsa ne nasconde l’immenso talento e l’eccellente piede destro. Da mercoledì non succederà più. E un punto col Barcellona tornerà utile nel duello al secondo posto col Bayer Leverkusen. Chiusura sugli infortunati. In bocca al lupo a Rafinha (crociato), sfortunato perché la gamba gli è rimasta sotto il corpo di Nainggolan, che non entra mai tenero, ma non era un fallo disonesto a mio parere. A differenza di Suarez che dopo anni di ruggini con Szczęsny, e una lite nel primo tempo, ha cercato le mani del portiere, trovandole e facendolo uscire. Unici nei di una bellissima partita.

L’Europa League ha risvegliato il Napoli, finalmente. Cinque gol al Bruges per cominciare la stagione. Fino ad oggi solo 4-3-1-2, ma la notte del San Paolo ha mostrato chiaramente che il 4-3-3 può (e deve) essere un’opzione valida. Benissimo Koulibaly, Jorginho e gli esterni, non ancora serenissimo Higuain che ha conservato i gol per partite più complesse. Domenica arriva la Lazio nel revival dello spareggio Champions di quattro mesi fa.

La squadra di Pioli ha pareggiato a Dnipro. Un buon risultato considerando che l’avversario era finalista di coppa solo qualche mese fa. Ma brucia la beffa del gol incassato all’ultimo secondo dal sempre puntuale Seleznyov, perché una vittoria fuori casa avrebbe messo in discesa un girone molto equilibrato. Ma è un punto e fa classifica.

Milan Badelj Fiorentina Birkir Bjarnason Firenze 17 09 2015 Stadio Artemio Franchi Football Calcio

A differenza dello 0 in casa Fiorentina. Grazie al vantaggio dopo quattro minuti, sembrava poter ripercorrere le vittorie casalinghe contro Milan e Genoa. Qualcosa non ha funzionato, Gonzalo ha rimediato una folle espulsione con un folle intervento a 60 metri dalla porta e la squadra si è squagliata. Continuo a pensare che Paulo Sousa sia un ottimo allenatore, ma scelga una squadra e vada avanti con quella senza troppi esperimenti e troppo turnover. Le squadre senza identità non diventano squadre.

Il bilancio è positivo ma non molliamo. Le inglesi vanno male e il nostro ranking cresce. Continuiamo così.