Il commissario tecnico Antonio Conte ha diramato la prima lista dei giocatori che prenderanno parte allo stage in vista degli Europei. Nei primi ventotto convocati dell’Italia non figurano ancora i giocatori impegnati nelle finali delle coppe nazionali (oltre a Juventus e Milan anche Matteo Darmian del Manchester United, Stefano Okaka dell’Anderlecht e gli italiani del Paris Saint-Germain), ma si può già fare un primo bilancio sui nomi scelti dal CT per l’avventura francese.

Un dato che purtroppo salta subito all’occhio è lo score realizzativo medio-basso degli attaccanti azzurri, un dato che potrebbe creare non pochi problemi fra poco più di tre settimane, quando inizierà la fase a gironi e bisognerà riscattare i Mondiali del 2014. Difficile trovare una nazionale italiana più in difficoltà di questa dal punto di vista dei gol, perciò sarà essenziale scegliere i migliori dal poco a disposizione.

Un allenamento dell'Italia durante la stagione 2015-2016.

CANNONIERI A SECCO O QUASI

Non si chiedeva certo di portare giocatori arrivati a un numero di gol simile a Gonzalo Higuaín, però il primo dato che certifica la pochezza del reparto offensivo azzurro proviene dal campionato: nessun italiano ha raggiunto quota quindici reti nella classifica marcatori.

Il migliore è Leonardo Pavoletti del Genoa, che si è fermato a quattordici: l’attaccante rossoblù, debuttante in Nazionale, è il miglior prodotto offensivo espresso dalla Serie A appena andata in archivio, anche perché ha la migliore media dopo Higuaín (0.56 gol a partita, come Dybala), e per quanto fatto vedere durante la stagione ha tutte le carte in regola per entrare nei ventitré.

Secondo questa statistica anche Stephan El Shaarawy va tenuto in considerazione (un gol ogni due partite), e in effetti il girone di ritorno dell’attaccante della Roma, dopo un inizio di stagione negativo col Monaco e gli anni bui col Milan, fa ben sperare in vista degli Europei. Le note positive finiscono però qui, perché con gli altri c’è poco da salvare.

Stephan El Shaarawy dopo il gol segnato in Milan-Roma.

TANTE, TROPPE DELUSIONI

Tolto Simone Zaza, che ha reso tanto per il poco che ha giocato (cinque gol in 664′, tra cui quello pesantissimo al Napoli valso il sorpasso in testa), gli altri attaccanti hanno passato diversi periodi negativi e rimangono quindi un punto interrogativo in vista di EURO 2016. Emblematico il caso di Éder Citadin Martins, dodici gol fino a gennaio con la Sampdoria ma soltanto uno da quando è passato all’Inter (il 23 aprile all’Udinese) e tante panchine; Ciro Immobile ha provato, invece, a risollevarsi tornando al Torino dopo un anno e mezzo negativo fra Dortmund e Siviglia, ma ha segnato in sole tre partite (con due doppiette) e negli ultimi due mesi è stato frenato da un infortunio. Anche Lorenzo Insigne ha avuto un calo in zona gol, solo tre da febbraio a oggi dopo i nove fino a gennaio, ma le sue prestazioni sono state comunque incoraggianti e può tornare utile anche come uomo assist. Diverso il discorso per Graziano Pellè, partito benissimo, poi infortunato e infine di nuovo in crescita; dall’estero arrivano poi pure Fabio Borini (cinque gol col Sunderland) e Stefano Okaka Chuka (quindici con l’Anderlecht, prima volta in doppia cifra).

Éder Citadin Martins, attaccante dell'Inter.

I GRANDI ESCLUSI

Il primo nome che manca dalla lista dei pre-convocati è senza dubbio quello di Manolo Gabbiadini, che di recente aveva fatto vedere di poter essere un’alternativa importante (tre gol nelle tre giornate di squalifica di Higuaín ad aprile). A seguire Andrea Belotti, dodici gol col Torino di cui undici nel 2016, e Franco Vázquez del Palermo, che avrebbe potuto fare comodo vista la possibilità di ricoprire più ruoli.

Tralasciando nomi mai realmente testati nel biennio di qualificazioni sorprende l’assenza di Domenico Berardi, che avrà pure finito la stagione per la prima volta senza raggiungere quota dieci reti (ne ha fatte sette) ma è stato uno dei trascinatori del sesto posto del Sassuolo e poteva almeno essere testato ora a Coverciano, anche perché a ottobre era stato convocato in Nazionale dovendo rinunciare per infortunio. Qualcuno di questi potrebbe diventare un rimpianto? Di certo non lo sarà l’assenza di Mario Balotelli: per lui le porte azzurre sono più che chiuse dopo un’annata orribile.

Andrea Belotti, attaccante del Torino.

Il periodo d’oro del calcio italiano, quando in attacco c’erano Christian Vieri, Enrico Chiesa, Vincenzo Montella, Roberto Baggio, Francesco Totti, Alessandro Del Piero, Filippo Inzaghi e altri ancora è ormai purtroppo molto lontano. Antonio Conte dovrà scegliere tenendo conto che questa è una nazionale con tanti dubbi e il rischio di un’altra figuraccia è alto, come due anni fa in Brasile dove Cesare Prandelli fu tradito anche dall’attacco.

Una soluzione potrebbe essere sfruttare di più le fasce con gli esterni offensivi in grado di creare superiorità numerica e una sola punta centrale, ma il periodo dei test sta finendo e fra poco andrà presa una decisione definitiva.

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