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L’erba del vicino è sempre più verde. Se poi è quella sacra dei campi di Church Road, a Wimbledon, lo è anche di più. Un po’ perché da queste parti piove sempre, un po’ perché questo è considerato il campionato del mondo di tennis sull’erba. Lunedì 27 inizia la 130esima edizione, che ci dovrà dire se Novak Djokovic potrà puntare davvero al Grande Slam, se Andy Murray saprà contrastarlo adeguatamente, se Serena Williams sarà ancora regina sui campi britannici o se la spagnola di 22 anni, Garbine Muguruza, è davvero la nuova stella dopo aver trionfato a Parigi proprio contro la statunitense.

 

NEL 2015 ANDÒ COSÌ

Djokovic portò a casa il secondo Wimbledon consecutivo (terzo in carriera, dopo quello del 2011), superando in finale lo svizzero Roger Federer. Serena Williams si impose tra le donne. Mettono in palio i loro titoli contro avversari molto agguerriti. In campo maschile, infatti, va considerato pure lo svizzero Roger Federer, che si arrese dodici mesi fa in finale a Nole dopo quattro set. Tra le donne, probabilmente, sarà un testa a testa tra Williams e Muguruza.

I RITI DI WIMBLEDON

Wimbledon non è semplicemente un importante torneo di tennis. È un rituale. Che va avanti da 130 anni, appunto. C’è il palco reale, dove non è raro vedere seduti personaggi della famiglia reale. E dove il gossip si concentra in particolare sui cappellini della Regina o sulle gonne di Kate Middleton. C’è l’immancabile pioggia, che spesso stravolge i programmi. C’è il dress code e guai a sgarrare. In particolare le tenniste devono stare attente ad abbigliamenti troppo bizzarri o a far verdere …troppo. E le tenute devono essere rigorosamente bianche.

C’è il giorno di riposo, che capiterebbe domenica 3 luglio. Usiamo il condizionale perché, l’anno passato, proprio il maltempo costrinse gli organizzatori a far giocare gli incontri rinviati proprio in quella domenica. C’è la consuetudine che vede in campo prima i maschi, lunedì 27, e solo dopo le femmine, martedì 28. Per tutti, la chiusura è prevista il 10 luglio.

 

NIKE E GLI ABITI TROPPO CORTI

A proposito di dress code, la Nike ha dovuto ritirare gli abiti cuciti appositamente per le donne che parteciperanno a Wimbledon. Il motivo? Erano troppo corti. In realtà, però, questa volta non sarebbero stati gli organizzatori del torneo a protestare, ma le stesse giocatrici, una ventina, che hanno rimandato al mittente le tenute perché scomode e succinte.

In particolare, sotto accusa sarebbero le ‘Nike Premier Slam’. Recentemente, la 31enne ceca Lucie Hradeckà ha dovuto indossare dei leggings per evitare che la gonna le scoprisse le parti intime. La 19enne britannica Katie Boulter ha improvvisato una cintura con fascia pur di tenere giù il vestitino.

DJOKOVIC, IL LOGICO FAVORITO

Djokovic ha vinto il Roland Garros, sciogliendo i dubbi sulla forma fisica. Evidentemente, proprio questo è il periodo in cui è al top. Vuole avvicinare Roger Federer, che vinse cinque volte di seguito in Gran Bretagna tra il 2003 e il 2007. Vincendo nel 2016, sarebbe a tre. Djokovic potrebbe diventare il primo a vincere cinque Major consecutivi in era Open. Ultimo stimolo: la possibilità di far suo il Grande Slam del 2016 dopo che l’anno passato gli sfuggì per poco.

MURRAY, PIÙ DI UNO SFIDANTE

Andy Murray è qualcosa più di uno sfidante semplice. È l’ultimo ad aver vinto Wimbledon, nel 2013, prima della dittatura di Nole. Quell’anno, riportò il trofeo in Gran Bretagna dopo ben 77 anni (Fred Perry era stato l’ultimo). È quello che ha i colpi migliori per mettere in difficoltà Djokovic, numero 1 Atp. Anche perché, proprio nella classifica Atp, è subito dietro il serbo. Ha di nuovo al suo fianco Ivan Lendl dopo la separazione, il che la dice lunga sulla voglia di Murray di tornare alla vittoria tra le mura amiche. Infine, Murray – arrivasse in finale – sarebbe alla terza consecutiva del 2016 contro l’eterno avversario.

FEDERER, L’ERBIVORO

Erbivoro per eccellenza, Roger Feder di Wimbledon ne ha già vinti sette. Ha saltato Parigi, forse proprio per concentrarsi meglio su Londra. L’elvetico punta la terza finale consecutiva in Gran Bretagna, sperando questa volta in un epilogo diverso. Pur non essendo più lui il top del tennis mondiale – e una spanna sotto a Nole – quando si ritrova sulla verde erba di Church Road ritrova come per magia smalto. Il dritto in chop è l’arma che nessuno pare in grado di controbattere.

