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Europa League

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Shkëndija

Domani il Milan giocherà l’andata dei play-off di Europa League contro il KF Shkëndija, formazione della Macedonia. Dopo aver superato senza grosse preoccupazioni i rumeni del Clubul Sportiv Universitatea Craiova la squadra di Vincenzo Montella si ritrova davanti un avversario che non solo ha gli stessi colori sociali del club, il rosso e il nero, ma ha pure vestito la maglia del Milan nel lontano 1994.

PUNTO D’ARRIVO

Per lo Shkëndija andare a giocare al Meazza è probabilmente il momento più alto della sua storia. Fondato nel 1979, il club di Tetovo (città quasi al confine con il Kosovo) rappresenta la minoranza albanese in Macedonia e solo negli ultimi anni ha iniziato ad avere un discreto successo: nel 2009-2010 ha vinto la Vtora Liga (seconda serie) e la stagione successiva, da neopromosso, a sorpresa si è imposto pure nel massimo campionato macedone (Prva Liga), giocando così le prime partite a livello internazionale (secondo turno preliminare di Champions League, battuto dal Partizan con un complessivo 5-0). È la seconda volta consecutiva che arriva ai play-off di Europa League: dodici mesi fa è stato eliminato dal Gent (squadra avanzata poi fino agli ottavi), quest’anno nei turni preliminari ha superato il Dacia Chişinąu (vittorie per 3-0 e 4-0), l’HJK Helsinki (3-1 all’andata e 1-1 in Finlandia) e il Trakai (3-0 rimontato al ritorno dopo aver perso 2-1 in Lituania). Avversari non certo di spessore, ma è pur sempre un club che gioca gare ufficiali dal 29 giugno.

Shkendija 1994 Milan

AVVERSARIO NON PROPRIO SCONOSCIUTO

Dieci mesi fa l’Italia ha giocato contro la Macedonia alla Skopje Arena (stadio dove si disputerà il match di ritorno giovedì 24 e dove si è giocata la Supercoppa Europea la settimana scorsa) vincendo 2-3 in rimonta nel finale. Il gol del momentaneo 2-1 l’ha segnato Ferhan Hasani che gioca proprio nello Shkëndija (è un centrocampista e capitano) e ha partecipato a quel match assieme al compagno di squadra Besart Ibraimi, punta di diamante della squadra e capocannoniere degli ultimi due campionati macedoni (venticinque gol nel 2015-2016, venti nel 2016-2017, più cinque reti nelle sei partite dei turni preliminari di questa Europa League). Loro sono i due giocatori più rappresentativi, assieme al trio che a giugno ha partecipato agli Europei Under-21 con la Macedonia, formato dai difensori Egzon Bejtulai e Mevlan Murati e dall’esterno destro Marjan Radeski. Il tecnico Qatip Osmani gioca col 4-2-3-1 e ha debuttato in campionato battendo 2-0 il FK Vardar (una delle rivali più accreditate) venerdì: il Milan è ovviamente molto più forte e non dovrebbe avere problemi a passare, ma lo Shkëndija ha sette gare ufficiali alle spalle e non è l’ultimo arrivato.

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È arrivato il momento della prima partita ufficiale della nuova stagione: a inaugurare il 2017-2018 è il Milan, impegnato nel terzo turno preliminare di Europa League contro la formazione rumena del Clubul Sportiv Universitatea Craiova. Per i rossoneri, al ritorno in campo internazionale dopo tre anni e mezzo dall’ultima partita (contro l’Atlético Madrid negli ottavi di finale di Champions League 2013-2014), il primo ostacolo non dovrebbe essere così complicato da superare ma attenzione perché ci sono tanti “italiani” (di passaporto ed esperienza calcistica) che potrebbero rendere le cose meno facili di quanto sembrino.

Devis Mangia

LITTLE ITALY IN ROMANIA

Dallo scorso 23 maggio l’allenatore del CSU Craiova è Devis Mangia, tornato in panchina esattamente a un anno dalle dimissioni in Serie B all’Ascoli per motivi di salute. Il suo vice è un rumeno ma con tanti anni passati in Italia, Paul Codrea, ex centrocampista fra le altre di Genoa, Palermo e Siena. Nella rosa c’è anche l’ex Lecce, Messina, Novara e Salernitana Gustavo (esterno brasiliano classe 1991 con passaporto italiano) ed è stato aggiunto anche un italiano di nascita: è Fausto Rossi, centrocampista cresciuto nella Juventus e arrivato dal Trapani. Nell’ultima Serie A ha invece fatto quindici presenze (segnando un gol) col Pescara Alexandru Mitriţă nel secondo anno in Abruzzo, prima di tornare in patria. Con questi ultimi due i nuovi acquisti principali (stavolta non italiani o provenienti dall’Italia) sono Mihai Roman, centravanti che in Israele al Maccabi Petach Tikva ha segnato sette gol nel 2016-2017, e Cristian Bărbuț, esterno destro preso dal Poli Timişoara. Il capocannoniere nella scorsa stagione è stato Andrei Ivan, autore di nove reti in trentatré presenze, ma è stato ceduto al Krasnodar poco dopo il sorteggio e sarà quindi un pericolo in meno.

