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Wimbledon

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Irrefrenabile. Ma soprattutto immortale. Roger Federer ha indossato per l’ottava volta la corona di Re a Wimbledon. Tanti sono i successi dello svizzero in quello che viene considerato il campionato del mondo di tennis sull’erba. Otto vittorie, dal 6 luglio 2003 al 16 luglio 2017: un’epopea più che un’era.

Forse la partita contro lo spilungone Marin Cilic non passerà alla storia come una delle più combattute e belle da parte dell’elvetico, ma tornare a vincere nel Regno Unito dopo 5 anni ha un significato che va al di là del singolo match per il 36enne, che di Slam ne ha portati a casa ben 19 nella sua lunga carriera sportiva. Iniziando proprio da quel 6 luglio 2003.

Ripercorriamo l’incredibile serie di vittorie di Re Roger Federer, oggetto di dibattito se sia il miglior sportivo della storia.

6 luglio 2003: Wimbledon

Roger Federer si sta appena affacciando al tennis dei migliori il 6 luglio del 2003. Ha 21 anni e, a Wimbledon, arriva in finale dove si trova di fronte Mark Philippoussis, uno che tira forte. In un’ora e 56′ Federer si aggiudica la partita, con due tie-break: 7-6, 6-2, 7-6. È la prima vittoria in un torneo del Grande Slam per Roger, che non concede una palla break, chiude con 50 colpi vincenti, 9 errori gratuiti e appena 6 punti persi sulla prima di servizio. È nata una star del tennis? Seguiteci, anche se già conoscete la trama.

1 febbraio 2004: Australian Open

Federer 2004

Pure nella terra dei canguri, Roger Federer è campione. Pochi mesi dopo Wimbledon. Questa volta gli servono 2 ore e 15′ contro il russo Marat Safin, rimandato a casa con un 7-6, 6-4, 6-2. Federer raccoglie gioie su gioie a Melbourne: battendo in semifinale Juan Carlos Ferrero, era infatti diventano il numero uno del ranking Atp. Il tie-break del primo set è decisivo: Safin manca due set point sul 6-5, poi crolla poco alla volta. Alla distanza. Non sarà la prima volta che succede: gli altri dopo un po’ cadono in errore, non sfruttando le chance a disposizione. Lui no, Roger di ghiaccio.

4 luglio 2004: Wimbledon

Federer 2004 Wimbledon

Ci risiamo. Roger Federer si mangia di nuovo l’erba della famiglia reale. L’avversario è Andy Roddick, che lo svizzero affronterà spesso in finale. Dura 2 ore e 30′ per vincere 4-6, 7-5, 7-6, 6-4. Match in salita per l’elvetico che, addirittura, perde il primo set. Nel secondo, avanti 4-0 e con una palla per il 5-0 si fa raggiungere, prima di rigirare la partita a suo vantaggio. Nel terzo, ancora Roddick meglio: 2-1 e 4-2, ma arriva la pioggia ad aiutare Roger. E nel quarto, dopo aver salvato quattro palle break, è ancora Federer a trionfare.

12 settembre 2004: Us Open

Federer 2004 Us Open

Quando è in forma, in questo periodo, non ce n’è per nessuno. Poco più di due mesi dopo il bis a Wimbledon, Federer conquista per la prima volta lo Us Open. Lleyton Hewitt perde 6-0, 7-6, 6-0 ed entra nella storia, a suo modo, anche lui. Era dall’800 che in una finale dello Slam qualcuno non perdeva due set 6-0. Il primo set dura 18′. Nel secondo c’è partita, nel terzo no.

3 luglio 2005: Wimbledon

Federer 2005

Ancora Wimbledon per Federer, che non trova avversari in Inghilterra. Andy Roddick esce di nuovo con le ossa rotte dal confronto con lo svizzero: 6-2, 7-6, 6-4 in un’ora e 41′. Nel primo set, Re Roger perde un solo punto al servizio, nel secondo recupera un break. Nel terzo, strappa subito il servizio a Roddick e se ne va verso il trionfo.