GLI OUTSIDER

Chi potrebbe fare la sorpresa a Wimbledon? Stan Wawrinka è la vera e propria mina vagante, Nicolas Mahut e Florian Mayer (tornato però nel circuito solo ad aprile dopo un lungo infortunio) sono esperti di erba e capaci di dare il 100% proprio su questa superficie. Juan Manuel Del Potro ci metterà il cuore e chissà che non riesca a superare gli ostacoli che, da qualche tempo a questa parte, lo hanno relegato alla seconda o terza fila del tennis. Difficile che arrivino altre sorprese in campo maschile.

WILLIAMS, MUGURUZA E…

Come già detto, tra le donne è più difficile ampliare troppo il novero delle possibili vincitrici. Sarà quasi sicuramente un duello Williams–Muguruza, una rivincita del Roland Garros dove l’iberica ha avuto la meglio. Se proprio vogliamo cercare il terzo incomodo, ecco Petra Kvitova. Serena Williams, 34 anni, dicono sia al crepuscolo della carriera, ma nelle ultime sei finali dello Slam c’è sempre stata, vincendo tre volte e perdendo le altre tre (le ultime).

La sorpresa è il forfait dell’ultimo momento di Victoria Azarenka, testa di serie numero 6, messa ko dal ginocchio. Lo stesso infortunio l’aveva costretta al ritiro al Roland Garros. La ragazza nel 2011 e nel 2012 raggiunse le semifinali a Wimbledon, suo miglior risultato. In questa stagione, aveva vinto a Brisbane, Indian Wells e Miami.

GLI ITALIANI DI WIMBLEDON

L’Italia di Wimbledon si presenta agguerrita in campo femminile. Non così in quello maschile, dove Andreas Seppi è chiamato almeno a difendere il terzo turno dell’anno scorso che gli permetterebbe di non perdere i 90 punti conquistati dodici mesi fa. Difficile nutrire speranze di sorprese azzurre tra gli uomini da Lorenzi, Cecchinato e Bolelli.

Tra le donne, Roberta Vinci è la numero 7 e Sara Errani la numero 21. Loro guidano la nostra spedizione inglesi, essendosi ritirata dal circuito Flavia Pennetta. Camila Giorgi è l’incognita.

BIGLIETTI E TV

I biglietti per Wimbledon sono andati a ruba come al solito. Alcuni tour operator organizzano la trasferta, ma i prezzi sono piuttosto proibitivi. Si va da 700 euro a oltre 1000 per i match in programma sul Centrale.

Converrà mettersi in poltrona e, se si ha Sky, guardare tutte le partite in diretta. Due i canali dedicati: Sky Wimbledon 1 Hd (201) e Sky Wimbledon 2 Hd (202). C’è anche la possibilità di guardare Wimbledon dal proprio dispositivo mobile scaricanddo l’applicazione Sky Go.

COMBINE, MAI PIÙ

Le voci su vecchie combine, anche su tornei di alto livello, hanno fatto muovere gli organizzatori. I campi sono iper blindati, con telecamere di sicurezza a circuito chiuso. Controlli accurati in borse e zaini degli spettatori, identificazione frontale di chiunque sia seduto sugli spalti. Si affianca, naturalmente, il consueto lavoro sui flussi di scommesse e sulle variazioni di quote. Verranno analizzati pure i dati forniti elettronicamente dagli arbitri e le credenziali di chiunque intenda partecipare all’evento (il rischio terrorismo c’è).

Wimbledon potrebbe essere immune alla combine perché assegna grossi premi anche a chi arriva al secondo turno delle qualificazioni (7.500 sterline), per chi gioca il terzo ce ne sono 15 mila. Il tabellone principale porta a 30 mila l’incasso.

Infine, gli organizzatori di Wimbledon intendono monitorare sempre meglio l’eventuale doping degli atleti. Un’agenzia indipendente si occuperà di ulteriori test oltre a quelli di routine, durante le qualificazioni e durante il torneo.

La 73esima edizione degli Internazionali Bnl di tennis, a Roma, è appena iniziata. E la grande novità è rappresentata dai sorteggi del tabellone maschile e di quello femminile in piazza del Popolo. Per tutto l’arco del torneo, fino al 15 maggio, sarà attivo in centro un vero e proprio campo da tennis, dove si potrà giocare e dove ci saranno maestri pronti a insegnare qualche tecnica. Due schermi non faranno perdere neanche un punto dei match del Foro Italico.

I FAVORITI

Novak Djokovic è il numero uno al mondo, il vincitore uscente e il favorito principale per aggiudicarsi l’edizione 73 del Masters 1000 romano. Da chi dovrà guardarsi Nole? C’è Rafael Nadal, tornato a fare paura e che qui sette volte ha trionfato, c’è Andy Murray, c’è Roger Federer, c’è Stan Wawrinka. Ci sono tutti i migliori, insomma.

In campo femminile, invece, manca la vincitrice dell’anno scorso. Maria Sharapova è infatti squalificata e lascerà probabilmente campo aperto a Serena Williams, che dovrà guardarsi in particolare dalla tedesca Angelique Kerber, dalla spagnola Garbine Muguruza e dalla romena Simona Halep.