CSU Craiova

STORIA RECENTE, PASSATO (ALTRUI) IMPORTANTE

Il CSU Craiova esiste soltanto dal 2013 ed è alla sua prima partecipazione nelle coppe europee. La squadra è nata dopo il fallimento del più famoso FC Universitatea Craiova e ha conquistato al suo primo anno di attività la promozione dalla Liga II, seconda divisione del calcio rumeno, alla Liga I, il massimo campionato. Nel 2016 ha ereditato il palmarès della vecchia società, che comprende quattro campionati e sei coppe nazionali. Il club precedente vantava tre incroci con le italiane: due passaggi del turno in Coppa UEFA con la Fiorentina (1973-1974 e 1982-1983) e un’eliminazione con l’Inter (1980-1981, Coppa dei Campioni). Per entrare in Europa League ha dovuto però sfruttare situazioni esterne: nella stagione regolare ha chiuso al quinto posto con quarantacinque punti, stesso piazzamento del girone finale che non avrebbe permesso di qualificarsi (vanno le prime quattro), ma la non concessione della licenza UEFA al CFR Cluj ha dato l’accesso e l’ulteriore esclusione (sempre per lo stesso motivo) del Voluntarii campione della coppa nazionale ha dato l’ingresso dal terzo turno preliminare. Il Milan non dovrebbe avere difficoltà, ma occhio agli “italiani”…

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Alle 20.45 di stasera la Friends Arena di Solna, in Svezia, ospiterà la finale di UEFA Europa League fra Ajax e Manchester United. Il trofeo sarà conteso fra due squadre che fin dalla fase a gironi a settembre erano indicate fra le più accreditate per andare in fondo, ma il fatto che siano arrivate entrambe all’ultimo atto della competizione è curioso, perché pone fine a un digiuno di finali che stava iniziando a diventare pesante, soprattutto per gli olandesi. Sembra di rivivere una classica del calcio di fine anni Sessanta o inizio anni Novanta, invece è l’occasione irripetibile per una delle due di rialzare un trofeo continentale e conquistare l’accesso diretto alla fase a gironi della prossima Champions League.

Nick Viergever Schalke 04-Ajax

GIOVANI ALL’ASSALTO

L’Ajax partito per la Svezia è una rosa giovanissima: dei venti convocati solo tre hanno almeno trent’anni, e di questi il solo Lasse Schöne giocherà titolare. Quasi tutti gli altri non superano i venticinque anni e in molti casi non vanno oltre i venti, dal classe 1999 Matthijs de Ligt al capocannoniere Kasper Dolberg, ventitré gol nella prima stagione da professionista (è nato nel 1997). In nove non erano ancora nati quando l’Ajax giocava la sua ultima finale europea, il 22 maggio 1996 nella sconfitta contro la Juventus ai rigori in Champions League a Roma: da quell’anno il club di Amsterdam non vince un trofeo continentale (la Supercoppa Europea) e da quello prima una delle principali competizioni, la Champions League conquistata ai danni del Milan. Al Prater di Vienna decise un gol di Patrick Kluivert, il cui figlio Justin è da quest’anno in prima squadra e ha anche già segnato in Eredivisie, dove è arrivato un secondo posto dietro al Feyenoord: sembra quasi un passaggio di consegne, per una squadra che vuole creare un nuovo ciclo vincente dopo quello del totaalvoetbal di Rinus Michels e Johan Cruijff e quello di Louis van Gaal, a oggi l’ultimo tecnico a conquistare qualcosa in Europa.

Rashford e Mourinho Celta Vigo-Manchester United

ALLA RICERCA DELLO SPLENDORE SFUGGITO

Da quando se n’è andato Sir Alex Ferguson il Manchester United non è più riuscito a confermare i vertici di un tempo e nemmeno l’arrivo di José Mourinho è servito per riportare i Red Devils in testa alla Premier League, ma una vittoria in Europa League salverebbe la stagione. La vigilia inglese è stata inevitabilmente turbata dal tragico attentato a Manchester, con l’annullamento della conferenza stampa e un aumento delle misure di sicurezza. In campo ci si augura che tutto vada per il verso giusto, con lo United che vanta i favori del pronostico, seppur leggeri.

