Tags Posts tagged with "Andrea Belotti"

Andrea Belotti

0 713

Il mito è lì, a portata di mano. E si chiama Valentino Mazzola. Al ‘Gallo’ Belotti sarà sufficiente cantare ancora quattro volte, nelle sei giornate che rimangono alla fine del campionato, per raggiungere il capitano del Grande Torino con 29 reti segnate in un campionato. Entrando così definitivamente nella storia granata.

Sei giornate per prenderlo o magari superarlo. I compagni hanno già detto che giocheranno per lui: per farlo diventare capocannoniere, certo, ma anche e soprattutto per diventare il miglior bomber di sempre del Toro in una singola stagione. In 29 partite – tre le ha saltate per infortunio e squalifica – Andrea Belotti ha segnato 25 gol. Non è riuscito a guidare la squadra all’obiettivo Europa League, ora sarà la squadra a giocare per lui e per raggiungere l’obiettivo prestigioso.

Se per il trono dei bomber, ci sono Dzeko e Higuain da tenere a bada, per essere alla pari con Mazzola dipende tutto ed esclusivamente da Belotti. Valentino riuscì a segnare 29 reti in una singola stagione nel 1946/47, in piena epopea granata, in un club fortissimo. Il nostro, se ci riuscirà, lo avrà fatto in un Toro decisamente più modesto di quello che, al Filadelfia, rifilava goleade un po’ a tutti. E dire che il Gallo ha pure fallito tre calci di rigore quest’anno, contro Milan, Bologna e Fiorentina, altrimenti Mazzola sarebbe a un passo soltanto.

I numeri, in ogni caso, sono dalla sua parte. E allora si capisce anche perché Cairo abbia deciso di blindare il suo bomber con una clausola di 100 milioni. Vale oro Belotti. E dall’estero hanno fatto già sondaggi. Pare che il Chelsea di Antonio Conte abbia fatto pervenire una proposta da 60 milioni che, con i bonus, diventerebbe di 80 milioni. In Premier League stravedono per l’attaccante del Toro pure Arsenal e Manchester United, ma attenzione all’Inter che, nell’ipotesi di perdere Mauro Icardi, avrebbe intenzione di bussare alla porta granata. Certo, il ‘Gallo’ da bambino era tifoso del Milan, dunque la maglia nerazzurra la vede un po’ come quella bianconera della Juventus. Ma chissà, le vie del mercato sono infinite.

Una formazione del Grande Torino

Ai tifosi del Toro, al momento, interessa festeggiare un record. Che comparirebbe per sempre negli almanacchi di ogni buon fan granata. Con la faccia di Andrea Belotti al posto di quella di Valentino Mazzola. Il che non offuscherebbe affatto il mito del capitano dei cinque scudetti consecutivi. Ma rinfrescherebbe un po’ le pagine ingiallite delle imprese del Torino.

Il calendario può dare una mano all’attaccante della Nazionale italiana. A parte il Napoli e la Juventus, le altre sfide sono piuttosto agevoli, l’ideale per segnare. Pardon, per far segnare il ‘Gallo’. Dicevamo dei numeri che sono dalla parte di questo 23enne, che un paio di anni fa pareva un po’ sgraziato, di sicuro non in grado di diventare l’uomo su cui pure Gian Piero Ventura si affida per i Mondiali del 2018. Belotti, in ogni partita, tira in porta 3,5 volte e segna praticamente una rete a match, con una media dello 0,9. Il suo non è però solo il lavoro dell’attaccante, che se ne sta fisso in area ad aspettar palloni da sbattere in porta; assolutamente! Il Gallo lotta, pressa, si sbatte per il campo. Come un attaccante moderno deve fare.

Andrea Belotti Italia

Se poi credete alle coincidenze o alle stelle, per lo zodiaco cinese il 2017 è proprio l’anno del Gallo. Non solo delle acquisizioni di club milanesi. Che sia dunque un anno di grazia per il ‘Gallo’ granata? Sta di fatto che di testa o con entrambi i piedi, Andrea Belotti è letale. Immarcabile quando ha la palla tra i piedi, vede la porta benissimo. Negli ultimi 25 anni di serie A, prima del torinista, solo in quattro attaccanti italiani hanno raggiunto i 25 gol in un singolo campionato: Luca Toni, Francesco Totti, Beppe Signori e Antonio Di Natale. E scusate se è poco.