11 settembre 2005: Us Open

Federer ok

André Agassi, l’idolo di casa, non ce la fa contro la montagna Roger: 6-3, 2-6, 7-6, 6-1 in 2 ore e 19′. Alla distanza, Agassi risente forse dei 10 anni in più sulla carta d’identità.

29 gennaio 2006: Australian Open

Federer

Bis in terra australiana per il più forte di tutti. La sorpresa cipriota Marco Baghdatis fa sudare Roger per 2 ore e 46′: 5-7, 7-5, 6-0, 6-2, ma ancora una volta l’esperienza e la calma da parte dell’elvetico fanno il solco quando il match diventa più lungo. E dire che Federer si era presentato in campo con un problema alla caviglia, era andato sotto di un set e 0-3. Alla premiazione, arrivano pure le lacrime del vincitore.

9 luglio 2006: Wimbledon

Federer Nadal

Federer contro Nadal: quante volte l’abbiamo visto? A Wimbledon, però, Roger non lascia scampo al maiorchino: 6-0, 7-6, 6-7, 6-3 in 2 ore e 50′. Nadal spreca un set point nel secondo set, cosa che probabilmente incide tantissimo sull’esito finale della partita.

10 settembre 2006: Us Open

Federer Roddick

Roddick di nuovo contro Federer a Flushing Meadows. Ci vogliono 2 ore e 25′, con questi parziali: 6-2, 4-6, 7-5, 6-1. E poi la braccia al cielo sono quelle dello svizzero.

28 gennaio 2007: Australian Open

Federer vincitore

Avversario a sorpesa, a Melbourne, è il cileno Fernando Gonzalez. Roger Federer vince in 2 ore e 20′ per 7-6, 6-4, 6-4. Decimo titolo dello Slam. Per lo svizzero neanche un set perso nel torneo australiano. Gonzalez gli mette paura con due set point: 5-4 e 40-15. Ma Federer rimonta, come tante altre volte.

8 luglio 2007: Wimbledon


Una delle partite più belle della storia a Wimledon, Federer contro Nadal. Dura 3 ore e 45′: 7-6, 4-6, 7-6, 2-6, 6-2. Federer eguaglia il record di Bjorn Borg. Primo set: 3-0 Federer, poi 3-3, al tie-break 5-2 Federer che chiude dopo 5 set point. Nel terzo set, Nadal per due volte è a due punti dal set, ma perde nettamente il tie-break. Nel quarto, Nadal va 3-0, nel quinto Federer salva 4 palle break.

9 settembre 2007: Us Open

Federer contro Djokovic

Un certo Novak Djokovic è l’avversario di Roger Federer. L’uomo che per un po’ di anni toglierà lo scettro di migliore allo svizzero. Ma il 9 settembre del 2007, è l’elvetico a vincere: 7-6, 7-6, 6-4 in 2 ore e 24′. Djokovic è sempre avanti nel punteggio, ma cede alla distanza.

8 settembre 2008: Us Open

Andy Murray ci prova, ma esce anche lui sconfitto in finale contro Roger Federer: 6-2, 7-5, 6-2 in un’ora e 51′. Pur avendo perso la prima posizione nel ranking, per la prima volta dal 2004, l’elvetico vince in 27′ il primo set. Nel secondo si fa recuperare un break e poi salva a sua volta 3 palle break, nel terzo passeggia.

7 giugno 2009: Roland Garros

Federer Rolang Garros

Arriva il primo successo sulla terra rossa a Parigi per Federer. Lo svedese Robin Soderling, che aveva eliminato negli ottavi Rafa Nadal, soccombe per 6-1, 7-6, 6-4 in un’ora e 55′. Una delle migliori partite per Re Roger, che pure nel tie-break domina con quattro ace e il 7-1 finale.

5 luglio 2009: Wimbledon

Federer 2009

Passa neanche un mese e Federer rivince Wimbledon. Vittima preferita è Andy Roddick: 5-7, 7-6, 7-6, 3-6 e 16-14. Un incontro che non finisce mai: 4 ore e 16′. Sull’8-8 del quinto, Andy va a servire per il match, invece poi si ritrova dieci volte a dover servire lui per non uscire dal match. L’undicesima è letale.

