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Ligue 1

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La sfida fra prima e seconda della scorsa stagione di Ligue 1 è un crocevia fondamentale del campionato francese. Al Louis II domenica sera (ore 21) si sfidano Monaco e PSG in quello che, oltre a essere lo scontro diretto più interessante del girone d’andata, è anche un test per capire quanto il torneo possa ancora essere aperto o destinato a un dominio parigino, visti gli attuali sei punti di distacco.

Neymar Cavani PSG-Nantes

GERARCHIE CAPOVOLTE

L’anno scorso era stato il Monaco, assieme al sorprendente Nizza (ora invece ai bordi della zona retrocessione) a fare l’andatura. Adesso invece la Ligue 1 è tornata a essere un monopolio pressoché totale del PSG, che su tredici giornate ne ha vinte undici, pareggiandone due. Ruolino di marcia parigino quasi perfetto: unica squadra ancora imbattuta, miglior attacco (quarantatré gol segnati) e miglior difesa (nove al passivo), solo una gara a secco (il 23 settembre in casa del Montpellier, senza Neymar) ed Edinson Cavani capocannoniere con quindici gol. L’uruguayano, dopo la celebre diatriba sui rigori con l’acquisto più costoso di sempre, si è preso il ruolo di trascinatore del club, con tre doppiette consecutive per dimostrare di poter essere lui il numero uno dell’attacco e non Neymar o Kylian Mbappé, l’altro volto nuovo del tridente che ha segnato meno (quattro gol) ma giocando otto partite su tredici. Dopo il fallimento della scorsa stagione Unai Emery è costretto non solo a vincere ma a stravincere (e ad arrivare in fondo in Champions League, vero pallino dello sceicco): al momento ci sta riuscendo perché ben otto volte sono arrivate vittorie con tre o più gol di scarto, e in coppa dopo cinque giornate è sicuro il primo posto con ventiquattro reti segnate e una sola subita.

Glik Falcao Monaco-Marsiglia

ULTIMA SPIAGGIA O QUASI

Che la stagione del Monaco potesse essere inferiore a quella dell’anno scorso era per certi versi prevedibile, perché l’exploit quasi impossibile da ripetere. La cessione di Mbappé ai rivali nazionali e le partenze di altri elementi chiave come Tiemoué Bakayoko, Benjamin Mendy e Bernardo Silva non potevano non peggiorare il rendimento, che comunque si sta attestando su livelli medio-alti. Certo, Stevan Jovetić e Baldé Diao Keita stanno facendo rimpiangere Mbappé, ma Radamel Falcao si è confermato (tredici gol, secondo in classifica marcatori) e al Louis II solo il Montpellier è riuscito a uscire con un punto, mentre Guingamp e Marsiglia ne hanno presi sei. L’eliminazione di martedì dalle coppe (aritmetico l’ultimo posto del girone dopo l’1-4 col RB Lipsia) è un campanello d’allarme da non sottovalutare, ma non avere più impegni europei potrà servire a Leonardo Jardim per far focalizzare il gruppo solo sul campionato e sulla rincorsa alla vetta. Di certo, però, tutti questi discorsi passano da un risultato positivo domenica sera, perché sprofondare a -9 dal Paris Saint-Germain dopo quattordici giornate metterebbe di fatto la parola fine ai sogni di gloria monegaschi. Per questo motivo la supersfida ha forse un po’ di valore in più per il Monaco: deve dimostrare di esserci ancora.

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Alle 20.45 comincia l’ottantesima edizione della Ligue 1, massimo campionato francese che quest’anno si preannuncia molto interessante visto che proprio dalla Francia è arrivato il colpo più costoso di sempre: con Neymar il PSG punta a vincere sia in patria sia in Champions League, ma intanto deve battere la concorrenza del Monaco campione in carica, perché i parigini sono arrivati secondi.