Insomma, guardarsi da Dzeko e Higuain per il trono di bomber dell’anno. E sarebbe l’undicesima volta che un giocatore del Torino diventerebbe capocannoniere in serie A. Prima di lui, l’onore è toccato a Schonfeld (1923/24), Libonatti (1927/28), Rossetti (1928/29), Gabetto (1945/46), Mazzola (1946/47), Pulici tre volte (72/73, 74/75 e 75/76), Graziani (76/77), Immobile (2013/2014). Ma puntare a Valentino, anche per ricordare chi ha scritto la gloriosa storia granata. Proprio nell’anno in cui il Filadelfia sta per tornare agibile (cerimonia d’inaugurazione il 25 maggio). Altra coincidenza, forse, di un destino che con il Toro spesso è stato cinico e baro.

Uomo dei record, dunque, Belotti è l’unico under 24 – a parte Shevchenko – ad aver segnato più di 20 gol in serie A. Nel solo 2017, ha messo la firma su 13 segnature. Ma il record più grande è lì, a quattro gradini di distanza. Se poi dovesse arrivare, vedi caso, nel derby contro la Juventus, la festa granata sarebbe davvero completa. In fondo, in una stagione di coincidenze, questa sarebbe la prova provata che lassù qualcuno è tornato ad amare il Toro dopo tante vicissitudini.

0 764

Come Higuain, meglio di Higuain. Più semplicemente: 100 milioni di buone ragioni per puntare sul Gallo. Esagerato? Al momento probabilmente sì, ma in prospettiva Andrea Belotti è quanto di meglio potesse capitare al calcio italiano, da tempo alla disperata ricerca di un bomber e trascinatore vero. E questa volta non esageriamo. La storia azzurra, recente e più antica, insegna. Un’intera costellazione di uomini d’area, forti e accentratori, i cui gol hanno spesso portato a vittorie e cavalcate entusiasmanti, è lì a dimostrarlo. E non sarà un caso che la Nazionale “brutta”, sporca e cattiva di Antonio Conte si sia dovuta arrendere ai Quarti degli ultimi Europei. Se metti Pellè (ora in Cina), Eder (panchinaro dell’Inter) e Zaza (ex riserva della Juve ora disperso nelle nebbie inglesi della Premier League), dove un tempo c’erano i Rossi, i Vieri e i Toni (per tacere dei Baggio, Del Piero e Totti) qualcosa dovrai pur pagarla prima o poi.

Ora però la musica comincia a cambiare e lo fa all’insegna del granata. Quello del ct Giampiero Ventura, approdato in azzurro dopo l’esaltante esperienza al Toro, quello di Ciro Immobile, ora alla Lazio, ma lanciato proprio da mister Libidine alla corte di Cairo e infine quello attualissimo del Gallo che ha già lasciato il segno in poche apparizioni. Cinque per la precisione, tre da titolare, e tre gol decisivi sulla strada impervia che conduce ai prossimi Mondiali. E se non sono questi i segnali di un predestinato, proviamo a cercarne insieme ancora qualcuno. Per convincervi.

belotti-italia

La storia di Andrea comincia nella bergamasca, ma è una storia che procede con il “Fast-Wind” inserito. I primi passi nell’AlbinoLeffe vicino casa, subito 8 presenze in B e due gol da appena maggiorenne (stagione 2011/2012), quindi l’esperienza da “grande” in LegaPro e i 12 centri sempre in maglia Albino. È qui che lo nota Zamparini e lo porta a Palermo, dove divide metri quadri di campo, gol e responsabilità, con un certo Paulo Dybala per aiutare i rosanero a ritornare grande in A. Risultato: 10 gol e l’immediato riscatto dell’altra metà del suo cartellino da parte dei siciliani (per un totale di 7 milioni). La stagione successiva comincia così il noviziato nella massima serie. Un’avventura che non manca di portare soddisfazioni a livello di squadra (la striscia di sette risultati utili eguagliata, per esempio) ma anche personali. L’attaccante viene impiegato in tutte le partite, perlopiù a gara in corso, e non manca di lasciare il segno: 6 gol a 20 anni, senza contare quelli con l’azzurro della Nazionale Under21.

andrea-belotti-albinoleffe

In estate è il Toro a bussare alla porta di Zamparini. Cairo e Petrachi investono subito 7,5 milioni per assicurarselo affidandolo alle sapienti cure di Ventura. L’inizio è a rilento. Il tecnico gli insegna i movimenti e come stare in campo integrandosi con i compagni e tenendo a freno quella voglia di inseguire chiunque fino alla propria area di rigore. Il girone d’andata è un lungo apprendistato: Belotti segna solo un gol alla 14ª giornata, poi più nulla, fino alla prima del ritorno quando si sblocca nel 4-2 al Frosinone e non si ferma più. A fine stagione saranno 12 in 35 presenze, di cui 10 nelle ultime 19. Meglio di lui, in quel lasso di tempo, solo Higuain. E rieccoci.