31 gennaio 2010: Australian Open

Federer vince ancora

Andy Murray perde di nuovo contro Roger Federer: 6-3, 6-4, 7-6 in 2 ore e 41′. La partita dura parecchio, ma lo svizzero ha sempre pienamente in mano l’incontro.

8 luglio 2012: Wimbledon

Federer Wimbledon 2012

Come successe per Agassi anni prima in America, a Wimbledon sono tutti con Andy Murray. Ma Roger Federer non si spaventa e vince 4-6, 7-5, 6-3, 6-4 in 3 ore e 24′. Per metà partita, si gioca sotto il tetto del Centre Court a causa della pioggia. Come se pure il cielo amasse Re Roger: dopo la pioggia, alza la percentuale di prima, vince il terzo set e poi fa il break nel quarto.

29 gennaio 2017: Australian Open

Federer 2017

Cinque anni dopo, rieccolo. Tirato a lucido. E splendido vincitore a Melbourne, contro Rafael Nadal, anche lui agli antichi splendori: 6-4, 3-6, 6-1, 3-6, 6-3 in 3 ore e 38′. Saranno anche due vecchietti questi due, ma corrono e lottano su ogni pallina. E, naturalmente, vince Roger. Con l’aiuto dell’occhio del falco sull’ultimo punto.

16 luglio 2017: Wimbledon

Contro il gigante Marin Cilic, Federer vince facile: 6-3, 6-1, 6-4 in un’ora e 41′. È il diciannovesimo Slam. Una sola palla break salvata nel quarto game dell’incontro, poi 17 punti di fila sul servizio. Cilic piange, lamenta un dolore alla caviglia, cede. Un mese dopo il suo 36esimo compleanno, anche Re Roger piange guardando i due gemellini in tribuna.

L’erba del vicino è sempre più verde. Se poi è quella sacra dei campi di Church Road, a Wimbledon, lo è anche di più. Un po’ perché da queste parti piove sempre, un po’ perché questo è considerato il campionato del mondo di tennis sull’erba. Lunedì 27 inizia la 130esima edizione, che ci dovrà dire se Novak Djokovic potrà puntare davvero al Grande Slam, se Andy Murray saprà contrastarlo adeguatamente, se Serena Williams sarà ancora regina sui campi britannici o se la spagnola di 22 anni, Garbine Muguruza, è davvero la nuova stella dopo aver trionfato a Parigi proprio contro la statunitense.

 

NEL 2015 ANDÒ COSÌ

Djokovic portò a casa il secondo Wimbledon consecutivo (terzo in carriera, dopo quello del 2011), superando in finale lo svizzero Roger Federer. Serena Williams si impose tra le donne. Mettono in palio i loro titoli contro avversari molto agguerriti. In campo maschile, infatti, va considerato pure lo svizzero Roger Federer, che si arrese dodici mesi fa in finale a Nole dopo quattro set. Tra le donne, probabilmente, sarà un testa a testa tra Williams e Muguruza.

I RITI DI WIMBLEDON

Wimbledon non è semplicemente un importante torneo di tennis. È un rituale. Che va avanti da 130 anni, appunto. C’è il palco reale, dove non è raro vedere seduti personaggi della famiglia reale. E dove il gossip si concentra in particolare sui cappellini della Regina o sulle gonne di Kate Middleton. C’è l’immancabile pioggia, che spesso stravolge i programmi. C’è il dress code e guai a sgarrare. In particolare le tenniste devono stare attente ad abbigliamenti troppo bizzarri o a far verdere …troppo. E le tenute devono essere rigorosamente bianche.

C’è il giorno di riposo, che capiterebbe domenica 3 luglio. Usiamo il condizionale perché, l’anno passato, proprio il maltempo costrinse gli organizzatori a far giocare gli incontri rinviati proprio in quella domenica. C’è la consuetudine che vede in campo prima i maschi, lunedì 27, e solo dopo le femmine, martedì 28. Per tutti, la chiusura è prevista il 10 luglio.