L’EDIZIONE 2015

Novak Djokovic si è aggiudicato l’ultima edizione degli Internazionali capitolini. In finale, ha avuto la meglio sullo svizzero Roger Federer, con un 6-4, 6-3 che ha lasciato poco spazio alle velleità dell’elvetico, mai vincitore peraltro sulla terra battuta del Foro Italico, pur essendo arrivato quattro volte all’ultimo atto. In campo femminile, oltre a Maria Sharapova, l’anno passato è arrivata a sorpresa in finale la spagnola Carla Suarez Navarro, con vittoria della prima.

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GLI ITALIANI

Fabio Fognini guida la pattuglia azzurra a caccia di gloria. Con lui anche Andreas Seppi e Paolo Lorenzi. Un tris che potrebbe anche fare strada, ma molto dipenderà dal tabellone. Due wild card per il tabellone principale sono state assegnate a Marco Cecchinato e Salvatore Caruso. Simone Bolelli ha dovuto rinunciare all’ultimo momento per infortunio.

Tra le donne, forfait per la bella Camila Giorgi, a causa di un risentimento alla schiena. Ci affidiamo dunque a Roberta Vinci, Sara Errani, Francesca Schiavone e Karin Knapp. La speranza dei tifosi è che un’azzurra possa presentarsi magari alla finale.

IL MONTEPREMI

Il montepremi del Masters 1000 italiano è invitante: sfiora infatti i quattro milioni di euro per il torneo maschile (3.830.295) e i tre milioni per quello femminile (non considerato Masters, ma Premier) (2.707.664).

PLURIVINCITORI

Rafa Nadal ha vinto sette volte a Roma, di cui tre consecutive (2005, 2006, 2007, 2009, 2010, 2012, 2013) e sogna l’ottava meraviglia. Chris Evert è la plurivincitrice tra le donne: cinque successi (1974, 1975, 1980, 1981, 1982). Ma è la spagnola Conchita Martinez quella ad aver vinto più tornei consecutivamente, quattro, dal 1993 al 1996.

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LA FORMULA E GLI ORARI

Dal 2011 il torneo romano si gioca con la formula ‘combined event’, ossia con le stesse modalità dei tornei del Grande Slam. Si alternano, dunque, la gara del torneo maschile e di quello femminile. Le finali sono in programma domenica 15 maggio. Sia le semifinali sia le finali si giocheranno sul campo Centrale.

Due le sessioni in cui è suddivisa la giornata di match: una mattutina e una serale. Si comincia alle 11 sul Grand Stand, sul Nicola Pietrangeli e sui campi secondari; alle 12 sul Campo Centrale, che apre anche di sera, alle 19.30, per un match maschile e uno femminile. Sul Grand Stand è prevista una ‘long session’, ossia cinque partite al giorno dalle 11.

IL TORNEO IN TV

Sky trasmetterà interamente gli Internazionali maschili di Roma sui suoi canali satellitari. Lo streaming è garantito agli abbonati su smartphone, tablet e pc grazie a Sky Go. Rai 2 trasmetterà almeno una semifinale e la finale del torneo maschile. Il torneo femminile sarà trasmesso integralmente da SuperTennis e, gratuitamente, sul canale 64 del digitale terrestre. E ancora, in simulcast streaming su www.supertennis.tv, attraverso l’applicazione ufficiale gratuita per iPhone e iPad.

Roberta Vinci of Italy celebrates at the US Open Flushing New York 2015 US Open Tennis Champion

PEUGEOT A ROMA

Con gli Internazionali di Roma inizia pure #DriveToTennis, iniziativa fotografica riservata agli appassionati di Peugeot, che potranno dare spazio alla propria creatività, interpretando la presenza di Peugeot al Foro Italico. Interagendo con i tablet o pubblicando una foto su Instagram o Twitter con l’hashtag #DriveToTennis, avranno la possibilità di essere ospiti del marchio automobilistico per la finale prevista il 15 maggio.

SICUREZZA AL MASSIMO

Rispetto agli altri anni, sono state deliberate spese straordinarie per garantire la sicurezza degli spettatori che affluiranno al Foro Italico. Non ci sarà nulla di troppo invasivo, ma la Coni Servizi sarà in costante contatto con questura e prefettura di Roma. Gli episodi di terrorismo che hanno colpito recentemente anche l’Europa impongono che l’asticella della sicurezza venga alzata.

VIENI AL FORO IN TRENO

Trenitalia e la Federazione Italiana Tennis collaborano per portare più gente al Foro Italico. Viene infatti garantito uno sconto del 30 per cento sui biglietti delle Frecce per chi è in possesso di un tagliando di entrata alle partite del torneo. E chi vorrà raggiungere il Foro Italico, da Roma Termini, avrà a disposizione un servizio navetta gratuito. Che lo riporterà a Termini finite le gare. L’offerta è valida dal 6 al 15 maggio (per il ritorno dal 7 al 16 maggio).

