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Milano

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ALDO SERENA, GULLIT E ALESSANDRO BIANCHI

Un quarto d’ora per capire quale fosse il Milan e quale l’Inter. Poi una partita giocata, per noi spettatori, tutta sul filo della concentrazione: bastava alzarsi un attimo ad andare a prendere un bicchiere d’acqua che le maglie si incrociavano nuovamente. E con loro una domanda inattesa: qual è l’Inter? E chi sono quelli tutti vestiti di nero? Prima di scomodare il marketing, come ha fatto qualcuno in diretta, vale la pena fare una considerazione a monte. È l’arbitro a decidere con quali completi giocare, ma nel caso della Serie A le tv hanno una certa importanza. Un ruolo marginale, ma comunque un ruolo, lo giocano tradizione e scaramanzia. E infine il marketing.

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Ebbene, mi sento di dire che in questo caso il marketing centra davvero poco. Sarebbe stato marketing se l’Inter avesse giocato con la maglia verde, e i tifosi non avrebbero gradito. Ma in questo caso entrambe le squadre hanno mantenuto la maglia tradizionale apportando un unico diversivo: i pantaloncini e i calzettoni, nel caso dell’Inter. Da che mondo è mondo il derby si gioca con le maglie tradizionali, tranne in rare eccezioni e le più recenti corrispondono con un quarto di finale di Champions League (stagione 2004-2005) in cui l’Inter gioca l’andata con la maglia bianca e il ritorno con la terza a strisce orizzontali verdi e nere, quella per intenderci della Coppa Uefa del 1998.

Il motivo è che l’Uefa, molto meno tollerante sugli abbinamenti cromatici, impone alle squadre strisciate di giocare con il numero stampato sul monocolore, e sia l’Inter che il Milan avrebbero la schiena nera. Per cui l’Inter, in preda ad un attacco scaramantico che non si rivelerà fortunato, cambia divisa in entrambe le circostanze. Ma in campionato si ritorna a giocare rossoneri contro nerazzurri, perché questo dice la tradizione del derby e perché sia il rosso che l’azzurro vengono pensati per garantire abbinamenti in linea con la tradizione dei club. Fanno storia a sé pantaloncini e calzettoni, i veri protagonisti di questa storia. Nel corso degli anni si è passato dal total white del Milan al bianco e nero (pantaloncini bianchi, calzettoni neri), mentre l’Inter ha sempre preferito il total black o al massimo lo “spezzato“. Celebre quello del triplete con pantaloncini neri e calzettoni bianchi.

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Ecco perché la partita di domenica ha creato una confusione più psicologica che cromatica. nella nostra testa siamo sempre stati abituati a vedere il bianco abbinato alla maglia del Milan. Annotiamo anche che quest’anno sia l’Adidas (sponsor tecnico del Milan) che la Nike (Inter) hanno insisitito molto sulle cromie del nero. Il rosso della divisa del Milan è appena percepito, se non inesistente sulla schiena; l’azzurro dell’Inter tende allo scuro, come in pochi rari casi. Fortunatamente i numeri gialli ci hanno permesso di riconoscere, in rari momenti di lucidità, Candreva e Perisic rispetto a Suso e Locatelli. Tra l’altro la divisa originale dell’Inter prevede, in questa stagione, i calzettoni gialli, che non sarebbero stati per nulla una cattiva idea.

Il Milan di Sacchi indossava pantaloncini e calze bianche
Il Milan di Sacchi indossava pantaloncini e calze bianche

Certamente da vicino non ci sono stati problemi di sorta e riconoscibilità per l’arbitro ed i giocatori in campo. Più complesso è stato per noi spettatori. Consci del fatto che se una delle due squadre avesse utilizzato la seconda o peggio ancora la terza maglia si sarebbe gridato allo scandalo, non resta che augurarci, nelle prossime stagione che il rosso e l’azzurro ritornino a brillare. Capiamo che in questi anni la situazione del calcio a Milano è stata nera, ma così ci sembra eccessivo.

