Aiuto, la serie A si è spaccata. Da un lato ci sono 16 squadre, guidate dalla Juventus: dall’altro le 4 “cugine”, quelle che in una famiglia si incontrano magari solo distrattamente durante le festività natalizie, per scambiare due chiacchiere e successivamente ignorarle per il resto dell’anno. Il quartetto composto da Pescara, Crotone, Palermo ed Empoli rischia davvero di giocare un torneo a sé: mai come in questa stagione, in serie A, ci si può salvare con ben meno di “40 punti”, quella soglia che Gigi Delneri fissò come quota per raggiungere l’agognata permanenza quando guidava il Chievo dei miracoli. E allora la massima serie era a 18 squadre. Oggi sono 20, ma chiedono in maniera silenziosa e disperata al tempo stesso un ritorno al passato. O una svolta futura.

Empoli, Saponara
Riccardo Saponara, i suoi colpi di classe serviranno nella lotta-salvezza dell’Empoli
Poker di (piccoli) (p)assi

17.10.9.9. Non sono consigli per un terno sicuro, ma i numeri che rivelano le difficoltà di queste quattro formazioni: sul gradino più alto del mini-podio c’è l’Empoli. I toscani di Martusciello, nonostante le cessioni di Tonelli e Mario Rui e il ritorno alla base di Paredes, possono godersi un margine rassicurante sulla zona-retrocessione. Hanno vinto solo 4 partite, ma i successi negli scontri diretti contro Crotone (2-1), Pescara (0-4) e Palermo (1-0) bastano per sorridere al “Castellani”: è un campionato nel campionato, ve lo avevamo detto. Crotone e Pescara condividono il fondo della classifica, ma guardano verso l’alto con ottiche diverse: i pitagorici recriminando per la sfortuna e i finali maledetti (Milan, Fiorentina, Lazio, Torino e Inter, tanto per citarne alcuni) ne hanno beneficiato, gli adriatici pagando dazio all’inesperienza e cercando ancora il primo successo sul campo, dopo lo 0-3 a tavolino di Sassuolo. “Troppi drammi, la distanza fra l’Empoli quartultimo e il Sassuolo quintultimo è di un solo punto” potrebbe obiettare qualcuno. Ma il dato è ingannevole, perché sulla graduatoria della squadra neroverde pesa l’infortunio burocratico che l’ha privata dei tre punti conquistati sul campo contro il Pescara. Senza quella svista, la squadra più vicina al quartetto di coda sarebbe il Bologna a 20.

Palermo-Pescara 1-1
Quaison e Bruno in contrasto in Palermo-Pescara 1-1
Un’estate fa

Per dare un’idea delle proporzioni, basta fare un paragone con la classifica dello scorso campionato alla diciannovesima giornata. Allora il quartultimo posto era occupato da un Genoa in risalita, a quota 19, cioè 2 in più dell’Empoli di questa stagione. Il quintultimo posto era occupato dal Palermo a 21 punti, mentre in quota retrocessione Frosinone (15) e Carpi (14) davano più di un segno di vita, nonostante le “benedizioni” di Lotito. Il solo Verona, fanalino di coda a 8, sembrava spacciato. La storia avrebbe dimostrato che non era così, con gli scaligeri in lotta fino al mese di aprile. Grazie all’arrivo in panchina Gigi Delneri, lo stesso della “quota 40” di cui sopra. Riavvolgiamo il nastro al gennaio 2016: le ultime quattro classificate mettevano insieme un totale di 56 punti in un poker, ben più dei 45 oggi sommati dal quartetto Empoli-Palermo-Crotone-Pescara nel loro “gironcino”. Una cifra che non può lasciare indifferenti, che segnala un netto scadimento di qualità per la lotta di coda e per l’intero campionato di serie A.