Mourinho spera di ripartire da quel torneo che, nel 2003 col Porto quando si chiamava Coppa UEFA, lo consacrò a livello internazionale, anche per risollevare il blasone di una squadra che non andava in finale dal 2011 (sconfitta col Barcellona). Con Zlatan Ibrahimović infortunato, e solo in tribuna per la sfida di casa sua, il peso dell’attacco sarà quasi tutto su Marcus Rashford, trascinatore sia ai quarti con l’Anderlecht sia in semifinale col Celta Vigo: il classe 1997 è stato decisivo anche più dello strapagato Paul Pogba in una stagione dura e vincere la finale farebbe dimenticare il periodo altalenante.

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C’è una motivazione in più quest’anno per vincere l’Europa League: un posto in Champions League. Non è una novità, perché è la terza stagione che l’UEFA mette in palio la qualificazione ai gironi della competizione più ambita, ma rispetto agli altri anni è praticamente scontato già dalle semifinali che verrà utilizzato, perché nessuna delle quattro squadre è al momento qualificata tramite i rispettivi campionati. Ne consegue che sono previste due doppie sfide dall’altissimo valore, sulla falsariga dei quarti di finale che hanno portato ben tre gare oltre i tempi regolamentari. Stoccolma è vicina, manca l’ultimo passo.

Nick Viergever Schalke 04-Ajax

AJAX – LIONE

Andata mercoledì 3 maggio ore 18.45, ritorno giovedì 11 maggio ore 21.05

C’è una stranezza data dal calendario: l’andata si gioca di mercoledì e di pomeriggio, per la contemporaneità con il Nationale Dodenherdenking, la commemorazione delle vittime delle guerre prevista ad Amsterdam per giovedì 4 che ha obbligato la UEFA ad anticipare la partita, in programma alle 18.45 per non sovrapporsi con Monaco-Juventus. I quarti per l’Ajax sono stati un’altalena di emozioni: prima il dominio in casa e un 2-0 che poteva essere più ampio, poi un ritorno da incubo in casa dello Schalke 04 con risultato ribaltato e 3-0 nel primo tempo supplementare, infine la gioia per le reti di Nick Viergever e Amin Younes valse la semifinale. All’Ajax la finale europea manca addirittura dal 1996, un trofeo dall’anno prima: è ora di riprendere la scena.

Per l’andata però Peter Bosz, che nel weekend ha sfruttato la pausa del campionato, ha emergenza in difesa, perché l’autore del 3-1 di Gelsenkirchen è squalificato così come Joël Veltman, e mancherà pure Daley Sinkgraven: per questo motivo il Lione può approfittarne fin da subito e sfruttare le debolezze difensive altrui, visto che i francesi non hanno certo difficoltà a segnare, e ne sa qualcosa la Roma. L’OL ha eliminato il Beşiktaş ai rigori al termine di una doppia sfida incredibile, cominciata in ritardo per le intemperanze dei tifosi turchi e finita ai rigori con la decisiva quattordicesima battuta di Maxime Gonalons, il capitano. Chances affidate a Nabil Fekir, Alexandre Lacazette e Corentin Tolisso, gli uomini chiave per il tecnico Bruno Génésio.

Zlatan Ibrahimović Manchester United-Anderlecht

CELTA VIGO – MANCHESTER UNITED

Andata giovedì 4 maggio ore 21.05, ritorno giovedì 11 maggio ore 21.05

Per il Celta Vigo comunque vada sarà una festa, ma arrivati a questo punto è difficile non coltivare sogni di gloria. I galiziani nella loro storia non avevano mai superato i quarti di finale di una competizione europea, subendo tre eliminazioni consecutive in Coppa UEFA fra il 1999 e il 2001, perciò il risultato conseguito dagli uomini di Eduardo Berizzo lo scorso 20 aprile facendo fuori il Genk è già un successo. Il Celta ha mollato la Liga e da tempo pensa solo alla campagna europea, in campionato giocano le riserve e i vari Iago Aspas, John Guidetti e Pione Sisto stanno tenendo le energie per essere al 100% contro il Manchester United, con l’obiettivo di ribaltare le gerarchie. Nessuno pensava di arrivare fino in fondo, sarebbe un peccato fermarsi.