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LA ROMA AL FORO

Ci saranno anche i calciatori della Roma, lunedì 9 maggio alle 19 al campo ‘Nicola Pietrangeli’ del Foro Italico. Per beneficenza, in otto sfideranno otto tennisti Atp in un tie-break. Si chiama ‘Tennis with Stars’ l’iniziativa e il ricavato va ai bambini della Comunità di Sant’Egidio. I biglietti costano 10 euro.

COS’È UN MASTERS 1000

Roma fa parte del circuito Atp World Tour Masters 1000, che raggruppa i nove tornei più prestigiosi dopo i quattro del Grande Slam. Insieme al Roland Garros e a Montecarlo – i due tornei che precedono e seguono Roma – gli Internazionali vengono anche chiamati ‘Slam Rosso’, il trittico più importante sulla terra battuta.

LA STORIA

Le prime cinque edizioni degli Internazionali d’Italia si svolsero al Tennis Club Milano. Nel 1935 si disputò a Roma il torneo maschile, mentre quello femminile rimase a Milano. Dal 1936 al 1949 il Foro Italico divenne la location fissa. Nel 1961 si giocò al Circolo della Stampa di Torino per il centenario dell’Unità Italia. È diventato torneo di tennis professionistico nel 1969. A partire dal 2002 si chiama Internazionali Bnl d’Italia.

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Sono cominciati gli Australian Open di tennis in un clima di sospetti. Il motivo? I documenti riservati pubblicati da Bbc e Buzzfeed news su presunte combine che avrebbero coinvolto diversi tennisti a Wimbledon e non solo. Il fascino del torneo del Grande Slam, però, resta. E in campo maschile il numero uno al mondo, Novak Djokovic, è partito lanciato, superando per 6-3, 6-2, 6-4 il coreano Hyeng Chung. Meno di due ore di gioco per il favorito alla vittoria finale.

L’edizione 104

Di fatto, la sfida di Nole ha aperto alla ‘Rod Laver Arena’ la 104esima edizione degli Open australiani, la 29esima di fila a disputarsi nel super moderno impianto di Melbourne Park. Il torneo è cominciato sotto un sole caldissimo, che sarà un nemico in più per chi vuole andare avanti e, possibilmente, vincere. Non è un mistero che qui, spesso, non vince il più dotato tecnicamente, ma quello che ha (e mantiene) la miglior condizione fisica possibile.

Come da pronostico, dicevamo: Djokovic ha fatto dieci ace, 15 volte è andato a rete e 15 volte ha conquistato il punto, ha avuto un 66 per cento sulle prime al servizio e ha breakkato cinque volte un avversario che, nel 2013, aveva perso la finale juniores a Wimbledon contro l’azzurro Quinzi. Sì, Hyeng Chung non è affatto un carneade: a 19 anni è già numero 52 nella classifica Atp.

Federer passa facile

Neanche Roger Federer ha sudato più di tanto all’esordio. Lo svizzero, infatti, si è sbarazzato del georgiano Nikoloz Basilashvili per 6-2, 6-1, 6-2. Federer è testa di serie numero 3 a Melbourne, in un’ora e quindici minuti ha chiuso la pratica. L’elvetico ha impresso fin da subito un ritmo insostenibile per l’avversario. Alla fine, sette i break complessivi. Come dicevamo prima, qui conta il fisico e Federer ha dimostrato di essere in ottima condizione. Mercoledì dovrà però impegnarsi di più per avere ragione di Dolgopolov.

Gli altri

La wild card americana, Noah Rubin, è la prima sorpresa australiana. Estromette infatti Benoit Paire, testa di serie numero 17, con triplo tie-break. Nick Kyrgios, beniamino del pubblico locale, non soffre la pressione dell’ambiente e va a segno contro il terraiolo Carreno Busta (6-2, 7-5, 6-2). Si aspettava anche l’esordio del francese Jo-Wilfried Tsonga (numero 9 del ranking), che ha vinto un match teso contro Baghdatis, lasciando sul terreno un set (6-4, 4-6, 6-4, 6-2). Quattro set anche per Marin Cilic, che elimina l’olandese Thiemo de Bakker. Non dimentichiamo che il croato, nel 2014, ha vinto gli Open degli Stati Uniti sul cemento. Borna Coric, possibile outsider, ha dovuto alzare subito bandiera bianca contro Albert Ramos Vinolas, in tre set.

Avanti anche Tomas Berdych e Kei Nishikori. Si ferma Ivo Karlovic, costretto al ritiro contro l’argentino Federico Delbonis. Al secondo turno Nicolas Almagro, Gilles Simon, Dominic Thiem, David Goffin.

La pattuglia azzurra

Esordio in chiaroscuro per gli italiani impegnati agli Open d’Australia. Andreas Seppi ha sconfitto Gabashvili per 3-6, 7-6, 6-4, 7-6, dopo aver fallito un match-point nel quarto set. Ora, l’azzurro se la dovrà vedere con l’americano Kudla e, in caso di passaggio del turno, all’orizzonte si staglia lo spauracchio Djokovic.