 

NIKE E GLI ABITI TROPPO CORTI

A proposito di dress code, la Nike ha dovuto ritirare gli abiti cuciti appositamente per le donne che parteciperanno a Wimbledon. Il motivo? Erano troppo corti. In realtà, però, questa volta non sarebbero stati gli organizzatori del torneo a protestare, ma le stesse giocatrici, una ventina, che hanno rimandato al mittente le tenute perché scomode e succinte.

In particolare, sotto accusa sarebbero le ‘Nike Premier Slam’. Recentemente, la 31enne ceca Lucie Hradeckà ha dovuto indossare dei leggings per evitare che la gonna le scoprisse le parti intime. La 19enne britannica Katie Boulter ha improvvisato una cintura con fascia pur di tenere giù il vestitino.

DJOKOVIC, IL LOGICO FAVORITO

Djokovic ha vinto il Roland Garros, sciogliendo i dubbi sulla forma fisica. Evidentemente, proprio questo è il periodo in cui è al top. Vuole avvicinare Roger Federer, che vinse cinque volte di seguito in Gran Bretagna tra il 2003 e il 2007. Vincendo nel 2016, sarebbe a tre. Djokovic potrebbe diventare il primo a vincere cinque Major consecutivi in era Open. Ultimo stimolo: la possibilità di far suo il Grande Slam del 2016 dopo che l’anno passato gli sfuggì per poco.

MURRAY, PIÙ DI UNO SFIDANTE

Andy Murray è qualcosa più di uno sfidante semplice. È l’ultimo ad aver vinto Wimbledon, nel 2013, prima della dittatura di Nole. Quell’anno, riportò il trofeo in Gran Bretagna dopo ben 77 anni (Fred Perry era stato l’ultimo). È quello che ha i colpi migliori per mettere in difficoltà Djokovic, numero 1 Atp. Anche perché, proprio nella classifica Atp, è subito dietro il serbo. Ha di nuovo al suo fianco Ivan Lendl dopo la separazione, il che la dice lunga sulla voglia di Murray di tornare alla vittoria tra le mura amiche. Infine, Murray – arrivasse in finale – sarebbe alla terza consecutiva del 2016 contro l’eterno avversario.

FEDERER, L’ERBIVORO

Erbivoro per eccellenza, Roger Feder di Wimbledon ne ha già vinti sette. Ha saltato Parigi, forse proprio per concentrarsi meglio su Londra. L’elvetico punta la terza finale consecutiva in Gran Bretagna, sperando questa volta in un epilogo diverso. Pur non essendo più lui il top del tennis mondiale – e una spanna sotto a Nole – quando si ritrova sulla verde erba di Church Road ritrova come per magia smalto. Il dritto in chop è l’arma che nessuno pare in grado di controbattere.

GLI OUTSIDER

Chi potrebbe fare la sorpresa a Wimbledon? Stan Wawrinka è la vera e propria mina vagante, Nicolas Mahut e Florian Mayer (tornato però nel circuito solo ad aprile dopo un lungo infortunio) sono esperti di erba e capaci di dare il 100% proprio su questa superficie. Juan Manuel Del Potro ci metterà il cuore e chissà che non riesca a superare gli ostacoli che, da qualche tempo a questa parte, lo hanno relegato alla seconda o terza fila del tennis. Difficile che arrivino altre sorprese in campo maschile.

WILLIAMS, MUGURUZA E…

Come già detto, tra le donne è più difficile ampliare troppo il novero delle possibili vincitrici. Sarà quasi sicuramente un duello Williams–Muguruza, una rivincita del Roland Garros dove l’iberica ha avuto la meglio. Se proprio vogliamo cercare il terzo incomodo, ecco Petra Kvitova. Serena Williams, 34 anni, dicono sia al crepuscolo della carriera, ma nelle ultime sei finali dello Slam c’è sempre stata, vincendo tre volte e perdendo le altre tre (le ultime).