Neymar PSG

LOTTA PER IL TITOLO SCOPPIETTANTE

È indubbio che l’arrivo di Neymar al PSG sposti gli equilibri, perciò sarà difficile per il Monaco mantenere il titolo. I campioni in carica debuttano stasera con l’ambizioso Tolosa, squadra ricca di giovani interessanti che potrebbe da subito mettere in difficoltà gli uomini di Leonardo Jardim, già battuti nel Trophée des Champions proprio dal Paris Saint-Germain domenica scorsa, e più indeboliti che rafforzati: le cessioni di Tiemoué Bakayoko, Benjamin Mendy e Bernardo Silva direzione Inghilterra sono state compensate da Adama Diakhaby, Terence Kongolo e soprattutto Youri Tielemans ma non possono bastare; in più c’è da verificare che Kylian Mbappé non voglia da subito provare una ricca esperienza lontano dal Principato. Il rischio che la grande squadra arrivata in testa alla Francia e in semifinale di Champions League venga smembrata c’è, con il PSG che così avrebbe la strada spianata per il titolo anche vendendo dei pezzi pregiati (inevitabile almeno un’uscita in attacco, dopo l’arrivo di Neymar) e senza altri rinforzi oltre a Dani Alves. Ma non sarà lotta a uno!

Mario Balotelli

UN GRADINO SOTTO

Chi può far saltare il banco è ancora una volta il Nizza, terzo incomodo e appena pescato dal Napoli nei play-off di Champions League. L’Ajax ne sa qualcosa, essendo stato eliminato dal terzo turno preliminare, ma molto dipenderà da quanto Lucien Favre riuscirà a confermare il rendimento della passata stagione, senza Dalbert Henrique destinato all’Inter e con Wylan Cyprien di rientro da un infortunio. Jean Michaël Seri ha già ripreso con grandi numeri (l’assist di tacco per il decisivo 2-2 ad Amsterdam) e Mario Balotelli potrà giocarsi le sue ultime chances di un posto in azzurro: meglio non sottovalutare i rossoneri.

Outsider pure il Marsiglia di Rudi Garcia, che ha come grande acquisto Valère Germain (tripletta all’esordio ufficiale, in Europa League) e ha riportato a casa il portiere Steve Mandanda, poi obbligatoria la menzione per il Lille di Marcelo Bielsa, tornato in panchina due anni dopo aver lasciato l’OM e un anno dopo il pasticcio con la Lazio. El Loco ha tantissimi giovani che può lanciare, andrà seguito con un occhio di riguardo. Ridimensionato invece il Lione, viste le partenze di Maxime Gonalons e Alexandre Lacazette per ora non rimpiazzate a dovere; idem il Bordeaux partito malissimo con l’eliminazione in Europa League da parte degli ungheresi del Videoton.

Claudio Ranieri

Menzione finale per la lotta salvezza. L’introduzione dello spareggio fra terzultima della Ligue 1 e terza della Ligue 2 lo scorso anno ha portato a una sorpresa, con il Troyes che guidato dal quarantenne Benjamin Nivet ha superato il Lorient. Debutta nella massima serie l’Amiens, con battesimo del fuoco perché domani andrà al Parc des Princes come vittima sacrificale dell’esordio di Neymar; ritorna dopo un lungo periodo buio (e un fallimento) anche lo Strasburgo, che vent’anni fa sfidava l’Inter in Coppa UEFA. Chi non dovrebbe rischiare è il Nantes, che si affida a Claudio Ranieri per andare oltre metà classifica. Oltre alle big c’è pure molto altro.

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Doveva essere la squadra in grado di rilanciarlo, senza troppe pretese. Sarà il club che proverà a catapultarlo ancora più in alto, ossia ai Mondiali russi del 2018 con l’Italia. SuperMario Balotelli ha rinnovato per due anni con il Nizza, la squadra francese che – anche grazie all’attaccante bresciano – l’anno prossimo farà i preliminari di Champions League.

Il nuovo accordo scadrà il 30 giugno 2019. A poche ore dalla firma, il Balo ha ripreso ad allenarsi al centro sportivo del Nizza, dove ha salutato l’allenatore e i compagni. Qui è stato coccolato, e non poteva essere altrimenti: l’anno passato, Mario ha segnato 15 gol. Soprattutto, ha evitato le balotellate, tanto famose prima dell’approdo in Costa Azzurra. Sul sito ufficiale, il Nizza gli ha scritto: “Bentornato a casa”. Definendo il giocatore “l’idolo di grandi e piccini”.

Insomma, Mino Raiola – pur impegnato decisamente su altri fronti, in particolare su Gigio Donnarumma – è riuscito a lavorare pure sul contratto di Balotelli, altro cavallo della sua scuderia che, dopo le fallimentari stagioni in Italia e in Inghilterra, sembrava ormai perso. Bruciato. In Francia, si è rimesso a giocare e a segnare, guadagnandosi la stima e il rinnovo di contratto. Il Nizza ha ottenuto uno storico terzo posto, dopo aver lottato anche per il titolo.