I Red Devils sono favoriti dall’inizio della manifestazione ma arrivano al momento decisivo dell’anno a pezzi. Gli infortuni hanno devastato la rosa di José Mourinho, il ritorno dei quarti con l’Anderlecht ha sì portato la qualificazione ai supplementari ma anche chiuso la stagione del leader Zlatan Ibrahimović e di Marcos Rojo, entrambi per rottura dei legamenti del ginocchio. I due si vanno a sommare a una lunga lista di indisponibili e il portoghese si ritrova con poche scelte giocando da mesi ogni tre giorni, tanto da aver minacciato di schierare l’Under-18 in Premier League. Inglesi imbattuti da undici partite, ma molti sono stati pareggi. Il quarto posto è difficile, perciò tornare in Champions League vincendo il 24 a Stoccolma servirebbe eccome.

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Manolas Bernardeschi Roma-Fiorentina

Metà del plotone italiano che ha iniziato la fase a gironi di Europa League si è subito fermato, complici le precoci eliminazioni di Inter e Sassuolo, ma adesso Fiorentina e Roma iniziano la (non semplice) rincorsa alla finale di Solna. Il sorteggio dei sedicesimi dello scorso 12 dicembre non è stato benevolo con le due squadre di Serie A ancora in corsa, perché sono state accoppiate rispettivamente contro Borussia Mönchengladbach e Villarreal, due avversari non facilissimi che daranno filo da torcere nonostante i momenti di forma siano opposti, perché da dicembre a oggi molte cose sono cambiate in entrambi i club.

Borussia Mönchengladbach

L’ESONERO CHE FUNZIONA

Spesso in Bundesliga accade che alcune squadre abbiano un campionato a due velocità, una prima parte molto negativa e una seconda molto positiva o viceversa, anche per via della lunga pausa invernale. Questo sta accadendo al Borussia Mönchengladbach, ma una spiegazione reale c’è: il 21 dicembre, dopo la sconfitta per 1-2 contro il Wolfsburg, il tecnico André Schubert è stato esonerato e il suo posto l’ha preso Dieter Hecking, con cui i Fohlen hanno cambiato marcia. Nel 2017 sono imbattuti, un pareggio e quattro vittorie di cui tre in trasferta, con la porta inviolata in quattro gare su cinque e una rimonta da 2-0 a 2-3 contro il Bayer Leverkusen.

La Fiorentina dovrà quindi stare attenta, perché i tedeschi sono in grande ripresa e hanno anche recuperato giocatori non al meglio nella prima parte di stagione, da Thorgan Hazard (due gol nell’ultima settimana dopo essere stato a secco cinque mesi) a Raffael, passando per Lars Stindl (il più continuo) e il difensore centrale Andreas Christensen. Il Borussia proviene dalla Champions, dov’è uscito in un girone con Barcellona e Manchester City giocandosela a tratti alla pari, specialmente in casa dove rende al meglio.

Roberto Soriano Villarreal-Málaga

SUBMARINO AMARILLO IN DIFFICOLTÀ

Il 2017 del Villarreal è fin qui molto negativo e la Roma farebbe bene a sfruttare il periodo di appannamento per superare un ostacolo comunque non semplice. Gli spagnoli avevano iniziato molto bene la stagione, incluso l’1-1 al Real Madrid capolista in Liga, ma nel nuovo anno la squadra di Fran Escribá ha vinto solamente una delle otto sfide ufficiali, 2-0 al Granada penultimo. Pato, partito in direzione Cina, è stato sostituito dal rientrante Adrián López che però non ha ancora segnato: il peso dell’attacco è quasi tutto quindi sulle spalle di Nicola Sansone (otto gol stagionali fra cui uno dei due che hanno permesso la qualificazione ai sedicesimi col 2-1 all’ultimo turno sulla Steaua Bucarest) e del capitano Bruno Soriano, che gestisce il centrocampo assieme all’omonimo Roberto (uno dei tre italiani, il terzo è Daniele Bonera).

Il punto di forza del Submarino Amarillo è il pacchetto arretrato, la difesa è la meno battuta della Liga e Mateo Musacchio si è ripreso alla grande dopo un grave infortunio capitato l’anno scorso; la Roma di solito crea tanto durante le sue partite ma dovrà esser brava a concretizzare perché potrebbe avere meno occasioni del solito per far gol.

