In origine fu Veronique Zidane, moglie di Zinedine. “Da quando abbiamo due figli comanda lei, non posso farci proprio niente” ammise candidamente Zizou a precisa domanda dell’avvocato Gianni Agnelli, quando nell’estate 2001 il fuoriclasse francese chiese la cessione in direzione Madrid: la sua dolce metà non era soddisfatta del clima uggioso di Torino e voleva vivere sul mare. “Chi comanda a casa tua?” è la domanda che sempre più spesso i fuoriclasse del mondo del calcio si sentono rivolgere: chissà se qualche dirigente dell’Inter avrà fatto lo stesso con Mauro Icardi, centravanti e capitano nerazzurro la cui moglie, Wanda Nara, è tornata a calcare le prime pagine dopo aver infiammato titoli e tifosi qualche anno fa con i saluti all’ex marito Maxi Lopez, all’epoca giovane compagno di squadra di Maurito alla Samp.

Mauro Icardi

E già. Ma a differenza dell’omonimo pesce del film diretto 27 anni fa da Charles Crichton e inserito nella Top 100 dei film britannici del XXI secolo, la Wanda milanese non è un’astuta affarista, ma una manager di grido. Oltre ai figli, cura gli interessi del maritino da poco più di un anno e da qualche settimana ha scoperchiato il vaso di Pandora contenente la maglia numero 9 di casa Inter. Il pomo della discordia? Un accordo tacito, risalente a un anno fa, per “ritoccare” l’accordo economico che lega l’attaccante 23enne al club di Corso Vittorio Emanuele.

L’argentina sostiene che un anno fa, al momento della firma sul rinnovo, l’Inter per ragioni legate al fair-play finanziario non potesse dare a Icardi più di 5 milioni lordi per il contratto sportivo (più 1 milione netto per il 50% dei diritti d’immagine) e che i dirigenti si fossero impegnati a “rivedere” cifre e dettagli tra la primavera e l’estate 2016. Ipotesi negata dai vertici nerazzurri: così, mentre Mauro tace e si prepara alla prossima stagione negli Stati Uniti, la sua compagna ha dato vita a un risiko di calciomercato: l’altro giorno era a Parigi con un’amica, 72 ore fa si “segnalava” a Londra, dove l’Arsenal vorrebbe un centravanti, altri ancora la davano a Madrid, sponda Atletico.

Zinedine e Veronique Zidane

L’Inter, dal canto suo, non ci vuole sentire. Wanda Nara preme per un adeguamento, ma al tempo stesso non lesina uscite pubbliche e “social” parlando degli interessi di Juve, Napoli, Arsenal e Atletico. Ma non mancano precedenti illustri: non è stata solo la signora Zidane a spingere per un addio in direzione Spagna. Basti pensare a David Trezeguet, simpaticamente “invitato” dalla sua compagna Beatrice Villalva a salutare Torino e la Juventus nel 2010, sposando la causa dell’Hercules. Formazione di terza fascia nella Liga, ma con vista sul sole e sul caldo di Alicante.

Per indicazioni sulle vie per un rientro a Milano, potrebbe invece chiedere consiglio a Kristen Pazik, compagna di Andrei Shevchenko. Dopo un biennio avaro di gioie a Londra con la maglia del Chelsea, Sheva puntò i piedi per tornare al Milan. Perché? “Chiedetelo a Kristen: quando lei alza la voce lui corre sotto il letto con la coda tra le gambe”. Copyright del sempre tranciante Josè Mourinho.

Milano capitale della moda, e anche dei trasferimenti a tinte rosa: anno 2007, il Real Madrid scarica David Beckham e sullo Spice Boy piombano diversi top club europei. Dopo Manchester e la Spagna, però, sua moglie Victoria voleva Hollywood. Lui accettò di fare la spola tra l’Italia e gli Stati Uniti, con le divise di Milan e Los Angeles Galaxy, pur di accontentare il cuore, e tappa di addio a Parigi.

David Beckham e Victoria

La Torre Eiffel: lo stesso panorama che Ezequiel Lavezzi ha preferito al Golfo di Napoli nell’estate 2012. Il suo passaggio al Psg, accompagnato da 30 milioni nelle casse di De Laurentiis, era stato “caldeggiato” dalla compagna dell’attaccante argentino, Yanina Screpante. Yanina fu vittima di una rapina che anticipò un duro sfogo sui social: preludio all’addio, raccontano a Castel Volturno e dintorni. Oggi la coppia vive in Cina, dove “El Pocho” trotterella con l’Hebei Fortune. Sicuramente un trasferimento dettato da ragioni di sicurezza…economica.

I social: gli stessi che hanno sancito la rottura tra Federica Riccardi, moglie di Alessio Cerci, e buona parte dei tifosi italiani nell’estate 2014. “Noi ce ne andiamo nel calcio che conta”, tuonò la signora Cerci dopo il passaggio del marito dal Torino all’Atletico Madrid al termine di una stagione condita da 13 reti e 11 assist. Peccato che sei mesi dopo e qualche spezzone di partita concesso da Simeone la coppia fosse di nuovo in Italia. Dove? A Milano. La stessa meta confermata dalla signora Banega, che in maggio – mentre Ever con il Siviglia attendeva la finale di Coppa del Re contro il Barcellona – su Twitter metteva un “mi piace” ad un fotomontaggio del marito con la maglia nerazzurra.

Ecco, Wanda. Per consigli sulla gestione delle public relations può chiedere consigli anche ai vicini di casa.

SIMILAR ARTICLES