Niente da fare, invece, per Paolo Lorenzi. Dimitrov ha avuto la meglio per 6-3, 7-6, 6-3. Purtroppo, nel tie-break del secondo set, l’italiano ha sprecato quattro set point, di cui due consecutivi. Nel primo e nel terzo set, poi, Paolo è partito sempre con un break, subendo poi la rimonta del bulgaro.

Donne, fuori Giorgi

Camila Giorgi ha lottato, ma Serena Williams non ha avuto pietà dell’azzurra nel tabellone femminile. Il match è durato un’ora a 45′, con l’americana che ha chiuso 6-4, 7-5. Non è stata una passeggiata per la numero uno al mondo, che evidentemente soffre le azzurre (è stata sconfitta, in Usa, da Roberta Vinci in semifinale).

Supera il turno anche Petra Kvitova ed è in buona compagnia: avanti Agnieszka Radwanska, Maria Sharapova, Svetlana Kuznetsova, Belinda Bencic, Carla Suarez Navarro, Elizabeta Kulichkova, Kristyna Pliskova ed Eugenie Blouchard. La grande sorpresa c’è anche qui: Caroline Wozniacki, ex numero 1 Wta e 16 nel ranking in Australia, è stata infatti estromessa dalla kazaka Yulia Putintseva (1-6, 7-6, 6-4).

 

Attenti ai ‘trucchi’

Tennis ‘truccato? Le rivelazioni-bomba sono arrivate proprio nel giorno in cui è cominciato il torneo in Australia. Diversi tennisti Atp, tra i primi 50 al mondo (una settantina), sarebbero stati contattati dal 2007 in poi da persone interessate a scommettere in modo illegale su di loro. La rete comprenderebbe la Russia e l’Italia, fino alla Sicilia. Si sussurra di infiltrazioni mafiose per ‘aggiustare’ alcuni match. Sotto indagine ci sarebbero pure tre partite del torneo di Wimbledon.

Voci? L’Atp al momento nega il coinvolgimento di suoi tennisti. Chris Kermode, Ceo, ha fatto sapere di essere comunque pronto, eventualmente, ad approfondire le informazioni in possesso della Bbc.

Federer e Djokovic sulle scommesse

Roger Federer si è detto stupito dall’ipotesi di un tennis pilotato. “Senza prove concrete, è azzardato arrivare a conclusioni. Mi piacerebbe conoscere i nomi, così si può discutere in concreto di qualcosa. Qual è il giocatore? Di quale prova dello Slam parliamo? È successo nel singolare o nel doppio? È importante che il tutto venga preso molto sul serio perché bisogna mantenere l’integrità di questo sport”.

Novak Djokovic ha rivelato: “Nel 2007 qualcuno mi si è avvicinato per combinare un match dell’Atp di San Pietroburgo. Non è stato un approccio diretto, ma attraverso persone che lavoravano con me a quel tempo. Ovviamente, l’abbiamo ignorato. Per quanto ne so, certe vicende non hanno coinvolto i top player, quindi non ho altro da dire sull’argomento, se non che mi fa stare molto male. Io non voglio essere associato in nessun modo a questa vicenda”.

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Domenica 24 maggio è iniziato ufficialmente il Roland Garros 2015, secondo torneo del Grande Slam di tennis, l’unico che si gioca sulla terra rossa. Insieme a Wimbledon, agli Open d’Australia e a quelli degli Stati Uniti, è considerato uno dei tornei più prestigiosi.  Ma è anche uno dei più difficili perché i tennisti sono chiamati a combattere contro temperature spesso inclementi.

La nascita del torneo

Il torneo è stato fondato nel 1891 e fino al 1925 era riservato solo a campioni della racchetta di casa. È intitolato a Roland Garros, primo aviatore ad attraversare il Mar Mediterraneo in volo. Nel suo albo d’oro ci sono tutti i nomi delle stelle, da Bjorn Borg a Ivan Lendl, da Steffi Graf a Margareth Smith Court.  I più titolati sono Rafael Nadal, con nove successi su dieci partecipazioni, e Chris Evert, con sette affermazioni.

Il pronostico

Logico puntare su Nole Djokovic, che ha appena vinto a Roma, ma Rafael Nadal (da sei anni dominatore) ha un feeling particolare con la terra rossa parigina. Sono loro i due logici favoriti in questo 2015, anche se il sorteggio ha escluso una finale tra i due. Al massimo, li vedremo contro ai quarti. Attenzione pure allo svizzero Roger Federer, che parte in seconda fila anche per i quotisti (l’anno scorso si fermò agli ottavi di finale). Da segnalare che Djokovic, qui in Francia, non ha mai vinto (c’è una sorta di malocchio?), ma questo pare essere l’anno buono per lo stato di forma del numero uno del ranking mondiale. Insidie per lui potrebbero arrivare anche da Andy Murray.