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L’eliminazione dolorosa della Roma dai play-off di Champions League ha aumentato il contingente italiano in Europa League a quattro squadre, rendendo la Serie A il torneo più rappresentato assieme alla Jupiler Pro League belga. Dopo tre anni di dominio Siviglia la coppa riparte senza gli andalusi (sempre che non riscendano a dicembre dalla Champions League) e con un nome su tutti, quello del Manchester United di José Mourinho, Zlatan Ibrahimović e Paul Pogba, ma subito dopo i Red Devils, almeno per i gironi, come ordine di grandezza si piazzano almeno tre italiane su quattro, che se la vedranno con i vari Ajax, Fenerbahçe, Feyenoord, Schalke 04, Shakhtar Donetsk, Villarreal e Zenit. In Europa League a settembre è sempre difficile dare delle valutazioni, perché poi i giudizi vengono stravolti a inizio seconda fase con otto squadre in più, ma il primo obiettivo è portare tutte e quattro ai sedicesimi.

Roma-Udinese 4-0

GRUPPO E – ROMA

Sorteggio abbastanza fortunato per la Roma, che non sembra avere avversarie di livello nel girone pur essendo partita dalla seconda fascia. L’urna di Nyon è stata benevola nei confronti di Luciano Spalletti, che dovrà cercare di fare tanti punti subito per poi dar spazio alle seconde linee, già sicuro della qualificazione. Il Viktoria Plzeň, altra retrocessa dalla Champions, gioca da anni alla stessa maniera ma non è certo all’altezza dei giallorossi, mentre fanno ancora meno paura l’Austria Vienna, che ai play-off ha fatto fuori il Rosenborg, e il modesto Astra Giurgiu, formazione rumena nella quale il centravanti è una vecchia conoscenza della Serie A, l’ex Inter e Bologna Denis Alibec. Il primo posto non può e non deve sfuggire alla Roma.

Sassuolo-Stella Rossa 3-0.

GRUPPO F – SASSUOLO

Delle debuttanti assolute il Sassuolo è quella che ha più possibilità di passare il turno, anche per l’ottimo lavoro svolto da Eusebio Di Francesco. I neroverdi sono partiti dal terzo turno e dopo aver superato Lucerna e Stella Rossa si ritrovano in un girone non certo impossibile, dove l’unico grande ostacolo è rappresentato dall’Athletic Club, i baschi di Ernesto Valverde e dell’eterno Aritz Aduriz che si candidano a protagonisti del torneo. Nella gara del San Mamés gli emiliani proveranno a ripetere l’impresa di due anni fa del Torino, che vinse 2-3 e si qualificò, ma la vera sfida sarà con i belgi del Genk, molto temibili soprattutto in trasferta, e il Rapid Vienna, nobile decaduta ma da non sottovalutare almeno nella fase a gironi. Andare avanti si può.

Fiorentina-Chievo 1-0.

GRUPPO J – FIORENTINA

I rimpianti per la semifinale di due anni fa sono alle spalle, la Fiorentina deve pensare in grande e ora ha una profondità di rosa che permetterà a Paulo Sousa di gestire gli uomini per affrontare tre competizioni. I viola sono i favoriti del gruppo e come nel 2014-2015 ritrovano il PAOK, all’epoca battuto 1-0 a Salonicco, con 1-1 al Franchi. I greci sono la seconda forza del girone e sperano nei gol del centravanti Stefanos Athanasiadis; dopo di loro c’è lo Slovan Liberec ma già staccato rispetto alle altre due, perché i cechi non hanno grossi elementi di spicco a parte il redivivo Milan Baroš, ormai a fine carriera e da tempo non più un cecchino. Outsider totale il Qarabağ, club di una città fantasma dell’Azerbaigian (Ağdam) che due anni fa sfidò l’Inter.

Pescara-Inter 1-2.

GRUPPO K – INTER

L’Inter può definirsi la più sfortunata delle quattro italiane, perché il girone dei nerazzurri è il più complicato. A Frank de Boer, chiamato a riscattare alcune eliminazioni cocenti subite quando guidava l’Ajax, toccano due squadre impegnative e una trasferta lunga contro gli sconosciuti israeliani dell’Hapoel Be’er Sheva, capaci ai preliminari di Champions di eliminare l’Olympiakos e sfiorare l’impresa col Celtic. Da non sottovalutare lo Sparta Praga, che a marzo eliminò la Lazio dilagando all’Olimpico, ma il vero grande ostacolo per Mauro Icardi e compagni è il Southampton, rinnovato dopo il sesto posto della scorsa Premier League con le partenze di Koeman, Mané e Pellè, ma sempre dotato di giocatori di valore come José Fonte e Dušan Tadić.