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Sergej Milinkovic Savic

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In quell’estate del 2015, il centrocampista serbo Sergej Milinkovic-Savic aveva deciso di sbarcare in Italia. Su di lui avevano messo gli occhi parecchie squadre, ma il giocatore – allora 20enne – aveva scelto la Fiorentina. Fino al clamoroso voltafaccia, nella sede viola, con tanto di lacrime e di un “Non posso, davvero” con motivazioni personali annesse.

Un cambio improvviso, da Firenze a Roma, maglia Lazio. Una magia di Claudio Lotito dicono i fan del presidente biancoceleste. Che, a distanza di due anni e mezzo da allora, può effettivamente dire di avere in casa un campione, sempre più decisivo nella stagione che la squadra di Simone Inzaghi sta conducendo, a pochi passi dal primo posto, con la Supercoppa italiana in bacheca.

Sergej Milinkovic – Savic già da un paio d’anni sta dimostrando di essere uno dei migliori nel suo ruolo. Si dice che su di lui abbia messo una bella ipoteca la Juventus. Gran fisico, ottimo negli stacchi aerei, bravissimo a inserirsi in area di rigore. Questa è la freccia in più nell’arco di Inzaghino. Anche contro la Sampdoria, il serbo ci ha messo lo zampino firmando il gol dell’1-1, che ha dato il via alla rimonta completata da Caicedo (su assist sempre di Sergej). E la Samp sempre aveva vinto a Marassi fino a domenica sera.

Ma andiamo meglio a scoprire chi è la mezzala laziale. Serbo, ma con passaporto spagnolo, alto ben 191 centimetri. Dopo gli esordi con il Vojvodina, in Belgio con il Genk si fa notare dagli osservatori italiani. Suo fratello gioca nel Torino, come portiere. Lui, con il Genk, gioca una sola stagione, come del resto aveva fatto da ‘pro’ con il Vojovodina. Trasferitosi in Belgio per 400 mila euro, Il 6 agosto del 2015, passa alla Lazio per 10 milioni di euro. Cifra che adesso è grandemente aumentata.

Ha già esordito con la Nazionale maggiore serba e la Federazione ha deciso di mandar via il commissario tecnico perché pare lo vedesse comunque poco. Il suo procuratore è l’ex attaccante Mateja Kezman. Difficile paragonarlo con qualche giocatore del passato: è un carrarmato alla Ibrahimovic, ha movenze alla Pogba, e grazie alle ottime doti di palleggio, non si fa problemi se viene schierato come trequartista. Ha conquistato definitivamente i tifosi della Lazio segnando due gol in semifinale di Coppa Italia, la stagione passata, addirittura nel derby contro la Roma.

Lo chiamano il Sergente, non ama le parole – infatti troverete poche sue interviste in giro sul web – ma preferisce i fatti. Le giocate. Quando si dice che è un centrocampista che sa far tutto, moderno dunque, non si dicono fesserie: a Marassi contro la Sampdoria ha giocato 79 palloni, ha vinto 25 duelli (11 più di ogni altro compagno di squadra), di cui 10 aerei, ha recuperato 13 palloni. Immarcabile, irrefrenabile, incontenibile. Cuore selvaggio e tecnica sopraffina. Lotito probabilmente sorride, e non solo perché Sergej sta guidando la Lazio in posizioni altissime di classifica, ma anche perché pensa alla miniera d’oro che si ritrova in casa. Quando e se lo venderà. Dove lo trovi oggi un mediano con i piedi da trequartista?

In 14 partite di serie A, il nostro ha vinto 104 duelli: nessuno come lui. Lo sguardo da duro, ma non cattivo, il fisicaccio a protezione della palla. Recentemente, dalla Premier League, si sono scomodati gli scout di Manchester City e Manchester United per lui. I secondi già sognano la coppia Pogba – Milinkovic-Savic. Per portarlo via da Roma, bisognerà sborsare tra gli 80 e i 100 milioni di euro. Per pochi, insomma.

Lo stipendio in biancoceleste dice un milione e mezzo di euro, che arriva a due milioni con i bonus. Dovesse arrivare un’offerta indecente – anche se con Lotito è sempre difficile trattare – difficilmente avremo ancora il serbo nel nostro campionato l’anno prossimo. Benché, bisogna dirlo, nella capitale viva da pascià. Abita a 500 metri in linea d’aria da Formello, in una villa con piscina. Ha una Mercedes Gla di colore bianco. Non ostenta, questo è vero. Anzi, ha portato in Italia due amici d’infanzia, che vivono con lui e lo aiutano nella gestione della casa e delle faccende di tutti i giorni: Vladimir e Nikola. Quando si dice che non si dimenticano le radici neanche quando si diventa famosi.

Non ha problemi con le belle donne, almeno così pare. Dopo la fine della relazione con Andreja Travica, accanto a lui è apparsa la bellissima Natalija Ilic. Come tutti i ragazzi di 22 anni, ama la musica, specialmente la dance e il turbo-folk, musica nata dalla commistione tra folk e l’idea di forza e modernità del concetto ‘turbo’. Un genere che andava molto di moda in Serbia negli anni ’90, ma che è ancora cool.

Se state pensando che l’Italia sia stata veramente l’America per lui, ci andate abbastanza vicini. Ma se un giorno la lascerà, non si dispiacerà troppo per il cibo. Sergej è infatti un amante della cucina giapponese, va matto per il sushi.

A proposito di calciomercato, Claudio Lotito pare aver già aperto l’asta: “La Juve non ha i soldi per prenderlo e non me l’ha mai chiesto”. Forse la Premier League è più stuzzicante per il presidente, in attesa che chiedano della sua gallina dalle uova d’oro anche in Spagna.