La sorpresa è il forfait dell’ultimo momento di Victoria Azarenka, testa di serie numero 6, messa ko dal ginocchio. Lo stesso infortunio l’aveva costretta al ritiro al Roland Garros. La ragazza nel 2011 e nel 2012 raggiunse le semifinali a Wimbledon, suo miglior risultato. In questa stagione, aveva vinto a Brisbane, Indian Wells e Miami.

GLI ITALIANI DI WIMBLEDON

L’Italia di Wimbledon si presenta agguerrita in campo femminile. Non così in quello maschile, dove Andreas Seppi è chiamato almeno a difendere il terzo turno dell’anno scorso che gli permetterebbe di non perdere i 90 punti conquistati dodici mesi fa. Difficile nutrire speranze di sorprese azzurre tra gli uomini da Lorenzi, Cecchinato e Bolelli.

Tra le donne, Roberta Vinci è la numero 7 e Sara Errani la numero 21. Loro guidano la nostra spedizione inglesi, essendosi ritirata dal circuito Flavia Pennetta. Camila Giorgi è l’incognita.

BIGLIETTI E TV

I biglietti per Wimbledon sono andati a ruba come al solito. Alcuni tour operator organizzano la trasferta, ma i prezzi sono piuttosto proibitivi. Si va da 700 euro a oltre 1000 per i match in programma sul Centrale.

Converrà mettersi in poltrona e, se si ha Sky, guardare tutte le partite in diretta. Due i canali dedicati: Sky Wimbledon 1 Hd (201) e Sky Wimbledon 2 Hd (202). C’è anche la possibilità di guardare Wimbledon dal proprio dispositivo mobile scaricanddo l’applicazione Sky Go.

COMBINE, MAI PIÙ

Le voci su vecchie combine, anche su tornei di alto livello, hanno fatto muovere gli organizzatori. I campi sono iper blindati, con telecamere di sicurezza a circuito chiuso. Controlli accurati in borse e zaini degli spettatori, identificazione frontale di chiunque sia seduto sugli spalti. Si affianca, naturalmente, il consueto lavoro sui flussi di scommesse e sulle variazioni di quote. Verranno analizzati pure i dati forniti elettronicamente dagli arbitri e le credenziali di chiunque intenda partecipare all’evento (il rischio terrorismo c’è).

Wimbledon potrebbe essere immune alla combine perché assegna grossi premi anche a chi arriva al secondo turno delle qualificazioni (7.500 sterline), per chi gioca il terzo ce ne sono 15 mila. Il tabellone principale porta a 30 mila l’incasso.

Infine, gli organizzatori di Wimbledon intendono monitorare sempre meglio l’eventuale doping degli atleti. Un’agenzia indipendente si occuperà di ulteriori test oltre a quelli di routine, durante le qualificazioni e durante il torneo.

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Il campionato del mondo di tennis sull’erba è alle porte. Stiamo parlando del torneo di Wimbledon, che comincia lunedì 29 giugno per concludersi domenica 12 luglio. Due settimane di grandi match a Church Road, per il prestigio e per l’assegno di tre milioni di euro, il montepremi più alto di sempre. Due settimane in cui ai tennisti non sarà richiesta soltanto bravura, scaltrezza e fortuna, ma anche di rispettare un rigido dress code.

Novak Djokovic Ser TENNIS Wimbledon 2014 xTennisMagazinex PUBLICATIONxNOTxINxFRAxITAxBEL

I FAVORITI

Nel 2014 i vincitori sono stati DjokovicKvitova. Riusciranno a difendere il titolo? La concorrenza è agguerrita. Novak dovrà guardarsi da Roger Federer e dall’idolo di casa Andy Murray. Al Roland Garros il serbo ha perso la finale, ma sull’erba è arrivato in fondo alla competizione tre volte nelle ultime quattro edizioni, vincendo nel 2011 e nel 2014. L’anno passato, fu Federer a inchinarsi all’ultimo atto. Ci riproverà in questo 2015 per entrare nella leggenda: lo svizzero ha già vinto sette volte Wimbledon.