La scorsa estate proprio l’argentino raggiunge il Gallo sotto la Mole, due uomini gol annunciati nella copertina del derby. Gonzalo approda in bianconero – dicono – con un po’ di pancia e forse in ritardo di condizione; Andrea ha ancora il piede “caldo”, come se la stagione precedente non fosse mai finita. Subito due gol al Milan, poi una tripletta al Bologna e anche il corollario di due errori dal dischetto. Si infortuna sul più bello, poi rientra e il gol è sempre lì ad attenderlo. 10 prima del derby in 13 partite (addirittura meglio dell’anno prima), quindi l’attesa sfida col bianconero, prima della quale arriva l’annuncio che tutti i tifosi stavano aspettando: prolungamento del contratto fino al 2021 con clausola rescissoria da 100 milioni di euro valida solo per il mercato estero. Più di Higuain. Appunto.

belotti-higuain

Ed è proprio il Gallo a sbloccare il derby. Nonostante l’attenzione chirurgica riservatagli da Chiellini e Rugani, prima tiene in scacco la difesa campione d’Italia, poi brucia l’avversario diretto sullo scatto e insacca alle spalle di Buffon incornando un cross di Zappacosta. Il resto del racconto parla di un campione più esperto – Higuain, ancora lui – che, dopo non aver toccato palla per buona parte di match (alla fine saranno solo 29 i tocchi), ne insacca due e risolve la gara in favore degli juventini. Ma questo finale sarà riscritto prima o poi. Del resto il futuro è dalla parte del Gallo. Un futuro a cresta alta.

0 691
Andrea Belotti, attaccante del Torino.

L’Italia eccitante di Giampiero Ventura parte da una merce che, ultimamente, scarseggiava nel nostro Paese: i bomber di professione. Quasi un messaggio per il nuovo commissario tecnico arriva da chi è stato convocato, ma anche da chi è rimasto a casa. “Per essere eccitanti, bisogna segnare tanti gol”. E così, la patria delle difese d’acciaio, si riscopre terra dei cecchini: da Belotti a Pavoletti. Il numero 9, insomma, non è passato di moda. Anzi, torna prepotentemente all’…attacco.

header_ventura

LA FRANCIA PER DIVERTIRE, ISRAELE PER CONVINCERE

E allora via all’amichevole di lusso contro la Francia, nella ‘Bari’ di Ventura. Un test molto impegnativo stasera, dove gli Azzurri cercheranno di affinare l’intesa in vista del primo appuntamento da tre punti per Russia 2018 in quel di Israele. Dove non si potrà sbagliare e serviranno il ‘Gallo’ Belotti e Pavoletti, oggetto del desiderio di molte squadre, per iniziare con il piede giusto. Entrambi sono ovviamente tra i convocati del ct; il primo, fino a pochi mesi fa, era allenato da Ventura, ma in questo inizio di stagione pare essere definitivamente sbocciato con Sinisa Mihajlovic: un gol (e un rigore sbagliato) a San Siro contro il Milan, una tripletta (e un altro tiro dal dischetto non trasformato) nel festival granata contro il Bologna.

Il primato nella classifica marcatori è suo. L’avVentura non poteva iniziare meglio per il bisonte Toro. Che non ha la tecnica di un Eder, ma somiglia a Bobo Vieri per la forza che ci mette e per la grinta con cui attacca l’area di rigore.

Leonardo Pavoletti

MAGIC MOMENT PAVOLETTI

Leonardo Pavoletti si è sbloccato nell’ultima a Pescara contro il Crotone: una doppietta d’autore. Il Napoli, che già era interessato prima di questa performance, era tornato alla carica per portarlo sotto il Vesuvio, ma il presidente Preziosi ha detto no: “Senza di lui, retrocediamo”. Al momento, il Genoa è al comando della classifica perché aveva vinto in rimonta pure la prima (senza l’apporto tra i marcatori di Pavo).

Come per Belotti, Ventura spera di sfruttare il piedino caldo di Pavoletti per le prime due partite dell’Italia. Ma i due possono coesistere? Considerato il modulo venturiano, è più facile che si affianchino giocatori veloci a uno dei due centravanti. ‘Pavoloso’ viene paragonato a Lucarelli, più per i comuni natali livornesi che per il modo di giocare.