Balotelli si allena

Ai 15 gol in campionato, bisogna aggiungere altre due prodezze di ‘Bad Balo’: il totale fa 17 reti in 28 presenze. “La bella storia tra il Nizza e Balotelli continua” ha scritto il club francese, ben sapendo che le prestazioni del 27enne ex Inter e Milan stanno facendo crescere pure il prezzo del cartellino. Di nuovo. Insomma, potrebbe essere un ottimo investimento cedere il calciatore tra un anno, intanto per altri 12 mesi a gustarselo saranno i tifosi degli Aiglons.

Dicevamo del valore del cartellino. Stando a ‘Transfermarkt.it’, oggi vale 15 milioni di euro. Vale a dire che la quotazione è la stessa raggiunta già in due occasioni: la prima volta nel 2010, l’anno del Triplete dell’Inter; la seconda dopo la prima stagione a Liverpool. Da allora, le azioni dell’attaccante erano nettamente crollate sotto i 20 milioni di euro, per la prima volta dall’addio ai nerazzurri.

‘Playratings.net’ fissa un prezzo più basso: 6,89 milioni di euro. E a pesare è la parabola discendente degli ultimi anni e la scarsa affidabilità in termini di continuità. Non solo: i guai fisici ci sono stati pure nell’ultima stagione, e questo pesa nella valutazione. Proprio ‘playratings.net’, però, riporta un grafico in cui fa notare come con Balotelli in campo, il Nizza aumenti di molto il tasso tecnico della rosa, le prestazioni medie di squadra e quelle individuali. Insomma, Super Mario fa giocare meglio pure i compagni.

Ancora il sito del Nizza per capire che il rinnovo ha portata storica da queste parti, forse anche perché in pochi se lo aspettavano: “Artefice del favoloso terzo posto, idolo di grandi e piccini, l’attaccante italiano ha voluto prolungare il suo contratto. Naturalmente le richieste le aveva, l’italiano ha fatto un grande sforzo finanziario per continuare la sua bella avventura, come ha sempre desiderato durante questo periodo di fermo tra una stagione e l’altra, sottolineando l’aspetto sportivo e la scelta del cuore. Orgogliosi di aver convinto la superstar dell’anno scorso e di vederlo fiorire dentro e fuori dal campo, il Nizza si gode la gioia di ricontarlo negli effettivi che si raduneranno nel nuovo centro di allenamento. Benvenuto a casa, SuperMario”.

Se in fase realizzativa, effettivamente, Balo è risbocciato, sul campo sono ancora parecchi i provvedimenti disciplinari che l’attaccante coloured ha collezionato: dieci i cartellini gialli e due quelli rossi.

Il presidente del club francese, Jean-Pierre Rivère, rivela: “Posso dirvi due cose: questo è un giocatore che vuole continuare con noi. Due, lui è disposto a fare sforzi finanziari”. Il rinnovo biennale – era arrivato in Costa Azzurra con un contratto annuale dopo l’addio al Liverpool – sarà da 450 mila euro a stagione.

Una star, abbiamo detto. A novembre del 2016, Balotelli faceva vendere una maglietta del Nizza e con il suo nome ogni sei minuti. Pure gli abbonamenti al campo sono schizzati in alto dopo il colpo della proprietà nizzarda: +20%, da 10 a 12 mila. La media spettatori si è alzata da 19.192 a 22.695. Per non parlare delle piattaforme social del club: +32% Instagram, +18% Facebook. Il sito del Nizza è stato preso d’assalto dai fan italiani, specialmente appena il ‘cattivo ragazzo’ è arrivato in Costa Azzurra: a settembre dell’anno scorso un milione di visitatori unici.

In un campionato, la Ligue 1, che dopo Ibrahimovic rischia seriamente di perdere anche Verratti, Balotelli può essere l’uomo che richiama l’attenzione su un torneo che, altrimenti, tra i cinque principali campionati europei, perde appeal. Il rinnovo con il Nizza è dunque una buona notizia per tutti: per i francesi, per la Società Nizza, per Mino Raiola (“Deve fare 20 gol e se li farà si meriterà di andare al Mondiale”), per il giocatore e pure per Giampiero Ventura. Che, al momento, non è sicuramente alla ricerca di un attaccante (ce ne sono parecchi nell’Italia), ma che uno sguardo oltralpe lo dovrà dare obbligatoriamente nell’anno che porta in Russia.

