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Siviglia

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Buona la prima per Vincenzo Montella. L’Aeroplanino ha già messo le ali al suo Siviglia, fresco, appunto, del cambio di allenatore. Nessuna depressione post esonero, quindi, per il tecnico napoletano, che ieri ha esordito al Ramon de Carranza di Cadice nell’andata degli ottavi di Coppa del Re. Determinato ad iniziare bene la sua avventura in terra iberica, Montella si è affidato a un undici competitivo, con Muriel unico vero e proprio terminale offensivo.

Dopo 10 minuti i biancorossi si sono portati già avanti con Nolito, che accentrandosi ha trafitto Yañez con un velenoso destro. A metà frazione, poi, è arrivato il raddoppio dell’altro esterno alto, Jesus Navas, che ha ricevuto da Kjaer, è avanzato sulla fascia di competenza e concluso con un diagonale vincente. Nella ripresa il portiere del Siviglia, Sergio Rico, ha respinto un rigore calciato dal locale Salvi.

Punti fermi dell’ex rossonero anche il ripescaggio di Nzonzi e la velocità degli attaccanti, che hanno concesso al Siviglia di archiviare la pratica già nel primo tempo. La qualificazione sembra ormai cosa fatta e la gara di ritorno di giovedì prossimo sembra solo una semplice formalità.

Montella, quindi, può essere soddisfatto per l’inizio della sua nuova esperienza, dopo un avvio di stagione al Milan da dimenticare. E oltre al buonumore, l’Aeroplanino ha anche conservato la sua ironia pungente, visto che nella conferenza di presentazione ha lanciato una frecciatina neppure tanto velata ai rossoneri: “Il Milan è un club grandissimo. Negli ultimi trent’anni ha vinto tanti trofei, ma negli ultimi cinque ha vinto poco. Il Siviglia, negli ultimi 10 anni, ha vinto più del Milan. Gioca sempre in Europa ed è una squadra fortissima”.

Insomma, il Milan non lo rimpiange, lui non rimpiange il Milan. Ora ad attendere Montella ci sarà la prima gara in Liga, prevista per sabato in casa contro il Betis. I biancorossi sono quinti in classifica con 29 punti, dietro di 3 punti al Real che però ha una partita in meno.

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Il difensore del Real Madrid, Sergio Ramos, si conferma un grande colpitore di testa. È andato a segno anche nell’ultima gara di Liga, contro il Siviglia, con un solo “piccolo” particolare: la porta era quella sbagliata. Eh sì, lo spagnolo è stato protagonista di una clamorosa autorete che ha contribuito alla sconfitta dei Blancos, che in questo caso è molto più di un incidente di percorso.

La squadra di Zidane, infatti, interrompe così la striscia positiva che durava da ben 40 partite. Prima o poi questo momento sarebbe dovuto arrivare, anche se il Real sperava di posticiparlo quanto più possibile. I numeri sono soltanto numeri ma, visto che ci si trova, perché non raggiungere la Juventus di Conte, arrivata a 42 risultati utili consecutivi?

Il campo, però, ha negato la soddisfazione alle merengues, la cui corsa è stata fermata a Siviglia, dopo una gara abbastanza equilibrata per atteggiamento e occasioni. Partono forte i padroni di casa che al 23’ e al 34’ ci provano con due iniziative di Nasri e una al 32’ di Vazquez. Il Real tiene e al 45’ la chance migliore è sua, ma Ronaldo liscia clamorosamente al momento del tap in.

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Nella ripresa, ritmi ancora più elevati, fino al 67’, quando Ronaldo realizza un rigore molto contestato. Dopo il gol del vantaggio, il Real si siede a guardare e il Siviglia lo punisce. O meglio, ci pensa prima Sergio Ramos, che regala il pareggio ai padroni di casa con un colpo di testa nella propria porta; poi, in pieno recupero, la rimonta si completa con la conclusione dalla distanza di Jovetić, che bissa il gol segnato in Coppa del Re.

La squadra di Sampaoli, così, riesce nella doppia impresa: frenare la cavalcata del Real e riaprire la Liga. Il Siviglia, infatti, si porta a 39 punti, a una sola lunghezza dalla squadra di Zidane (che però deve ancora recuperare la gara con il Valencia). Appena due gradini sotto c’è il Barça.