Graziano Pellè, gol alla Spagna

QUELLI CHE …ALL’EUROPEO

Tra gli attaccanti convocati da Ventura ci sono i reduci dall’Europeo di Antonio Conte: Eder e Graziano Pellè. Il primo non ha iniziato nel migliore dei modi la stagione con l’Inter. Il secondo è emigrato in Cina a caccia di soldi più che di consensi. Che sia il conto salato da pagare per l’errore dal dischetto contro la Germania agli Europei?

All’ultima rassegna continentale era stata coppia affiatata, da applausi. Ma forse adesso nelle gerarchie di Ventura vengono entrambi ‘dopo’.

IMMOBILE E GABBIADINI

Così come Ciro Immobile, un altro che il tecnico conosce benissimo, che alla Lazio tenta di tornare quello dell’anno da capocannoniere (quando in panchina, al Torino, c’era proprio ‘papà’ Ventura). Di sicuro, il ct sa come sfruttarne le doti (e in due turni è già arrivata la prima marcatura, a Bergamo). Manolo Gabbiadini è stato vicino pure lui a trasferirsi in Premier League, ma alla fine pare è rimasto in Italia. A Napoli rischia di nuovo di non avere molto spazio per l’arrivo di Milik: dovrà giocarsi le sue carte come meglio gli riesce, ossia segnando. Pur non essendo un bomber con la B maiuscola, è l’uomo che può trasformare in oro palloni sporchi, così come colpire su punizione.

destro

QUELLI CHE SONO RIMASTI A CASA

Ventura lo ha citato in conferenza stampa: Berardi non è l’ideale per il mio modulo”. Però, pur essendo rimasto a casa (tra l’altro sarebbe stato fuori per infortunio), l’attaccante del Sassuolo pare maturato. Era già quasi implacabile, ora segna più di una rete a partita. Se continuerà così, sarà difficile tenerlo ancora fuori. E se il modulo venisse costruito proprio intorno a lui? Non sarà Baggio o Totti, almeno per ora, e forse non sarebbe giusto costruirgli una Nazionale intorno, ma il tempo potrebbe obbligare Ventura a portarlo in gruppo. Definitivamente.

Una citazione merita anche Mattia Destro, che a Bologna pare aver trovato la sua dimensione. Finora la Nazionale l’ha solo assaggiata, puntualmente abbandonata quando si è trattato di fare scelte decisive per le competizioni che contano. Con i rossoblù, in questa stagione, ha già messo il sigillo una volta. L’anno passato, tra Milan e Bologna, furono 11 le segnature stagionali.

È stato lasciato a casa anche Lorenzo Insigne, in questo caso per un inizio d’anno non particolarmente brillante. Come salta l’uomo il napoletano, però, ce ne sono pochi e tornerà utile a Ventura, su questo c’è da scommettere. Problemi di abbondanza? Sì, forse. Perché c’è un certo Marco Borriello, che non segna più solo alle ex squadre (e comunque basterebbe per andare in doppia cifra), che magari non verrà mai preso in considerazione, ma nel saldo occasioni/gol lui è tra i migliori. E il Cagliari sta già ricevendo per quanto investito su di lui.

Abbiamo lasciato per ultimo Simone Zaza. La Juve lo ha sacrificato sull’altare Higuain e lui è sbarcato in Premier League, accolto al West Ham come sicuro protagonista. Il ct azzurro lo dovrà seguire molto da vicino, perché qui siamo di fronte a un altro attaccante di razza. Ha avuto poco spazio agli ultimi Europei, stessa cosa in bianconero. Da titolare deve dimostrare di ‘pesare’ come da subentrante. Se ci riuscirà, avrà fatto la definitiva maturazione per tornare nel radar azzurro.

lapadula

IL FUTURO È LORO

Ci sono, infine, quei bomber che potrebbero presto entrare tra i convocati, anche se come abbiamo visto la concorrenza è spietata in questo settore. Un nome su tutti: Sau. La piccola punta sarda ha fatto male alla Roma nell’ultimo turno. Un giocatore così manca in un periodo storico in cui vanno fortissimo i centravanti di stazza. Con il Cagliari, dovrà dimostrare soprattutto costanza. Sempre in Sardegna c’è Giannetti, un altro che spinge per trovare spazio (ma con Borriello e Sau davanti sarà dura). Uno che ha fatto tanta gavetta.

Il Chievo lancia invece Inglese, altro giocatore molto utile. Probabilmente non uno da 15–20 gol a stagione, ma che ha la carta d’identità dalla sua parte (in fondo, ha ‘solo’ 25 anni). Come non citare poi Pucciarelli, dell’Empoli e, ultimo ma non ultimo, Lapadula: capocannoniere nel torneo cadetto, al Milan cercherà di ritagliarsi spazio per entrare anche nelle grazie di Ventura.