 

Milano e Reggio Emilia sono le due sfidanti scudetto per la stagione 2015-2016 di basket. Per entrambe, è il momento della rivincita. L’Armani dopo una stagione con più ombre che luci (ma una Coppa Italia vinta), vuole il tricolore come due anni fa e ha i favori del pronostico (oltre che il fattore campo a favore), ma la Grissin Bon per il secondo anno consecutivo arriva all’ultimo atto. Sperando, questa volta, che l’esito sia diverso rispetto a dodici mesi fa quando, fu Sassari ad alzare il trofeo.

Rakim Sanders

SANDERS, DOPPIETTA NEL MIRINO

Uno dei motivi di principale interesse della finale – che può durare da un minimo di quattro a un massimo di sette match – è scoprire se Rakim Sanders farà bis. L’anno passato giocava infatti per la Dinamo di Meo Sacchetti e fu eletto Mvp; in questa stagione, invece, ha vestito la casacca Armani e ora sarà uno dei principali incubi per gli emiliani. La guardia di Rhode Island è stato uno dei trascinatori dei milanesi: inutile dire che non vuole fermarsi proprio adesso.

GRISSIN BON, LA BENZINA

Milano non ha dalla sua solo i favori e il fattore campo, ma anche giorni in più di riposo. L’Ea7, infatti, ha avuto la meglio sulla Reyer Venezia in sei incontri, mentre la Grissin Bon ha dovuto sudarsi la finale fino alla settima sfida, contro un orgoglioso Avellino. Peserà la differenza di benzina ancora nel serbatoio, ma difficilmente sarà una finale scontata: si affrontano infatti la prima e la seconda della regular season, che si sono divise le vittorie in questo 2015-2016, con Reggio Emilia capace di piegare Milano in casa per 74-72, Armani ok al Mediolanum Forum per 84-80.

VENERDÌ PRIMO MATCH A MILANO

L’Armani inizia in casa, venerdì 3 giugno, e spera di mettere subito in discesa la contesa, replicando ancora al Forum due giorni dopo. Poi la serie si sposta a Reggio Emilia (martedì 7 e giovedì 9). A questo punto, se nessuna delle due avrà fatto filotto (4 su 4), si giocherà ancora sabato 11, lunedì 13 e mercoledì 15. Ogni volta, appena 48 ore di tempo per ricaricarsi in quella che è una vera e propria maratona. Le prime quattro gare si giocheranno alle 20.45. Rai Sport e Sky Sport trasmetteranno tutta la serie.

VETERANI CONTRO MATRICOLE

Veterani contro matricole, ovvero le Scarpette Rosse titolatissime contro la Grissin Bon che mai ha vinto uno scudetto nella sua storia. Due anni fa, l’Olimpia superò la Mens Sana Siena per 4-3. Da una parte, una bacheca con 26 scudetti, 5 Coppe Italia, 3 Coppe dei Campioni, 3 Coppe delle Coppe, 2 Coppe Korac e una Coppa Intercontinentale. Dall’altra parte, una Supercoppa italiana, 1 EuroChallenge e due titoli di Lega A2. Ma questi numeri potrebbero non pesare in finale, soprattutto perché nella finale di Supercoppa italiana, gli uomini di Max Menetti hanno già ribaltato il pronostico contro l’Armani, vincendo 80-68.

LA ‘DOPPIA CIFRA’ EMILIANA

Attenti a quei …cinque. La Grissin Bon, nel 4-3 ad Avellino, ha dimostrato quanto sia importante il collettivo, mandando cinque uomini in doppia cifra proprio nella settima decisiva sfida. Su tutti Rimantas Kaukenas, 39enne che pare non voler mai smettere: 17 punti, cinque assist, 19 di valutazione e i cinque punti che hanno piegato definitivamente i campani. Gli altri? Aradori con 10 punti, Polonara con 13, Lavrinovic con 13 e Della Valle con 14. Attenzione a quei cinque e all’anima italiana della Reggiana Basket.

