Un girone fa pensavamo di avere la verità in tasca. Ci caschiamo sempre, a dare sentenze alla prima giornata. L’abbiamo fatto anche stavolta, in una domenica di agosto. Un girone fa pensavamo che la Juventus fosse finita, dopo la sconfitta in casa contro l’Udinese. Partiti Tevez, Pirlo e Vidal, ad Allegri mancava un leader, e la squadra sbandava. Finché Evra e Buffon, i due più esperti non hanno appeso i giovani al muro dello spogliatoio e gli hanno detto “Adesso si gioca da Juventus“. E sono arrivate dieci vittorie di fila. E chi aveva già scaricato Allegri si è dovuto ricredere, o semplicemente nascondere.

Un girone fa

Un girone fa avevano dato a Sarri quattro, massimo cinque giornate. Dopo la sconfitta col Sassuolo la sua tuta sfigurava davanti all’abito di un allenatore dal profilo internazionale come Benitez. Oggi è diventata un simbolo, quello di chi si rimbocca le maniche, di chi ha l’umiltà di sporcarsi le mani, ma sa farsi capire dai gregari e persino dai campioni, come Higuain, che lo adora. El Pipita, un girone fa, era il giocatore che aveva condannato il Napoli ad accontentarsi dell’Europa League e sulla sua testa pesavano ancora, come macigni gli errori nella finale di Copa America contro il Cile. Il gol sbagliato nei supplementari e quel rigore, l’ennesimo fallito in stagione. Un girone fa un leader come Reina si riprendeva il suo posto tra i pali, tra diffidenza e malumori. Oggi Pepe pranza nei Quartieri Spagnoli, twitta in napoletano e salta sotto la curva. Magari non è il portiere più forte del mondo, ma è un grande leader.

Un girone fa

Un girone fa si preannunciava la stagione del riscatto di Jovetic, decisivo all’ultimo minuto contro l’Atalanta, ancora più decisivo qualche giorno dopo contro il Carpi. Oggi il montenegrino sembra un oggetto misterioso, litiga con Mancini, non sa più dove deve giocare, ha persino perso i gradi di titolare. Un girone fa Garcia pareggiava 1-1 contro il Verona, non convincendo a pieno. Domenica la Roma ha bissato lo stesso risultato e gli stessi dubbi, ma in panchina aveva un allenatore diverso: Luciano Spalletti. Uno che ha tutto per ribaltare la situazione, il cuore in primis. Alla domanda: perché sei tornato alla Roma, ha risposto “Lo dovevo a tre tifosi speciali, ai quali non potevo dire di no: i miei figli“.

Un girone fa

Un girone fa Cassano pesava 10 chili di più, Gasperini si sentiva molto più saldo sulla panchina del Genoa, Sousa apriva la crisi Milan, attenuata, forse, soltanto domenica scorsa da Mihajilovic, cha ha spostato l’ultima spiaggia più in fondo. Un girone fa Soriano aveva già imbarcato le valige per Napoli; Castori era il re di Carpi, salvo essere esonerato qualche settimana dopo, per poi tornare, un po’ meno re ma tanto più combattente a fidarsi dello stesso gruppo che gli ha dato la soddisfazione di conoscere i campi di Serie A.

Alfredo Falcone - LaPresse01/11/2015

Un girone fa non ci ricordiamo nemmeno più chi era l’allenatore del Palermo, ma la sensazione è che tra Iachini, Ballardini, Viviani e Schelotto la migliore partita dei rosanero resti quella autogestita da Sorrentino e compagni. Un girone fa il Cagliari scherzava il Crotone avviandosi a dominare il campionato. Ieri il Crotone ha superato il Cagliari e si è preso il primo posto, mente i sardi si chiedevano se quelli che avevano di fronte, pratici, tecnici e combattivi erano gli stessi dell’andata. Un girone fa, in Serie B, abbiamo assistito alla partita più spettacolare dell’anno: quella tra Bari e Spezia, finita 4-3. Chissà cosa avranno pensato Nicola e Bjelica, davanti alla televisione, vedendo lo 0-0 tra Camplone e Di Carlo. Magari anche loro si saranno detti “Un girone fa era tutta un’altra storia”.

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