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Ora il Real è costretto a tornare subito con i piedi per terra: c’è la cima del podio da tenere ben stretta. Anche senza record.

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Samir Nasri, Steven N'Zonzi e Luciano Vietto in Siviglia-Atlético Madrid 1-0.

Fino a pochi anni fa si diceva che la Liga fosse un campionato a due, dominato da Barcellona e Real Madrid. Questa definizione è stata smentita nella stagione 2013-2014, quando l’Atlético Madrid ha fatto un’impresa memorabile battendo le due big di Spagna, e da quel momento in poi la squadra di Diego Pablo Simeone è sempre rimasta nei piani alti della classifica. Adesso si è aggiunta anche la quarta opzione: è il Siviglia, terzo dopo dieci giornate a tre punti dal Real capolista. In Andalusia il titolo manca addirittura dal 1946, unico in quasi centoventisette anni di storia: è arrivato il momento per riscriverla?

SQUADRA CHE VINCE SI CAMBIA

Dopo tre Europa League consecutive il Siviglia ha alzato l’asticella. Un ciclo vincente come quello 2013-2016 necessitava di nuova linfa, anche perché l’allenatore Unai Emery aveva deciso di lasciare per il più ricco Paris Saint-Germain. Il fenomenale DS Monchi, vero artefice dei trionfi di questi ultimi anni, ha dovuto far fronte a tante offerte per i suoi gioielli, e come al solito ha incassato cifre notevoli: tolto Éver Banega, andato all’Inter a parametro zero, Grzegorz Krychowiak ha seguito Emery a Parigi per trentatré milioni, uno in più di Kevin Gameiro andato all’Atlético Madrid. Solo con queste due entrate è stata ricostruita la rosa sotto i dettami del nuovo tecnico, Jorge Sampaoli: dentro Wissam Ben Yedder, Joaquín Correa, la scommessa Ganso, Hiroshi Kiyotake, Matías Kranevitter, Gabriel Mercado, Pablo Sarabia, Salvatore Sirigu, Franco Vázquez e Luciano Vietto, più a fine mercato l’azzardo Samir Nasri in prestito, finito ai margini al Manchester City e in cerca di riscatto. Undici acquisti, di fatto una formazione nuova, che però ci ha messo ben poco ad ambientarsi.

Samir Nasri e Monchi

IN TESTA SU DUE FRONTI

Non fosse stato per il pareggio inaspettato sul campo dello Sporting Gijon, il Siviglia sarebbe oggi ancora ad un punto dal Real capolista. La partenza resta comunque più che positiva: cinque vittorie su cinque in casa, nel fortino del Ramón Sánchez-Pizjuán, mentre in trasferta il rendimento è da migliorare perché è arrivato solo un successo, allo scadere in casa del Leganés per 2-3. Questo risultato però non è da sottovalutare, in quanto si tratta della prima affermazione esterna in Liga dal 23 maggio 2015 (nessuna vittoria in tutto il campionato 2015-2016), ed è stato subito bissato dallo 0-1 sul campo della Dinamo Zagabria in Champions League, dove Samir Nasri ha confermato di essere tornato ai fasti di un tempo. Terzo in Liga e primo davanti alla Juventus in Champions League, dopo aver imposto ai bianconeri lo 0-0 nella prima giornata, l’ottava squadra capace di non beccare gol allo Juventus Stadium (unica nel 2016): per un club fino all’anno scorso bravo “solo” nella seconda competizione UEFA un gran passo in avanti, e in questo ha inciso molto il tecnico.

Jorge Sampaoli, allenatore del Siviglia

UN GENIO IN PANCHINA

Cinquantasei anni, argentino, fedele discepolo di Marcelo Bielsa: Jorge Sampaoli è senza dubbio uno dei migliori allenatori degli ultimi anni. La sua ascesa è stata impetuosa: sconosciuto fino al 2011 (quasi solo serie inferiori, con minima fama per una foto fatta mentre seguiva una partita da un albero), quando riuscì a vincere la Copa Sudamericana con l’Universidad de Chile, trionfo che gli ha aperto le porte della nazionale cilena, che l’ha scelto come CT a fine 2012. Con lui la Roja ha raggiunto il suo apice, ottenendo il primo trofeo nel 2015, la Copa América disputata in casa e vinta ai rigori in finale sull’Argentina. Sampaoli non si è ripetuto lo scorso giugno nell’edizione del Centenario, dove in panchina c’era Juan Antonio Pizzi, perché si è dimesso a gennaio per contrasti con la federazione. Il suo stile è comunque servito al Cile per ripetersi, con tanti giocatori della “sua” Universidad de Chile (su tutti Charles Aránguiz, Marcelo Díaz ed Eduardo Vargas).

