Avete in mente quella camicia che nel vostro armadio ruba l’occhio, ma che raramente indossate perché non trovate mai l’abbinamento giusto? Ecco, pensatela su un campo da calcio e otterrete il Portogallo. La nazione dalla quale Cristoforo Colombo è partito con regio patrocinio e vista su quelli che oggi conosciamo come Stati Uniti d’America, che ha dato i natali al dissacrante genio di Fernando Pessoa, ammantando d’oro la classe di Figo, Rui Costa e Eusebio -tanto per dirne tre- capace di alternare l’asprezza del Porto e la dolcezza delle paste di Belem, nel calcio non ha mai trovato la giusta via di mezzo.

Navigatori nella vita, altalenanti, anzi ondeggianti, nei risultati: i lusitani sono fatti così. Terra di confine, anche con i podi. Sarà per questo che il Ct Fernando Santos, uno dei pochi tecnici in grado di vantare la panchina dei 3 grandi club portoghesi (Benfica, Porto e Sporting) ha fissato come obiettivo finale la vittoria? “Ci dobbiamo credere. Non siamo i favoriti, ma, senza presunzione, abbiamo l’ambizione di arrivare fino in fondo” le parole di colui che ha già sfidato gli dei del futbol tra il 2012 e il 2014, superando il primo turno delle fasi finali con la Grecia negli Europei polacco-ucraini e nei Mondiali brasiliani.

Fernando Santos, Ct portoghese dal settembre 2014
Fernando Santos, Ct portoghese dal settembre 2014

Santos ha rilevato i panni di Commissario Tecnico del Portogallo da Paulo Bento: troppo intense le scorie della Coppa del Mondo per perdonare all’ex centrocampista dello Sporting Lisbona anche il ko casalingo con l’Albania nella prima gara di qualificazione per Euro 2016: per una nazionale spesso potente e prolifica ma narcisa come il suo simbolo, alias Cristiano Ronaldo, serviva un sergente di ferro. Ma Santos non è solo un amante della disciplina: è anche un tecnico che prepara molto bene la fase difensiva e non ha avuto paura di sperimentare nuovi giocatori, pescando soprattutto tra i giovani. Il 7 su 7 nelle successive partite delle eliminatorie, con 11 gol fatti e 5 centri subiti, confermano un processo di crescita in atto: il tutto condito dal valore non secondario degli avversari di turno, Danimarca, Serbia, Albania e Armenia.

Portogallo, foto di gruppo

C’è la consapevolezza di essere una grande squadra, ma all’orizzonte si paventa anche il rischio di giocare un altro Europeo e archiviarlo da incompiuta. A 12 anni di distanza dall’edizione organizzata in casa, c’è ancora l’amaro in bocca per quella finale persa contro la Grecia. La squadra è un mix tra giocatori giovani e d’esperienza, la ricetta di Fernando Santos sembra vincente. Poi c’è lui, Cristiano Ronaldo: contro Dellas e compagni finì il match in lacrime dopo essersi divorato il gol del possibile pareggio. Oltre un decennio dopo, il 20enne che iniziava a incantare il calcio mondiale è diventato una stella, incapace però di regalare gloria anche al suo Paese. Inutile ribadirlo, non solo per demeriti suoi: 56 gol in 125 partite con la nazionale lo dimostrano, ma CR7 lontano dal club spesso è venuto meno negli incroci decisivi.

Quello francese, però, appare l’ultimo treno utile per festeggiare qualcosa con la “Selecção das Quinas” e chissà che lo statuario attaccante totale che arriva dall’isola di Madeira non possa decidere di salirvi su, caricandosi sulle spalle i compagni. Durante la competizione staccherà Figo (distante oggi due presenze) come record-man lusitano e qualora segnasse anche in questo torneo, diventerebbe il primo giocatore a realizzare almeno un gol in quattro edizioni differenti. Per chi è abituato a collezionare Champions e campionati, spiccioli: ma ben guadagnati.

5 luglio 2004, la Grecia batte 1-0 il Portogallo e festeggia la vittoria dell'Europeo
5 luglio 2004, la Grecia batte 1-0 il Portogallo e festeggia la vittoria dell’Europeo

Cristiano non è il solo a ricordare i fantasmi di Charisteas e compagni: con lui in campo quella notte c’era anche Ricardo Carvalho. L’ex leader difensivo di Porto e Chelsea vuole salutare la nazionale al meglio e non gli pesa l’etichetta di “vecchietto” della competizione tra i calciatori di movimento (40 suonati per Kiraly, portiere ungherese) con i suoi 38 anni: a fargli degna compagnia nel girone c’è l’ex compagno di squadra ai tempi dei Blues, l’islandese Gudjohnsen (ne compirà 38 a settembre). Gli fanno da controcanto il 18enne Renato Sanches, protagonista di un trasferimento da 35 milioni di euro più bonus dal Benfica al Bayern Monaco (una sola presenza, in marzo, con la nazionale), e il 22enne Andrè Gomes, che nonostante la stagione nefasta vissuta dal Valencia ha gettato le basi per un futuro in qualche top club con le sue geniali giocate in mediana.

Il calcio di Santos arma gli esterni del 4-3-3, con Nani e uno tra Joao Mario e Quaresma a sgobbare e creare ai lati di Ronaldo. Le chiavi della porta sono di Rui Patricio, reduce da un’ottima annata tra le fila dello Sporting Lisbona; in difesa due esterni rapidi e offensivi come Vieirinha e Eliseu affiancano Pepe e Carvalho. Il centrocampo è il fiore all’occhiello: le geometrie di Joao Moutinho si abbinano al fisico dirompente di William Carvalho. Poi André Gomes, con Sanches jolly per l’occasione. Inseriti nel girone F, definito “il gruppo degli outsider”, con Austria, Ungheria e Islanda, i lusitani sono i favoriti per l’accesso alle fasi finali: il terzo posto iridato del 1966 e il secondo posto continentale del 2004 sono gli unici podi della storia. Troppo poco, perché la storia, alla fine è partita da questo lembo di terra nel quale il tempo sembra essersi fermato. È l’ora di tornare a scrivere.

Portogallo, Cristiano Ronaldo

 

Lista dei convocati

Portieri: Anthony Lopes (Lione), Eduardo (Dinamo Zagabria), Rui Patricio (Sporting);

Difensori: Bruno Alves (Fenerbahce), Cedric Soares (Southampton), Josè Fonte (Southampton), Eliseu (Benfica), Pepe (Real Madrid), Raphael Guerreiro (Lorient), Ricardo Carvalho (Monaco), Vieirinha (Wolfsburg);

Centrocampisti: Adrien Silva (Sporting Lisbona), Joao Mario (Sporting Lisbona), William Carvalho (Sporting Lisbona), Andrè Gomes (Valencia), Danilo Pereira (Porto), Renato Sanches (Benfica), Joao Moutinho (Monaco);

Attaccanti: Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Eder (Lille), Nani (Fenerbahçe), Rafa Silva (Braga), Ricardo Quaresma (Besiktas).

 

Calendario del Portogallo ad Euro 2016

1^ giornata
Portogallo-Islanda (martedì 14 giugno, ore 21:00) stade Geoffroy Guichard, Saint-Ètienne

2^ giornata
Portogallo-Austria (sabato 18 giugno, ore 21:00) Parc de Princes, Parigi

3^ giornata
Ungheria-Portogallo (mercoledì 22 giugno, ore 18) Parc Olympique lyonnais, Décines Charpieu-Lione

 

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