Il calcio italiano non scoppierà di salute, ma qualche segnale di discontinuità, rispetto ai trend negativi (sotto il profilo sportivo ed economico) degli ultimi anni, si sta registrando forte e chiaro. Il riferimento è soprattutto ai numerosi volti nuovi in arrivo nel nostro campionato. Giocatori di talento, dal ricco palmarès e che promettono di regalare l’atteso salto di qualità soprattutto in Europa, dove l’Italia da tempo vuole tornare a giocare un ruolo di primo piano. Se sarà vera gloria è ancora presto per dirlo, ma intanto è il caso di analizzare i contorni e la dimensione del fenomeno.

Il rinnovamento della Juventus e il tentativo di riscatto dell’Inter e del Milan (sospinto anche da fondi provenienti dall’estero) stanno contribuendo in larga parte a questi intensi flussi verso la penisola, ma gradualmente sta uscendo alla distanza anche la Roma e presto anche Napoli e Fiorentina, oltre alla Lazio, torneranno a far sentire la propria voce anche sui mercati internazionali. Non si vende per necessità ma per convenienza e arrivano anche giocatori nel pieno della loro maturità calcistica e non più dunque soltanto giovani promesse da lanciare e rivendere al miglior offerente o campioni sul viale del tramonto (quel “cimitero degli elefanti” in cui sembrava essersi trasformato il nostro campionato).

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Guardiamo ai movimenti della Juventus, tanto per cominciare. Persi i pezzi da novanta, Tevez, Pirlo e Vidal, l’Ad Marotta ha giocato d’anticipo con Mandzukic, Dybala e Khedira (oltre ai promettenti italiani Rugani e Zaza). Due su tre hanno vinto tutto a livello di club e/o di Nazionale e l’ex palermitano ha già dimostrato di possedere le stigmate del campione. L’ex Bayern è la classica prima punta implacabile davanti al portiere: più del 90% dei suoi gol li ha realizzati in area di rigore e guardando alle sue gesta molti juventini avranno rivisto le movenze di un big del calibro di David Trezeguet (un caso che abbia scelto anche lo stesso numero?).

L’intesa con Morata è da affinare, così come la condizione atletica, ma i presupposti sembrano molto positivi: del resto lo spagnolo ha già dimostrato lo scorso anno di potersi ben disimpegnare anche da seconda punta. Non solo obiettivi di squadra, ma anche individuali: il croato può attentare al trono dei capocannonieri sfuggito di un soffio a Tevez nelle ultime due stagioni. Non ha bisogno di presentazioni neanche Khedira che, dopo aver lasciato il segno nel Real Madrid, è già pronto a esercitare la sua leadership nel centrocampo bianconero e può crescere bene anche Dybala che, arrivato a peso d’oro (oltre 30 milioni di euro), ha già dimostrato di poter ripercorrere le orme di Tevez.

SHANGHAI CHINA JULY 21 CHINA OUT Jeison Murillo 24 of Inter Milan in action during the Interna

Quanto alle milanesi, l’interista Mancini ha disseminato top player in ogni reparto. Il milanista Mihajlovic, per il momento, deve “accontentarsi” di iniezioni importanti in prima linea. Murillo e Miranda in difesa, Kondogbia a centrocampo, Jovetic in attacco: questi i big nerazzurri, alcuni dei quali hanno già lasciato il segno nel pre-campionato. Su tutti il difensore colombiano che ha dimostrato, nonostante la giovane età, di poter essere un riferimento per la squadra e un elemento in grado di far salire il livello generale del martoriato reparto difensivo.

Non si sono ancora visti Miranda e Jovetic, ma Mancini sembra seriamente intenzionato a farne due punti fermi del nuovo 4-3-1-2 con il brasiliano che farebbe coppia con Murillo al centro della difesa e il montenegrino che tornerebbe a fare il trequartista, non prima di aver smaltito la ruggine (e qualche infortunio di troppo) accumulata nella poco fortunata esperienza in Premier League. Ultimo, ma non ultimo, il centrocampista francese superficialmente accostato a Pogba: un paragone che potrebbe nuocergli caricando di aspettative l’ambiente che, al contrario, deve ricercare in lui un tassello di temperamento, capace di dare muscoli, centimetri ed energia ad una mediana che ha bisogno del definitivo salto di qualità soprattutto di Kovacic.

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Il Milan, invece, si coccola la coppia di prime punte Bacca e Luiz Adriano. Un acquisto in tandem poco preventivabile alla vigilia, ma che adesso Mihajlovic dovrà far fruttare al massimo. Tra i due, il più pronto per la nostra serie A sembra essere il colombiano, alfiere della doppia Europe League conquistata con il Siviglia. Attaccante dal gran fisico, finalizzatore, molto abile nell’attaccare la profondità; non sarà Ronaldo (il brasiliano) a cui ha detto di somigliare, ma può essere l’equivalente di Mandzukic assicurando quel fatturato di gol che nelle ultime stagioni è mancato ai rossoneri.

Luiz Adriano, invece, è chiamato all’impegno più gravoso: essendo più versatile del compagno, a lui dovrebbe essere richiesto il sacrificio di girare al largo e di disimpegnarsi nel doppio ruolo di rifinitore e finalizzatore. Cresciuto alla corte di Lucescu allo Shakthar, potrebbe impiegare meno tempo nell’adattarsi alla nuova dimensione.

Arsenal Goalkeeper Wojciech Szczesny celebrates the third goal scored by Pet Mertesacker The FA Cu

Completiamo la carrellata con le romane, la Fiorentina e il Napoli. La Roma, presi Szczesny e Iago Falqué, è ancora in attesa dei colpi in grado di migliorare la rosa di Garcia, colpi che rispondono ai nomi di Salah e Dzeko. L’egiziano, terminato l’effetto sorpresa di cui ha beneficiato lo scorso anno alla Fiorentina, dovrà dimostrarsi all’altezza delle bizze da star viste in questi mesi e soprattutto mostrare quella continuità di rendimento nell’arco di un intero campionato che sinora gli è sempre mancata. Il bosniaco è una prima punta che in quel di Roma non si vede, forse, dai tempi di Batistuta e il suo arrivo rappresenterebbe un’ottima notizia per tutto il movimento.

La Fiorentina è ancora ferma al palo, ma il vero acquisto top potrebbe essere rappresentato dal ritorno in pianta stabile di Giuseppe Rossi, a fronte però della partenza di un Gomez che in Toscana non ha mai convinto. Il Napoli di Sarri si è concentrato sul mercato interno (Valdifiori, Allan, forse Vrsaljko e Hysaj), in decisa controtendenza rispetto all’esterofilia di Benitez.

Chiudiamo con la Lazio, che ha scelto di perseguire la via delle giovani promesse con Hoedt in difesa, Morrison a centrocampo e Kishna davanti. Degli ultimi due soprattutto si dice un gran bene: il primo è un fenomeno ma deve fare i conti con un carattere molto labile (tanto da essersi meritato il paragone con Gascoigne) che gli ha fatto perdere numerose occasioni (Manchester e West Ham su tutte); l’altro è un talento da sgrezzare e ancora tutto da verificare alla prova del nostro calcio. Insomma situazione in piena evoluzione, ma presupposti già molto interessanti; non resta che attendere la prova del campo.

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