Da Bielsa ha preso il gioco offensivo ma ha saputo variare dal 3-3-1-3, alternando difesa a tre e a quattro senza però rinunciare a imporre il suo stile. Al debutto in Liga ha battuto l’Espanyol con un tennistico 6-4, per poi sistemare subito la difesa che nelle seguenti otto partite ha preso otto gol, di cui due in casa. Ha incartato Simeone, uno che sulla tattica ha poco da imparare, con un’intensità superiore ai colchoneros e delle combinazioni di squadra non proprio consone a una rosa che gioca assieme da pochi mesi. Oltre ai nuovi ha puntato sui già rodati Steven N’Zonzi e Vitolo, più la coppia centrale formata da Adil Rami e Nico Pareja, per un giusto mix di novità ed esperienza che può portare a grandi risultati, e al primo derby ha steso i vicini del Real Betis con un 1-0 firmato da un tocco col fondoschiena di Mercado. Su alcuni punti è già migliore a Bielsa, dovesse anche fare un exploit nella Liga lo supererebbe del tutto. A Siviglia ora si sogna.

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È tutto pronto per la finalissima di Europa League, in programma domani tra il Siviglia e il Liverpool. Si gioca a Basilea, allo stadio St. Jakob-Park, con calcio d’inizio alle 20.45. Gli inglesi di Jurgen Klopp sono gli unici ancora in grado di evitare che la Spagna faccia filotto, considerato che in Champions League saranno i due club di Madrid a giocarsi il trofeo.

Siviglia 2015/2016

SIVIGLIA, ANIMALE DA EUROPA (LEAGUE)

Il Siviglia scende in campo per la storia. Nessuno, infatti, ha mai vinto per tre volte consecutivamente la Coppa. Due anni fa, a Torino, portarono a casa l’Europa League superando il Benfica ai rigori, l’anno passato si sono ripetuti in un rocambolesco ultimo atto, a Varsavia, contro la rivelazione ucraina Dnipro. Dovesse vincere pure a Basilea, la squadra di Unai Emery metterebbe in bacheca la quinta Coppa Uefa/Europa League (gli altri due successi sono del 2006 e del 2007).

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LIVERPOOL PER LA CHAMPIONS

Klopp punta a vincere per rendere bella una stagione così e così. Arrivato per sostituire Brendan Rodgers, l’ex Borussia Dortmund in Premier League non è riuscito a fare meglio dell’ottavo posto finale. Ma una vittoria in Europa League cancellerebbe la delusione perché permetterebbe ai Reds di qualificarsi per la prossima Champions League. Dal 2001, la squadra di Liverpool non festeggia questo trofeo, ma nel frattempo ha portato a casa una Champions a spese del Milan, nella notte di Istanbul. I britannici hanno vinto la Coppa Uefa/Europa League tre volte: 1973, 1976 e 2001. E cinque volte la Coppa Campioni/Champions League.

Jordan Henderson del Liverpool e Kevin Mirallas dell'Everton nel derby giocato ad Anfield nella Premier League 2014-2015.

GLI INGLESI DAL PEDIGREE SPAVENTOSO

Il Siviglia dovrà temere non solo la voglia di salvare la stagione da parte del Liverpool, ma anche l’abitudine a vincere quando si tratta di partita secca. Su 11 finali totali disputate, infatti, Henderson e compagni otto volte hanno brindato al fischio finale. Non altrettanto si può dire Jurgen Klopp, che proverà a interrompere una striscia negativa di quattro finali consecutive perse (una di Champions League, due di Coppa di Germania e una di Coppa di Lega proprio con il Liverpool, quest’anno, contro il Manchester City).