FOCUS SU KAUKENAS

Il lituano ha giocato nella sua storia 28 partite di finale, 21 con Siena e sette con Reggio Emilia, collezionando 731 minuti, 359 punti (12.8 di media a incontro) e 48 assist. In questa speciale classifica è sesto. Primo c’è Riccardo Pittis (38 finali), poi Ress (36), Carraretto (30), Dino Meneghin e Marconato (29). Nella classifica di punti nelle finali è quarto, preceduto da Danilovic (374), Premier (425) e Myers (604). È sesto come minuti giocati, preceduto da Gracis (741), Dino Meneghin (827), Pittis (953), Myers (955) e D’Antoni (1041). Il miglior bottino in una finale scudetto, per Kaukenas, sono i 25 punti segnati con Siena in gara 2 della finale scudetto 2006/2007 contro la Virtus Bologna.

CAPITAN GENTILE… MICA TANTO

L’Armani sarà guidata dal suo capitano, Gentile, l’uomo che mette sempre il cuore oltre l’ostacolo e che quando c’è da combattere, sa indossare la tuta da operaio. Ma il roster è da Eurolega: c’è Cerella, l’eroe della semifinale, ci sono i play Andrea Cinciarini e Oliver Lafayette, le guardie Charles Jenkins e Krunoslav Simon, le ali Robbie Hummel e Jamel McLean. E ancora: i centri Milan Macvan, Stanko Barac e Rakim Sanders, di cui abbiamo già parlato, arrivato a stagione in corso.

GENTILE MEGLIO DI MORSE E MCADOO

Alessandro Gentile, in gara 5 contro Venezia, ha superato un grande del basket, Bob Morse, nella classifica totale di punti nei play off: 831 con le maglie dell’Armani e di Treviso contro gli 813 dell’americano in 28 gare. Non si è fermato qui, naturalmente, Ale: in gara 6 ha messo a referto altri 11 punti e ora a -4 da Dan Gay, al 24esimo posto assoluto. Superato Bob McAdoo, altra leggenda per Milano, per punti segnati solo con la maglia lombarda: 736 in 55 match contro 732 in 29).

PERCORSI DELLE DUE BIG

Nella stagione regolare l’Ea7 ha chiuso al primo posto con 44 punti, 22 vittorie e otto sconfitte. Nei quarti di finale dei playoff, è arrivato il facile 3-0 contro l’Aquila Trento, in semifinale il sudato 4-2 a Venezia in rimonta. Reggio Emilia, che era stata campione d’inverno in regular season, ha chiuso seconda don 42 punti (21 successi e 9 sconfitte). Ai play off, ecco Sassari ai quarti, fatta fuori 3-0. Rivincita servita su un piatto d’argento, quindi le semifinali ben più dure contro Avellino (4-3).

SERIE A ‘BEKO’

Chi vince, porta a casa la serie A ‘Beko’, lo sponsor di oggi del campionato, che nella sua storia ha avuto molte denominazioni. Fino al 1955 si è chiamata semplicemente serie A, dal 1955 al 1965 è stata ‘Campionato Elette’; con la riforma del 1974, si è stabilita la divisione tra A1 e A2. Dal 1976-77, lo scudetto viene assegnato dopo i play off. Dalla stagione 2001-2002, dopo un’altra riforma, è stato riproposto il nome Serie A. Beko è un marchio turco di elettrodomestici, di proprietà del gruppo Arçelik.

MILANO, POI BOLOGNA

Detto di Milano, che con 26 titoli guarda tutti dall’alto, al secondo posto nell’albo d’oro c’è la Virtus Bologna con 15 scudetti. Sul podio anche i nemici storici delle Scarpette Rosse, la Pallacanestro Varese, con 10. Sono 17, in totale, i club che hanno vinto almeno una volta lo scudetto del campionato italiano di basket e Milano ne ha altre due di squadre che hanno assaporato questa gioia: Assi Milano con 5 e Internazionale con 1.