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E se il Nizza facesse come il Leicester l’anno scorso? La squadra francese, intanto, si è arrampicata al primo posto da qualche settimana e pare non soffrire di vertigini. Guidata da due giocatori simbolo: Balotelli e Plea. Il vantaggio sulle inseguitrici (Monaco e Paris Saint Germain) si è ridotto a tre punti dopo la sconfitta di ieri, prima della quale, con il 4-1 al Nantes, i rossoneri avevano inanellato sei vittorie consecutive. In 11 turni di Ligue 1, i nizzardi hanno esultato ben nove volte: un rullo compressore.

L’ITALIA NEL MOTORE

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Il Leicester, l’anno scorso, ha stupito tutti in Premier League. Partita per salvarsi, la squadra di Claudio Ranieri è arrivata al traguardo vincendo il titolo, e scrivendo un’autentica favola. Il Nizza pare voler imitare Vardy e compagni e, ancora una volta, c’è un po’ di Italia nel motore. Non il tecnico questa volta, ma SuperMario. Maturato all’improvviso, il nostro sta trascinando la squadra. Sono 29 i punti conquistati in 12 giornate, con una sola sconfitta finora, quella già citata contro il Caen di ieri pomeriggio. Psg e Monaco costrette a leggere solo la targa dei rossoneri, nonostante abbiano una rosa decisamente superiore, in particolare i parigini.

NON SOLO SUPERMARIO

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Non solo Balotelli, naturalmente, nel miracolo Nizza. L’attaccante bresciano è a quota sei gol, a -5 da Edinson Cavani, che comanda al momento la classifica marcatori. Alassane Plea fa ancora meglio, con 7 sigilli stagionali. La coppia più bella del mondo ha steso pure il Nantes, con un 4-1 che ha visto anche la doppietta di Wylan Cyprien, indicato da tutti come una futura stella del calcio francese. Quest’ultimo è salito a 4 in classifica marcatori.

Nella classifica degli assist, comanda un altro giocatore del Nizza. È Jean Michael Seri, di origine ivoriana. Il centrocampista 25enne è a quota sei. E ha pure fatto un gol, aggiungendosi alla cooperativa di chi sta portando la formazione di Lucien Favre a risultati impensabili a inizio stagione.

CYPRIEN, L’ASTRO NASCENTE

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Wylan Cyprien merita un approfondimento. Ha 21 anni, gioca mezzala o trequartista e arriva dal Lens, in Ligue 2. È stato pagato cinque milioni di euro e, oggi, di sicuro il cartellino vale perlomeno il triplo. Pur essendo nato sull’isola di Guadalupa, ha passaporto francese. Con il Lens, in 34 apparizioni, aveva segnato sette gol, ma soprattutto aveva incantato per le giocate.

Ha già fatto tutta la trafila delle Nazionali giovanili francesi: Under 16, Under 18 e Under 19. L’Under 21 lo attende a braccia aperte.

NESSUNO COME IL NIZZA

In Europa, il Nizza ha la media punti più alta, prendendo in considerazione i cinque campionati principali del Vecchio Continente. Già l’anno scorso, i rossoneri della Costa Azzurra avevano stupito tutti, chiudendo il campionato al quarto posto. Ma nessuno avrebbe potuto immaginare una partenza sprint come quella del 2016/2017. Anche perché, in estate, era cambiato l’allenatore: dall’esperto Claude Puel allo svizzero Favre, che aveva portato in Borussia Monchengladbach in Champions League, ma che avrebbe dovuto fare rodaggio in Francia, secondo gli esperti.

IL MERCATO NON ERA DA PRIMATO

 

Nel mercato estivo, il Nizza non aveva lasciato tutti a bocca aperta. Persi alcuni uomini importanti, aveva preso il difensore Dante dal Wolfsburg, l’unico vero uomo d’esperienza. E poi Younes Belhanda dalla Dinamo Kiev e la scommessa Mario Balotelli dal Liverpool. A miscelare il tutto proprio Favre, abile a lavorare con i giovani, ma che sta dimostrando, con il suo pressing e le ripartenze veloci, di poter far saltare il banco.

Vero che proprio dal calciomercato è arrivata una grossa mano al Nizza: la partenza di Zlatan Ibrahimovic con destinazione Manchester United. Il Psg, senza Ibra, ha stentato soprattutto in avvio di stagione e ora si trova a inseguire, con qualche affanno. Il cambio in panchina, Emery al posto di Blanc, ha fatto il resto.