GAMEIRO, L’UOMO DA FERMARE

Klopp dovrà pensare a come bloccare Kevin Gameiro, il bomber del Siviglia. Ha messo lo zampino, direttamente (sette reti) o con assist (due), in nove delle 14 segnature della sua squadra in questa edizione di Europa League. Francese, ma di origine portoghese, è al Siviglia dal 2013 e ha segnato 39 gol in 92 presenze. Quest’anno ha segnato almeno una rete in tutte le competizioni a cui ha partecipato la formazione iberica.

Al contrario, il Liverpool è stata la cooperativa del gol in Europa League: sono andati a segno 11 giocatori diversi, record per il 2015/2016.

LIVERPOOL IMBATTUTO CON LE SPAGNOLE

Nelle finali europee contro squadre spagnole, la cabala è con il Liverpool. Nel 1981 ha battuto il Real Madrid in Coppa Campioni, a Parigi, per 1-0. Si è ripetuto nel 2001, in Coppa Uefa, contro l’Alaves. Coincidenza, si giocava a Dortmund, ex casa di Klopp, ed i Reds vinsero grazie al golden gol (5-4 il pirotecnico finale). In questa stagione di Europa League, solo un ko in 14 partite, ma guarda caso contro una formazione iberica, il Villarreal (1-0 nell’andata delle semifinali).

SPAGNA, SCORE DA PAURA

I club spagnoli non solo rischiano di vincere Champions ed Europa League, ma in quest’ultima competizione vantano sette affermazioni nelle ultime 12 edizioni (quattro il Siviglia, due l’Atletico Madrid, una il Valencia). Strapotere iberico che tanto fa bene pure al ranking europeo.

Nelle gare contro le inglesi, però, ha sofferto spesso il Siviglia, tanto è vero che ha vinto solo tre delle ultime otto uscite europee, con un bilancio di tre pareggi e due sconfitte. C’è il rotondo 4-0 al Middlesbrough nella finale di Coppa Uefa del 2006 che fa ben sperare gli amanti (e tifosi spagnoli) delle statistiche.

Manager of Liverpool Jurgen Klopp Jurgen Klopp

UN OCCHIO ALLE FORMAZIONI

Dai numeri ai giocatori. Il Liverpool recupera Jordan Henderson, centrocampista ma soprattutto capitano della squadra. Considerato sempre titolare, l’estate scorsa ha ereditato la fascia da un certo Gerrard, icona degli inglesi. Si era fatto male al ginocchio ad aprile, è tornato in campo nell’ultima di Premier League, domenica scorsa. Se non dovesse partire dall’inizio, probabilmente ci sarà Joe Allen. In attacco, c’è l’imbarazzo della scelta, con Benteke che dovrebbe cominciare dalla panchina.

Due assenze pesanti per Emery, costretto a rinunciare a Reyes e a Krohn-Dehli. Konoplyanka troverà sicuramente spazio nella ripresa per cercare di spaccare la partita. In porta, David Soria dovrebbe vincere il ballottaggio con Sergio Rico. Krychowiak, a centrocampo, si appresta a giocare la sua ultima con la maglia del Siviglia. Soprattutto sarà l’ultima per Ever Banega, che potrebbe arrivare all’Inter.

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ST. JAKOB, STADIO EUROPEO

Lo Stadio St. Jakob-Park di Basilea è il più grande della Svizzera. Qui, nel 2008, si giocarono alcune partite dei Campionati europei (tra cui due quarti di finale e una semifinale). La Uefa gli ha assegnato quattro stelle, il massimo riconoscimento per un impianto di almeno 30 mila posti a sedere (la capienza totale è di 42.500). È soprannominato dai tifosi ‘Joggeli’.

La sua costruzione è cominciata nel 1998, per concludersi nel 2001, sulle ceneri del vecchio St. Jakob Stadion, che ha ospitato le gare interne del Basilea fin dal lontano 1954, anno in cui venne costruito per il campionato mondiale. Sul vecchio prato, la Juventus di Giovanni Trapattoni conquistò la Coppa delle Coppe, in finale contro il Porto, nella stagione 1983/84.

LA PARTITA IN TV

La finale di Europa League sarà in diretta e in chiaro anche per chi non ha l’abbonamento a Sky (che ha l’esclusiva della competizione). Basterà sintonizzarsi su TV8 (canale 8 del digitale terrestre). Lo studio aprirà alle 20.10 con Alessandro Bonan, Federica Fontana e Alessandro Costacurta.