Si scrive Austria, si potrebbe leggere…Germania. Ben 15 dei 23 convocati del Ct Marcel Koller sono infatti tesserati per società di Bundesliga o Zweite Liga: sinonimo di una realtà in crescita, che a otto anni di distanza dall’Europeo organizzato “in casa” con la Svizzera torna a rispondere “presente” a una kermesse continentale. Il sogno mondiale, invece, è tale dal 1998, quando il Das Team, come a Vienna e dintorni chiamano la loro nazionale, si fermò al girone eliminatorio, dando anche filo da torcere all’Italia di Cesare Maldini. Ma nell’ultimo lustro l’aria è cambiata, grazie a giovani talenti figli della globalizzazione come David Alaba -chiedere a Pep Guardiola per referenze sul suo conto- e cavalli pazzi del calibro di Marko Arnautović, passato per il nerazzurro dell’Inter prima di esplodere nello Stoke City.

Marcel Koller, Ct austriaco dal 2011
Marcel Koller, Ct austriaco dal 2011

Mancato di poco il pass per Brasile 2014, l’Austria di Koller ha dominato il girone di qualificazione per Francia 2016: battuta due volte la Russia, surclassata con un netto 4-1 la Svezia, e raggruppamento chiuso con 28 punti, figli di 9 vittorie e un pareggio. Numeri esaltanti, che hanno ricordato ai nostalgici i tempi in cui la Nazionale austriaca era conosciuta come Wunderteam (“squadra delle meraviglie”): era l’alba degli anni Trenta e a guidarla c’era Hugo Meisl, in seguito segretario generale della ÖFB, la federcalcio austriaca, e dirigente della FIFA. Koller non ha lo stesso cursus honorum: è stato una bandiera del Grasshopper, dove ha giocato dal 1978 al 1997 come centrocampista, e ha vestito per 56 volte la maglia della Svizzera. Nei quattro cantoni ha coltivato la sua esperienza in panchina, tra Wil, San Gallo e ancora Grasshopper, per poi rinnovare la simbiosi teutonica alla guida di Colonia e Bochum. Dal 2011 è il Ct dell’Austria, ricostruita dalle macerie della generazione post-Herzog e Polster, quasi incapace di uscire dai confini del (mediocre) calcio nazionale.

David Alaba, top player e capitano dell’Austria

Il paradosso, e ben venga, in una nazione che ha ribaltato grazie al voto per corrispondenza gli scenari amministrativi e politici, passando in un mese dalla maggioranza relativa dell’estrema destra capeggiata da Hofer ai 31mila voti di scarto in favore del “verde” Van der Bellen, è che il simbolo dell’Austria 3.0 è un 24enne nato a Vienna da madre filippina e padre nigeriano, cresciuto nei vivai di Aspern e Austria Vienna e tesserato con il Bayern Monaco dal 2008, quando aveva appena 16 anni. Identikit di David Alaba, capace di sorprendere tutti per versatilità, resistenza e intelligenza tattica, il prototipo del calciatore universale, abile nel ricoprire tutti i ruoli di difesa e centrocampo: ha esordito in nazionale a 17 anni e non ha più mollato quella maglia, della quale oggi è capitano, nonché rigorista designato. Undici reti in 45 presenze, con una carriera davanti, ne sono la prova provata: e pazienza se incappa in autoreti epiche come quella dell’ultima amichevole vinta per 2-1 contro Malta, nella quale ha stupito tutti, anche il suo compagno di squadra tra i pali, Robert Almer.

Se Alaba è la punta dell’iceberg di un team che arriva senza “alcuna pressione”, come ribadito a più riprese da Koller, ad Euro 2016, Klein, Harnik, Arnautovic e Janko ne sono le bocche da fuoco. I primi tre sono i trampolini di lancio, l’ultimo è il più esperto -33 primavere il 25 giugno- e il più prolifico (13 reti in 14 presenze nell’ultima annata a Basilea) grazie ai suoi 196 centimetri, arma letale sotto porta. In difesa le fasce sono affidate a Garics (ex Napoli) e Fuchs, fresco di titolo in Premier con il Leicester. Si balla al centro, dove Prödl, Hinteregger e Dragović non sono sinonimi di rapidità.

E fari puntati su Alessandro Schöpf, nome da predestinato artista del calcio: classe 1994, seconda parte di stagione da protagonista nella mediana dello Schalke 04 con 13 presenze e tre reti, ha stregato Koller che dopo sole tre apparizioni ha deciso di inserirlo nella lista per la trasferta francese. 4-2-3-1 o 4-4-1-1, poco cambierà: l’Austria si candida al ruolo di mina vagante, forte anche di un girone F apparentemente alla portata. Origini slave, radici tedesche e forte consapevolezza dei propri mezzi: Das Team è pronto a far parlare di sé.

Harnik in gol nel 4-1 alla Svezia
Harnik in gol nel 4-1 alla Svezia

 

Lista dei convocati

Portieri: Robert Almer (Austria Vienna), Heinz Lindner (Eintracht Francoforte), Ramazan Ozcan (Ingolstadt).

Difensori: Aleksandar Dragovic (Dinamo Kiev), Christian Fuchs (Leicester), Gyorgy Garics (Darmstadt), Martin Hinteregger (Borussia Moenchengladbach), Florian Klein (Stoccarda), Sebastian Prodl (Watford), Markus Suttner (Ingolstadt), Kevin Wimmer (Tottenham).

Centrocampisti: David Alaba (Bayern Monaco), Marko Arnautovic (Stoke City), Julian Baumgartlinger (Mainz), Martin Harnik (Stoccarda), Stefan Ilsanker (RB Lipsia), Jakob Jantscher (Lucerna), Zlatko Junuzovic (Werder Brema), Marcel Sabitzer (RB Lipsia), Alessandro Schopf (Schalke 04).

Attaccanti: Lukas Hinterseer (Ingolstadt), Rubin Okotie (Monaco 1860), Marc Janko (Basilea).

 

Calendario dell’Austria ad Euro 2016

1^ giornata
Austria-Ungheria (martedì 14 giugno, ore 18:00) stade Matmut Atlantique, Bordeaux.

2^ giornata
Portogallo-Austria (sabato 18 giugno, ore 21) Parc de Princes, Parigi.

3^ giornata
Islanda-Austria (mercoledì 22 giugno, ore 18) Stade de France, Saint-Denis.

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