Per il torneo femminile, invece,  Serena Williams è la grande favorita. Maria Sharapova, vincitrice a Roma, proverà a insidiarla. La migliore delle italiane, almeno come quote, è Sara Errani (finalista nel 2012).  La finale sarà il 6 giugno, per il torneo maschile il giorno dopo.

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Qui campo centrale

Si chiama Philippe Chatrier ed è il campo centrale del Roland Garros. È meta di culto e di pellegrinaggio da parte degli appassionati. Ogni anno sono in migliaia quelli che arrivano per il torneo, ma tanti anche durante la stagione vengono a visitare lo stupendo impianto parigino. Può ospitare 16 mila spettatori, comodamente seduti. Fu costruito nel 1928 in onore di chi fu tra i principali artefici della reintroduzione del tennis tra le discipline olimpiche, a Seul 1988. A fianco del campo centrale ci sono il Court Suzanne Lenglen, costruito nel 1994 e intitolato alla campionessa francese, e il Court 1, impianto da 3.800 posti, inaugurato nel 1980.

Cinque set: una maratona

Le partite del Roland Garros possono essere lunghissime: si giocano infatti al meglio dei cinque per set gli uomini, dei tre per le donne. Nell’ultimo set non c’è il tie-break, altra caratteristica che ci porta spesso ad autentiche maratone. Il 25 maggio del 2004, l’incontro tra Fabrice Santoro e Arnaud Clement durò 6 ore e 34 minuti e fu diluito in due giorni.

Montepremi da ricchi, ma non troppo

Nel 2014 il montepremi del torneo è stato di 25.018.900 euro, quest’anno aumenterà di circa il 12 per cento, arrivando quindi a 28.028.600 euro. Resta comunque ancora molto indietro rispetto a Wimbledon, che quest’anno avrà un montepremi complessivo di 37 milioni di euro circa (+7% rispetto al 2014). I vincitori del torneo incasseranno 2,6 milioni di euro, cifra record nel circus.  Gli Open d’Australia restano anch’essi davanti al Roland Garros e a Wimbledon: quest’anno hanno assegnato poco più di 38 milioni e mezzo di montepremi.


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Sono cominciati gli Internazionali di tennis di Roma. Una kermesse non solo sportiva quella del Foro Italico, con tanti vip ad affollare le tribune ogni giorno. E i negozi e punti di ristoro che, puntualmente, fanno affari durante tutto il torneo. Ci sono pure le discoteche, dove non è raro vedere imprenditori e uomini d’affari ballare sulla stessa pista con Alberto Tomba o Valeria Marini.

Djokovic e Williams i favoriti

A livello tecnico, in questa 72esima edizione del torneo, il favorito tra gli uomini è Nole Djokovic; tra le donne, la reginetta incontrastata è Serena Williams. Entrambi sono numeri uno al mondo e hanno vinto l’edizione 2014 di Roma. Gli avversari principali sono Rafa Nadal, Andy Murray (fresco campione a Madrid), Kei Nishikori, Simona Halep, Maria Sharapova e Caroline Wozniacki.

Gli italiani puntano su Fabio Fognini e Sara Errani, come punte di diamante di una spedizione che, solitamente, su terra amica si fa rispettare (l’anno scorso, Sara perse la finale solo a causa di un infortunio). C’è pure lo svizzero Roger Federer, in dubbio fino all’ultimo. Per chi ama il torneo anche per questioni più estetiche, è attesa al varco la nostra Camila Giorgi. Così come la sempre bellissima Sharapova.

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Il giorno gioco, la sera ballo

Che poi, la sera, magari si possono ritrovare pure nei locali del Foro. Più precisamente alla Ballroom, l’anima delle notti romane. Sono previsti 54 artisti in 11 serate e 66 mila spettatori totali. Ballroom che non ospiterà solo musica a dj internazionali, ma anche una mostra a cura della galleria d’arte Wunderkammen sull’arte urbana firmata 2501. E artisti italiani e internazionali che saranno presenti alle varie serate.

In prevendita, gli Internazionali sponsorizzati Bnl, hanno fatto superare per la prima volta nella storia i 100 mila biglietti venduti; l’anno scorso erano stati 90.214. L’incremento dell’incasso è stato di 1.442.747 (+22 per cento rispetto al 2014). Superato pure il record della singola sessione: per quella diurna di mercoledì 13 maggio sono stati già staccati 12.587 ticket. L’incasso finale dell’anno scorso è già stato bruciato (in prevendita, 8.142.617). Numeri che fanno sperare in un’edizione quanto mai ricca di bel tennis, belle persone e affari.

Ma il tennis romano non è solo business. È anche beneficenza. Lunedì 11 maggio, infatti, allo stadio Nicola Pietrangeli è in programma l’evento “Tennis with Stars”, promosso da Internazionali Bnl d’Italia e #RomaCares. I campioni del tennis internazionale affrontano i giocatori della Roma in tanti tie-break. L’intero ricavato dell’incasso e dei materiali messi all’asta andrà poi in beneficenza.

