“Cos’è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione” 

Più che una frase, il manifesto della continua ricerca dello scherzo a effetto di un gruppo di amici di Firenze, sempre alla ricerca di modi fantasiosi per sentirsi ancora giovani ed evadere dalla noia del quotidiano. E se i protagonisti di “Amici Miei” fossero stati calciatori? Probabilmente il Perozzi avrebbe usato quella frase per descrivere un colpo di tacco, il gesto che più di tutti esprime la genialità su un campo di calcio.

Fantasia, intuizione, colpo d’occhio, velocità di esecuzione. E anche un pizzico di sana follia. Ne sa qualcosa Olivier Giroud, che proprio nel giorno di Capodanno ha illuminato il prato dell’Emirates un colpo volante da far strabuzzare gli occhi dei tifosi presenti (anche di quelli avversari).

Ma a fine dicembre era stato Henrikh Mkhitaryan a inaugurare la tre giorni del tacco, con un gol molto simile a quello del centravanti dell’Arsenal e su assist di Ibra, uno dei maestri supremi della disciplina del colpo di tacco in ogni sua forma.

Il gol del centravanti francese e quello del fantasista armeno rientrano nel sottogenere chiamato colpo dello scorpione, che probabilmente è il più spettacolare tra i colpi di tacco possibili. Vederne due nel giro di pochi giorni, tra l’altro nello stesso campionato, non rientra di certo nella normalità calcistica (e chi parla di magia della Premier forse lo fa con cognizione di causa).

Storia breve del colpo di tacco in Italia

Un gesto tanto eccezionale quanto democratico, che allo stesso tempo ha reso immortali campioni che sono entrati nella storia del calcio ed esaltato carneadi che poi sono tornati nell’anonimato, o quasi. Nella storia del colpo di tacco c’è di tutto e di più. In Italia Roberto Bettega ha iniziato il proprio percorso da campione con un magnifico gol di tacco segnato a San Siro, in un Milan-Juventus del 1971, mentre qualche anno dopo Alex Del Piero ha segnato in un derby della Mole con un tacco volante degno della sua classe immensa.

Poi c’è “Valdanito” Crespo, che proprio contro la Juve ha messo a segno uno dei gol di tacco che poi lo hanno reso famoso negli anni successivi.

E dei calciatori di Milan e Inter? Qui si arriva ad anni più recenti. Il protagonista nerazzurro è Rodrigo Palacio, entrato definitivamente nel cuore dei tifosi con il tacco che ha deciso un derby del 2014. Tra i rossoneri come non citare Gianluca Lapadula, che ha segnato il suo primo gol in Serie A con un colpo di tacco alla Favorita di Palermo qualche mese fa.

Non solo nomi prestigiosi, dicevamo. Due dei gol più belli segnati di tacco nel nostro campionato portano la firma di due calciatori che di certo non fanno parte della nobiltà calcistica. Parliamo di Beppe Biava, ex difensore del Palermo, e di Daniele Paponi, attaccante che ha militato tra le fila del Parma qualche anno fa e che oggi gioca in Serie B, nel Latina.

Ma la palma del gol di tacco più bello della storia del calcio italiano spetta senza dubbio a Roberto Mancini, che prima delle vicissitudini da allenatore è stato un genio assoluto del calcio. Segnare con un tacco volante da posizione defilata, quando il portiere si chiama Gigi Buffon, è un’impresa degna di rimanere impressa nella storia del calcio nostrano.

 

Tacchi internazionali

C’è stato un anno in cui un colpo di tacco ha deciso addirittura una finale di Champions. Era il 1987, e Rabah Madjer, talento algerino del Porto, portava in cielo la squadra lusitana col un gol rimasto negli annali. Sembrava dovesse sbarcare all’Inter dopo quella stagione, ma poi un problema fisico riscontrato durante le visite mediche gli ha impedito di regalare altre magie come quella anche in Serie A.

Molto meno famoso è Chares Coridon, che proprio contro il Porto qualche anno fa ha stupito l’Europa con un colpo dello scorpione degno dei più belli visti finora, ma che poi è praticamente scomparso dai radar del grande calcio.

E Ibra? Beh, lui non può proprio mancare. Qualche gol di tacco lo ha segnato anche in Serie A, ma il più bello rimane quello realizzato al Bastia con la maglia del Psg nel 2013. Da applausi a scena aperta.

Tornando alla Premier, quando nel Newcastle giocava Laurent Robert potevano succedere cose del genere.

C’è qualcosa di più straordinario di un gol segnato al volo di tacco? Si, un gol a volo di tacco di un portiere. Se pensate che non sia possibile guardate il gol di Hanssen del Den Haag, che è valso il pareggio contro il Psv. La squadra più sfigata degli ultimi anni in Olanda per una volta ha esultato per un risultato calcistico, grazie alla lucida follia del proprio portiere goleador.

Se però si dovesse scegliere una prodezza, una sola, che rappresenti al meglio questo gesto tecnico, il nome da fare è uno solo: Renè Higuita. Quella parata di tacco contro l’Inghilterra è più di un tacco, è il simbolo di tutto ciò che rappresenta un colpo di tacco. “El loco”, per sempre nei nostri cuori.

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