Una è stata la ‘signora d’Italia’ fino agli inizi degli anni ’20 del secolo scorso, mettendo in bacheca sette scudetti; l’altra è rimasta ed è tuttora in serie A, ma viene ricordata anch’essa soprattutto per un periodo storico, quello da metà degli anni ’40 fino alla tragedia di Superga.

Torino e Pro Vercelli si affrontano sabato sera, alle 20.30, in un inedito derby piemontese. Il fatto che si giochi nello stadio ribattezzato ‘Grande Torino’ non fa che alimentare la leggenda. Un impianto che è stato per tanti anni Comunale, quindi Olimpico. Ma che ora è la casa granata e dei suoi miti, da Valentino Mazzola a Franco Ossola.

Insomma, un turno di nobiltà tra chi, con Sinisa Mihajlovic, riparte dopo la gestione Ventura e chi si è affidato proprio a un granata, Moreno Longo, per soffrire di meno in serie B e ottenere la terza salvezza consecutiva. Partiamo proprio da qui per raccontare la sfida di Coppa Italia.

Luca Castiglia

LONGO, UN GRANATA A VERCELLI

Moreno Longo a Vercelli ci aveva giocato. Nel lontano 2004-2005. È stato richiamato in estate dal presidente Massimo Secondo dopo i grandi risultati ottenuti con la Primavera del Torino. Un quadriennio di finali e ottimi risultati, con un titolo portato a casa, nel 2014-2015, e tanti giovani cresciuti bene, che oggi fanno gola o sono già in prestito alle prime squadre.

La Pro Vercelli si è affidata a lui anche per questo motivo: per far crescere i suoi giovani, che si confrontano con un campionato impegnativo come quello di serie B. Una sfida pure per Longo, alla prima esperienza su una panchina dei professionisti. Un uomo che giocava in difesa, ma che predilige il gioco offensivo da allenatore.

E che non potrà non provare emozione sabato sera: “Credo che tornare a Torino per me, per i giocatori e per la Pro Vercelli, contro una squadra che ha fatto la storia del calcio italiano, sia motivo di grande orgoglio”.

Moreno Longo

L’ESODO BIANCO AL COMUNALE

Giocare all’ex Comunale, per i tifosi della Pro, è andare indietro nel tempo. Nel 1971, qui, le bianche casacche giocarono lo spareggio con la Biellese per la promozione in serie C. Dopo il pari (2-2), fu la monetina a decretare il successo dei bicciolani in uno stadio quasi tutto bianco. Era il 6 giugno: l’autostrada del ritorno a casa fu una coda di vessilli, bandiere e clacson. Un ricordo davvero dolce per i tifosi più anziani della squadra che fu di Silvio Piola.

Quest’anno, considerato che si giocherà il 13 agosto, non ci sarà lo stesso esodo. Ma da Vercelli arriveranno parecchi tifosi. Senza dimenticare che molti hanno il Toro nel cuore e dunque avranno da scegliere per chi tifare.

Pro Vercelli Biellese

A METÀ TRA MILANO E TORINO

Avranno da scegliere i simpatizzanti vercellesi del Torino. Da sempre, Vercelli è in una posizione particolare, esattamente a metà strada tra Milano e Torino. Fino a pochi anni fa, quando le bianche casacche giocavano tra serie C e dilettanti, erano in molti a disertare lo stadio ‘Robbiano‘. Partivano i pullman dei club per andare a vedere ora il Milan, ora l’Inter, ora la Juve, ora il Torino. Al campo sportivo, perché tale era per i più anziani, ci andava solo lo zoccolo duro e qualche papà con figli.

Da qualche anno, però, si sta formando una tifoseria ‘giovane’ e tutta vercellese. Che cresce con la squadra in B e dunque non si sposta più per vedere buon calcio.

Tifosi Pro Vercelli

QUANTO TORO NELLA PRO

Possiamo chiamarlo davvero derby quello di Coppa Italia. E non solo per la distanza tra le due città (75 km). In maglia bianca, infatti, sono arrivati diversi ex granata, protagonisti dello scudetto Primavera di più di un anno fa. Dal portiere Andrea Zaccagno a Dejan Danza, da Claudio Marra a, naturalmente, il tecnico Moreno Longo.

Non finisce qui. Tra i portieri c’è Alessandro Gilardi, che sfiorò il titolo l’anno prima. Ci sono gli esperti attaccanti Dominique Malonga e Giulio Ebagua. Il primo arrivò giovanissimo in Italia, nel 2007, a 18 anni; il secondo iniziò da bambino nella Scuola Calcio del Cit Turin per poi passare in granata, facendo tutte le trafile delle Giovanili fino alla Primavera. Il fallimento della Società lo costrinse a cambiare aria, ma nel 2011 rieccolo al Toro fino a gennaio (tre le reti segnate). Infine, c’è Alessandro Budel, pure lui per sei mesi nel Toro di Ventura, stagione 2010-2011.

Nel settore tecnico, insieme a Longo, altri due ex: il vice allenatore Dario Migliaccio e Paolo Nava, che si è trasferito a Vercelli proprio insieme al tecnico.

Dominique Malonga

ULTIME DAL CAMPO

Sinisa Mihajlovic non può prendere troppo alla leggera l’impegno di Coppa Italia. Non solo per l’orgoglio che ci metteranno i vercellesi, ma anche perché la squadra ancora non è completa e ci sono diversi giocatori acciaccati. Da Ajeti ad Avelar, da Benassi a Jansson, da Molinaro a Zappacosta: chi recupererà? L’occasione per diversi giovani Toro – vedi Antonio Barreca – di trovare posto dall’inizio. Un altro giocatore che potrebbe mettersi in mostra è Aramu, tra l’altro appetito proprio dalla Pro Vercelli.

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