Murray trionfò a sorpresa nel 2013. Pensate che un britannico, qui, non vinceva dal 1936 con Fred Perry. Lo scozzese ha vinto al Queen’s, a Parigi ha impensierito proprio Nole in semifinale. Insomma, i presupposti per sfidare Djokovic il più tardi possibile ci sono tutti.

In campo femminile, compito ancora più difficile per Petra Kvitova. Dovrà guardarsi innanzitutto dalla numero uno al mondo, l’americana Serena Williams. La precede nella classifica WTA e non ha intenzione questa volta di lasciarla passare. Ci saranno tutte le migliori.

L’ESERCITO AZZURRO

Andreas Seppi per sognare. L’azzurro è in forma dopo la finale di Halle, persa con Federer. L’erba è una superficie che gli piace (ha vinto un torneo a Eastbourne) e Wimbledon lo stimolerà sicuramente. Meno carte in mano pare avere Fabio Fognini, che dopo il Roland Garros non ha più giocato. La poca pressione addosso potrebbe essere un vantaggio. Ci attendiamo di più dall’erbivoro SImone Bolelli che difende il terzo turno della scorsa stagione. Tra le donne, Sara Errani guida la carica. Avendo anche la migliore posizione nella classifica mondiale.

TORNEO ESCLUSIVO

Wimbledon fa rima con esclusività. Per chi partecipa e riesce a fare strada, per chi riesce ad assicurarsi un biglietto. Soprattutto last minute. I prezzi dei seggiolini vanno da un minimo di 419 euro per vedere le semifinali del doppio maschile a un massimo di 7.559 euro per la finale uomini sul Centrale. Se non siete riusciti a procurarvi un tagliando con largo anticipo, forse è meglio rinunciare e guardare il torneo in Tv.

06 07 2014 London United Kingdom Duke and Duchess of Cambridge celebrate in the Royal Box at the

OSPITI ILLUSTRI

La Famiglia Reale inglese non mancherà sulle tribune. Grande appassionata di tennis è Kate Middleton, duchessa di Cambridge che l’anno passato assistette dalla tribuna reale alle partite più significative. E che farà il bis quale membro onorario dell’All England Club, prestigioso club londinese che organizza e ospita Wimbledon.

I duchi di Cambridge, dopo aver disertato il Royal Ascot, sono attesi nel Royal Box fin dal 29 giugno. I vicini? Carole, Michael e Pippa Middleton, per la gioia dei fotografi. In attesa dei vip sui campi, l’Orangerie di Kensington Palace ha organizzato uno dei party più fashion dell’anno: quello pre-Wimbledon, sponsorizzato da Vogue e da Ralph Lauren. Tutti a scrutare gli ospiti, tra cui Boris Becker con la moglie Lilly, e l’attrice Jessica Chastain. 

IL MATCH PIÙ LUNGO

Sulla superficie di Wimbledon si è svolto il match più lungo nella storia del tennis. Il 24 giugno del 2010, infatti, John Isner e Nicolas Mahut, si sfidano a chi ha più resistenza. Partita sospesa il primo giorno per assenza di luce, si riprende e si raggiungono i 59 game per parte nel quinto set. Di nuovo il buio. Alla fine, finirà il terzo giorno, dopo 11 ore e 5 minuti di gioco, sul 70-68 al quinto.

LA TRADIZIONE

I protagonisti sul campo dovranno indossare il bianco. Niente tablet e smartphone, tanto meno i bastoni per i selfie durante le partite per il pubblico. Sono previste multe pesanti per i trasgressori. Le tenniste dovranno stare attente alle gonne troppo corte, non solo al dritto dell’avversaria che rischia di far saltare tutta una stagione. Le giocatrici vengono sempre appellate come Miss o Mrs durante il gioco. I giocatori uomini solo con il cognome. Non mancano mai le fragole con panna tra il pubblico e anche questo fa parte della tradizione. Non si gioca nel ‘middle sunday’, ossia nella domenica di mezzo del torneo. Tre volte, a causa della pioggia, il giorno sacro è stato sfruttato per recuperare.


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