Nel 2019 Roma sarà mini-Slam

C’è, infine, il concorso a premi Instant win: si vincono free-drink, ingressi omaggio e bracciali elettronici che permettono l’ingresso gratuito all’intera manifestazione, i biglietti per le finali e le semifinali. Sì, perché c’è anche il tennis: non dimentichiamocelo. A questo proposito, il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, è molto ambizioso: “Vogliamo il mini-Slam. Il prossimo anno riprenderà la sfida tra noi e Madrid. Nel 2019 potremmo avere il nuovo formato, un torneo di 12 giorni. Presto il nostro campo Centrale avrà pure la copertura”.

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Dopo più di 10 anni, l’americana Jennifer Capriati ha annunciato il suo ritorno nel circus del tennis. Parteciperà al prestigioso Us Open: l’ex bambina prodigio oggi ha 39 anni e pare lo faccia per il papà, che è molto malato. In questo 2015, assisteremo anche a un altro ritorno illustre, in Fed Cup, da parte della svizzera Martina Hingis, a 17 anni dal ritiro e a due dal ritorno in campo prevalentemente in doppio. Due ex campionesse che non vogliono arrendersi al tempo che passa. Come altri hanno fatto nella storia.

Bjorn Borg

Il più conosciuto è forse lo svedese Bjorn Borg. Presentarlo è quasi inutile. A lungo numero uno del mondo e considerato uno dei più forti tennisti di sempre. A 15 anni è già convocato dalla Nazionale per la Coppa Davis e, naturalmente, vince. In singolare conta 608 vittorie e 127 ko. In bacheca conta sei Roland Garros, cinque Wimbledon, oltre a una Davis nel 1975. Il ritiro risale al 1983, a soli 27 anni. Nei primi anni ’90, però, lo svedese decide di tornare a giocare. Lo fa con le sue vecchie racchette in legno, perdendo al debutto contro Jordi Arrese all’Open di Montecarlo. E altri match contro avversari semi sconosciuti. Nel 1993 supera il primo turno a Mosca e, dopo la sconfitta con Volkov, arriva la decisione definitiva: basta con il tennis.

John McEnroe

L’americano pazzo, che rompe le racchette. Ma pieno di talento e protagonista della partita del secolo proprio contro il grande rivale Borg (1980 a Wimbledon, sconfitta al quinto set). Conta 875 vittorie e 198 sconfitte in singolare, con una percentuale leggermente inferiore allo svedese. McEnroe è stato numero uno al mondo, ma forse ha vinto meno di quanto avrebbe potuto con una testa diversa: 3 Wimbledon e 4 Us Open, 3 Tour Finals. Oltre a 71 tornei Atp. Si contano anche 5 Coppa Davis con la formazione americana, per anni imbattibile. John si ritira nel 1992, per poi tornare nel 2006, a 47 anni, vincendo in coppia con Jonas Bjorkman il Sap Open di San José. E’ l’unico tennista nella storia ad aver vinto un torneo Atp in quattro decenni differenti.

Borg McEnroe

Mats Wilander

Ex tennista svedese come Bjorg. Domina gli anni ’80, vincendo 3 Australian Open, 3 Roland Garros e 1 Us Open. Dotato di classe cristallina, conquista sette titoli pure in doppio. Il 12 settembre 1988 è primo nel ranking Atp. Vince tre volte la Coppa Davis. Pure lui, dopo il ritiro di un anno, non resiste alla tentazione di tornare a giocare: è il 10 dicembre del 1992.  Aveva lasciato per una serie di infortuni e per la malattia del padre.  Si ritira nel 1996, anche a causa della squalifica di tre mesi per essere risultato positivo a un test anti-doping durante il Roland Garros 1995. Nel 2002 è stato introdotto nella Hall of Fame del tennis.

Thomas Muster

Mancino, alto, bravissimo sulla terra rossa. L’austriaco Thomas Muster, pur non essendo nell’elite del tennis, riesce anche a diventare il numero 1 Atp il 12 febbraio del 1996. In carriera, ha vinto 44 titoli, ma un solo torneo del Grande Slam (Roland Garros 1995). Nel 1999, decide di appendere la racchetta al chiodo, ma ci ripensa nel 2010 a 43 anni. Torna nei tornei Challenger, ma con risultati scadenti (una sola vittoria e otto sconfitte). Il 2011 va anche peggio (una vittoria e 14 ko). Qui, decide di chiudere definitivamente.

Tracy Austin

Ex tennista americana, ha vinto in carriera due volte gli Us Open (1979 e 1981) ed è stata numero uno del circuito. Per quattro volte si è aggiudicata anche la Wta Championships. Nel suo palmares pure un doppio misto sull’erba inglese di Wimbledon. Nel 1983, a soli 21 anni, decide di abbandonare la scena a causa di problemi fisici e di una competitività che pare essere venuta meno. Nel 1988, però, rieccola in campo per sette tornei di doppio. L’anno dopo, gioca due tornei di doppio e uno di singolo, senza risultati. Un incidente automobilistico in cui rischia la vita la convince di nuovo a lasciare. Inserita nella Hall of Fame nel 1992 (è la più giovane), l’anno dopo torna per la terza volta. Gioca il Grande Slam, ma nel 1994 decide di dedicarsi ad altro (diventa commentatrice tv).