CHI COMANDA A NIZZA

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Il Nizza è di proprietà di un consorzio cinese–americano, che detiene l’80% delle quote della Società. Di soldi da spendere ce ne sono, insomma, ma i proprietari preferiscono tenere in ordine il bilancio, senza spese folli. Una politica saggia. Proprio l’estate scorsa, dall’Oriente sono arrivati fondi freschi. Il presidente, Jean-Pierre Rivere, è rimasto con il 20% delle azioni. I cinesi Chien Lee e Alex Zheng sono imprenditori attivi nel settore alberghiero e nel turismo. Gli investitori americani, guidati da Paul Conway (che rappresenta la Pacific Media Group) invece, hanno contribuito eccome per un affare che, in totale, ha visto sul tavolo 20 milioni di dollari. E che ha pure un quarto socio, Elliot Haynes, membro del consiglio di sorveglianza del club.

NIZZA, NOBILE DECADUTA

Tifosi Nizza

Il Nizza ha un passato di tutto rispetto alle spalle. Negli anni ’50 ha vinto ben quattro volte il titolo transalpino. Nel 1951 con in panchina Jean Lardi, nel 1952 con Numa Andoire, nel 1956 con l’argentino Luis Carniglia e nel 1959 con il profeta in patria Jean Luciano. Era una super potenza, allora, la squadra della Costa Azzurra, la formazione più quotata del calcio francese. Da allora, però, di cose ne son successe, tra discese nelle divisioni inferiori e risalite.

Nella sua storia, ci sono pure 3 Coppe di Francia (1951-52, 1953-54 e 1996-97) e una Supercoppa francese (1970) . Lo stadio è l’Allianz Riviera, che ha preso il posto nel 2013 del vecchio Stade Municipal du Ray. Nel 2008, l’Italia scelse questo impianto per una gara amichevole, la Francia invece non ci gioca da quando ci furono polemiche proprio in occasione di un’esibizione della Nazionale transalpina, con i tifosi che esposero cartelloni che annunciavano che avrebbero tifato Italia ai Mondiali del 2002. Dopo tale evento, la Francia non ha più voluto giocare allo stadio Le Ray.

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Cenerentole al ballo di corte. Le piccole hanno cominciato i campionati principali d’Europa con il motore su di giri. Non c’è solo il Sassuolo in Italia, che sogna addirittura lo scudetto in modo forse un po’ presuntuoso e fantasioso. In Spagna, il Celta di Vigo si permette addirittura di guardare da pari a pari Real Madrid e Barcellona. E pure il Villarreal è lì. In Francia, il Psg di Ibra e Lavezzi è al comando, ma inseguono Angers e Caen. Impronosticabile, in Premier League, pure il quarto posto del West Ham e il quinto del Leicester di Claudio Ranieri. In Germania, infine, l’Ingolstadt è quinto e dà fastidio a tutti.

Abbiamo cercato di carpire i segreti di queste Cenerentole, che pare non abbiano intenzione di tornare a casa sulla zucca. E hanno pure messo l’orologio indietro per evitare che le mezzanotte spezzi la magia.

Sassuolo

Sassuolo

Il Sassuolo è una provinciale sui generis. Non ha uno stadio, o meglio gioca al Mapei Stadium di Reggio Emilia. E proprio a questo marchio deve tutto, grazie a Giorgio Squinzi, numero uno pure di Confindustria, che ha fatto le cose in grande fin dagli inizi. La C2 è un lontano ricordo: la squadra è adesso quinta, ma a soli tre punti dalla testa della classifica, e ha già scalpi illustri come Napoli e Lazio. In estate ha perso Zaza, ma ha tenuto Berardi, oltre a giocatori esperti come Paolo Cannavaro. Qualcuno, da queste parti, pronuncia addirittura la parola scudetto, ricordando i precedenti di Verona e Sampdoria.

Celta Vigo

Celta Vigo

Vigo: in tanti ricordano la cittadina spagnola per l’Italia del 1982. Ma il Celta è una realtà medio-piccola del campionato spagnolo, che ha assaggiato pure l’Europa. Mai, però, si era spinta così in alto. Dopo otto giornate, ha 18 punti come Barcellona (battuto 4-1) e Real Madrid. E ha vinto l’ultima in casa del Villarreal, a sua volta in testa nella Liga prima dell’ultimo turno. Intertoto a parte, non ha mai vinto nulla finora, ma quest’anno registra cinque vittorie e tre pareggi: squadra imbattuta e Nolito stella dei galiziani, con un passato pure nel Barcellona. Nazionale spagnolo, con già 6 reti in 8 partite: è la stagione della consacrazione definitiva?