Esultanza giocatori Pescara dopo gol, goal celebration, Torino 16-08-2015, Stadio Olimpico, Football Calcio 2015/2016 Coppa Italia, Torino - Pescara, Foto Filippo Alfero/Insidefoto
Il Pescara festeggia un gol, una scena vissuta solo 11 volte in stagione
Mercato di riparazione, mai così vero

Il 7 gennaio 2001 tornava in Italia Edmundo, O’ Animal. Lo faceva per vestire la maglia del Napoli dopo che dal ’98 al ’99 aveva indossato quella della Fiorentina, abbandonata a febbraio per andare al Carnevale di Rio quando i viola erano in piena corsa per lo scudetto. Il presidente partenopeo dell’epoca, Giorgio Corbelli, regalò alla piazza questo colpo, in prestito dal Vasco da Gama con un contratto di sei mesi. L’attaccante brasiliano sembrava avere le caratteristiche giuste per infiammare il popolo napoletano e soprattutto per cercare di risollevare le sorti della squadra, in difficoltà in classifica. Non andò bene. 16 anni dopo la lotta-salvezza è fatta ancora di acquisti “riparatori”: il segno dei tempi, però, si riflette anche nei nomi che Piazza Affari propone. Alberto Gilardino è la soluzione scelta dal Pescara per dare linfa a un attacco abulico, Ante Budimir è il “cavallo di ritorno” agognato dal Crotone, il Sud America resta meta ambita per Maurizio Zamparini, ma con propensione a scovare giovani talenti più che a trovare rinforzi pronti per l’uso. Con annessi malumori degli allenatori di turno (a proposito, De Zerbi o Corini?).

Maurizio Zamparini, già due esoneri in stagione
Fanalini d’Europa

La prospettiva, a dir poco preoccupante, è che nessuna di queste 4 squadre raggiunga i 30 punti in classifica. Non un bel biglietto da visita per la serie A. E il confronto con le “Big 5” del calcio europeo lo dimostra: in Francia la classifica dopo 19 turni è chiusa dal Lorient a 15, i punti con i quali in Inghilterra il Sunderland è terzultimo. Spagna e Germania (unico caso a 18 squadre tra gli analizzati) tengono “quasi” il nostro passo: 12 punti per lo Sporting Gijon, ultimo baluardo della zona-retrocessione, con una lotta-salvezza che però coinvolge almeno Valencia e Leganes fino ai 17 punti del Deportivo, mentre l’Amburgo perde la “disfida dei porti” con i suoi 13 punti contro i 16 del Werder Brema, prima squadra che oggi sarebbe salva alla pari con Borussia Mönchengladbach e Wolfsburg. Nessuno fa peggio dei 10 punti del Palermo.

Spareggio Bologna-Parma

Back to the future

La storia, in fondo, non può stupire. Sin dall’estate le quattro formazioni in coda erano state dipinte come le peggiori del campionato, e ne erano consapevoli. A ricordarcelo sono i festeggiamenti del presidente empolese Fabrizio Corsi dopo il successo di Pescara o ancora i commenti del patron del Palermo Maurizio Zamparini dopo il successo esterno dei suoi in casa del Genoa il 18 dicembre, che ostentavano fiducia circa la possibilità di poter vincere questo mini-torneo per la salvezza. Il rischio concreto è di vivere gli ultimi due mesi di serie A con almeno 5 squadre prive di obiettivi, con evidenti conseguenze sulla credibilità del campionato e sulla sua capacità di essere allenante su scala internazionale, dove la bandiera tricolore non svetta ormai da troppo tempo. Nelle chiacchiere e nelle elucubrazioni mentali si è perso già troppo tempo: inutile pensare al lunch-match se si offre un pasto scadente. Adesso occorre agire in fretta: playoff incrociati con la B o ritorno alle 18 squadre che sia, la soluzione sembra non poter più attendere. E i ricordi non aiutano: 13 anni fa Fiorentina, Bologna e Parma chiudevano in terzultima posizione con 42 punti a testa, e lo spareggio tra le due emiliane premiava i parmensi di Alberto Gilardino. Chi c’era in attacco con lui? Massimo Maccarone. Maccarone e Gilardino, fino a una settimana fa compagni di squadra ad Empoli: oggi bastano per salvarsi senza patemi, 13 anni fa…no.

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