Justine Henin

Ex tennista belga, il 20 ottobre del 2003 ha guardato tutti dall’alto in basso grazie alla prima posizione nel ranking Wta. Si è ritirata nel 2008 quando era ancora la più forte di tutte. Un anno dopo, però, il richiamo della racchetta è stato forte e Justine è tornata a giocare. Il 26 gennaio del 2011 ci sarà il ritiro definitivo a causa di un infortunio al gomito riportato a Wimbledon l’anno prima. In bacheca ha un Australian Open, 4 Roland Garros, 2 Us Open, due Wta Championships e una medaglia d’oro alle Olimpiadi nel 2004. Ha guidato il Belgio alla vittoria nella Fed Cup nel 2001.

Kim Clijsters

Un altro talento belga, numero uno sia nel singolare sia nel doppio. Figlia di un famoso calciatore, con la racchetta ha conquistato 1 Australian Open, 3 Us Open e 3 Wta Championships. In doppio, primo posto una volta a Parigi e una a Wimbledon. Faceva parte dell’imbattibile Belgio che conquisterà la Fed Cup nel 2001. Il ritiro arriva nel 2007 per i numerosi infortuni subiti in carriera e perché vuole dedicarsi alla vita privata. Due anni dopo, però, torna in sella e vince gli Us Open, compiendo una grande impresa e venendo premiata davanti alla figlia, che entra in campo per festeggiare con la mamma. Nel 2011 andrà a prendersi pure gli Australian Open. Una delle poche tenniste che non hanno sbagliato a tornare. Nel 2012 avviene il ritiro definitivo.

Martina Navratilova

Martina Navratilova

Ex tennista cecoslovacca, naturalizzata americana. Forse la più famosa nel circus femminile del tennis. Ha vinto 59 prove del Grande Slam: una macchina da risultati. Agli Us Open del 2006, quasi a 50 anni, l’ultima vittoria nel doppio misto degli Us Open. Eterna. Per 332 settimane è rimasta in vetta alla classifica Wta del singolare, per 237 in quella di doppio. Memorabili per sfide con Chris Evert negli anni ’80. Wimbledon, per lei, è stata come l’erba di casa (9 le affermazioni, record). E poi: 3 Australian Open, 2 Roland Garros, 4 Us Open, 8 Wta Championships. In doppio, 8 Australian Open, 7 Roland Garros, 7 Wimbledon, 9 Us Open. In doppio misto, 1 Australian Open, 2 Roland Garros, 3 Us Open e 4 Wimbledon.
Il primo ritiro è del 1994, ma nel 2000 rieccola nei tornei di doppio. Stupire e vincere ancora. Nel 2006, dopo l’ultimo successo, il ritiro definitivo. E’ stata una tennista molto chiacchierata per i suoi gusti sessuali. Di sicuro, è stata la più forte di sempre.

Jennifer Capriati

La bambina terribile, a 39 anni, torna in campo. Campionessa olimpica a Barcellona 2002, con 3 Grandi Slam vinti in carriera (2 Australian Open e 1 Roland Garros), nel 2004 aveva deciso di mettere fine alla sua carriera. A settembre, salvo ripensamenti, la rivedremo agli Us Open. Per cercare di chiudere dignitosamente una carriera vissuta sempre sulla bocca di tutti per un carattere difficile e qualche errore di gioventù (un furto in un centro commerciale, ma anche depressione, alcol e droga. Nel 2010 è stata vittima di una overdose di farmaci). A 13 anni, Jennifer già vinceva Roland Garros e Us Open Juniores, nel 1990 a 14 anni era la più giovane semifinalista del Roland Garros. Due anni fa è stata denunciata per stalking dall’ex fidanzato. Anche per scacciare questa immagine vuole tornare agli Us Open.

Martina Hingis

Svizzera, talentuosa, lontana dal grande giro per 17 anni. In Fed Cup tornerà per affrontare la Polonia e provare a regalare agli elvetici un posto nel World Cup per il prossimo anno. Martina vuole forse riprendersi ciò che si è lasciata indietro. Vorrebbe infatti partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016. In Fed, ha giocato 30 incontri, perdendone solo 4. In carriera, ha vinto 9 tornei del Grande Slam in doppio femminile, 5 nel singolare e uno nel doppio misto. E’ stata la più giovane tennista a raggiungere il numero uno del ranking Wta.
Nel 2003 il ritiro a causa di problemi alle caviglie. Martina però torna nel 2005 e, dopo due anni, lascia nuovamente. Viene infatti pizzicata positiva alla cocaina a Wimbledon e, successivamente, squalificata per due anni. Nel 2013, la svizzera annuncia nuovamente di voler tornare a giocare. A lungo partner di Flavia Pennetta in doppio, ora Hingis ha cambiato partner. Ma potrebbe venire schierata anche nel singolare dalla Svizzera.

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