Angers

Corsari a Tolone nell’ultimo turno, 21 punti in classifica e secondo posto a braccetto con il Caen. Sconfitto finora soltanto a Lorient, L’Angers è la grande sorpresa della Ligue 1 francese, a 5 punti dal probabilmente imprendibile Paris Saint Germain ed ha già superato il numero di vittorie di tutto lo scorso campionato. Il progetto è nato nel 2011 grazie al presidente Said Chabane, algerino ma francese di adozione. Guida un gruppo agroalimentare come Cosnelle, che ha un giro d’affari da 100 milioni. Ha già violato il Velodrome di Marsiglia, dal basso dei 24 milioni di budget a disposizione e di un mercato in cui non è stato scucito neanche un euro. L’Angers si è affidato per lo più a giocatori liberi o pescati in Ligue 2.

Caen

Al secondo posto pure il Caen, in Ligue 1, con l’Angers. E anche il Caen ha vinto l’ultima in trasferta. Il che la dice lunga su quanto le due cenerentole se la giochino su ogni campo. Consapevoli di non avere nulla da perdere e spinte dall’entusiasmo di provare a fare un’impresa. La dicitura completa del sodalizio è Stade Malherbe Caen Calvados Basse-Normandie, in onore di Francois de Malherbe, storica personalità della città.
Il ritorno in Ligue 1 è del 2013-2014 e, dopo una sola stagione di assestamento, ecco l’exploit, senza nessuno che possa sapere esattamente fin dove potrà arrivare la squadra. Tra i migliori di quest’inizio, il difensore Emmanuel Imorou, di origine del Benin, classe 1988. Sarà sufficiente per continuare a sognare in grande?

West Ham

West Ham

Gli Hammers sono quarti in Premier League, con 17 punti e a -4 dalla capolista Manchester City. La gestione Slaven Bilic sta dando i suoi frutti, eccome. In estate, a rinforzare la difesa è arrivato dalla Juventus Angelo Ogbonna, a centrocampo un’altra vecchia conoscenza del nostro campionato, Pedro Obiang, mentre in attacco, guarda un po’, Mauro Zarate. A settembre, il West Ham è riuscito pure a espugnare il campo dei Citizens (prima sconfitta per la squadra di Pellegrini in questa stagione di Premier League): ribattezzato l’ammazza-grandi, ha fatto la festa pure a Liverpool e Arsenal. Non hanno paura dell’alta quota gli Hammers, e in trasferta vanno forti come un treno.

Leicester City manager Claudio Ranieri during the Barclays Premier League match between West Ham Uni

Leicester

Al quinto posto in classifica, in Inghilterra, c’è il Leicester di Claudio Ranieri. Già amato dalla sua gente, il tecnico romano ha voluto volare basso: “Noi pensiamo solo ai punti che ci mancano per la salvezza”. Ma certo, un po’ di acquolina in bocca viene: “Questa Premier League è particolarmente equilibrata”. Proprio il Leicester ha vinto in casa del West Ham che, come abbiamo visto, ha battuto quasi tutte le grandi. Una delle società più antiche, fondata nel 1884, ha all’attivo tre Coppe di Lega e una Charity Shield, vinta nel 1971. Soprattutto nelle prime partite di questa stagione, la squadra si era specializzata nelle rimonte. Un leggero calo a ottobre ha fatto perdere la seconda posizione.

Ingolstadt

Va bene, il campionato tedesco è già prenotato dal Bayern Monaco. E va bene, i gialloneri del Borussia Dortmund sono tornati a fare paura, ma pure in Bundesliga c’è una Cenerentola al ballo di corte. Stiamo parlando dell’Ingolstadt, al quinto posto in classifica a con tanta voglia di continuare a stupire, nonostante gli appena 12 anni di vita e ed il primo anno di Bundesliga all’attivo. Anche nel caso dell’Ingolstadt ritroviamo alla base dei successi una programmazione sana e solida e uno sponsor che non ha niente da invidiare a nessuno, l‘Audi, che ha dato il nome al nuovo stadio. Il sogno? Ripetere le gesta dell’Augsburg dell’anno scorso, con la qualificazione in Europa League.