Il Milan può finalmente alzare la cresta. E pazienza se a sventolare non è quella che tutti si aspettavano, appartenente a Mario Balotelli: le sliding doors del calciomercato hanno trasportato SuperMario a Nizza, in una staffetta di nazioni e costumi con M’Baye Niang, il “giovane vecchio che avanza”, nonostante 22 anni da compiere a dicembre. Dimenticate le etichette da bad boy, i tuffi da dieci metri in piscina prontamente immortalati su Instagram e le uscite fuori strada al volante: Niang si è rimesso in carreggiata e oggi, con 3 gol segnati, altrettanti assist vincenti per i compagni, il record di tiri a partita per l’attacco rossonero, la solita grande corsa unita a una disciplina tattica mai vista prima si candida a nuovo leader tecnico del baby-diavolo.

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Thank you, Milan

E pensare che appena nove mesi fa, a gennaio, era stato a un passo dal diventare una mega-plusvalenza: il Leicester di Claudio Ranieri era pronto a sborsare 16 milioni e lui avrebbe vinto a maggio una storica Premier League. Niet, il Milan aveva stoppato la trattativa con un  tuffo alla disperata, simile a quello dal balcone che qualche mese prima sembrava aver segnato la parola “fine” sul suo rapporto con il club rossonero. Vincenzo Montella gli ha lanciato un messaggio chiaro in estate: “Hai grandi mezzi, ma vuoi restare un’eterna promessa?” risuonava il dialogo tra l’attaccante francese e l’aeroplanino, uno che di gol se ne intende da una vita. Non più spalla di Bacca nel 4-4-2, ma esterno con licenza di “uccidere” (sportivamente) le difese avversarie con il suo passo rapido e la capacità di spaccare in due una partita nel 4-3-3 completato dal killer instinct di Bacca appunto e dalla qualità di Suso. Con più di 150 presenze tra i “pro”, M’Baye si ritrova veterano in una squadra con tanti ragazzini di talento, capace di stupire e scalare la classifica fino al secondo posto.

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La cura Genoa nel destino

“Non paragonatemi a Balotelli” aveva detto a chiare lettere il giovane francese nel giorno della presentazione a Milanello. Eppure il fisico imponente, l’acconciatura e l’atteggiamento strafottente spingevano in tanti al parallelismo: a consigliarlo al club fu Ariedo Braida, a formarlo sono state…le uscite fuori strada. Ai tempi dell’Under 21 francese, scappò dal ritiro per passare una serata in discoteca, mentre ancora minorenne fu sorpreso e fermato dai vigili senza patente, spacciandosi per il proprio compagno di squadra Bakaye Traorè.

Grandi titoli fuori dal campo, grandi numeri in campo: con Balotelli ed El Shaarawy ha completato un tridente a cresta alta nella seconda parte della stagione 2012/2013 e ha fatto correre ampi brividi tre anni fa ai tifosi del Barcellona al Camp Nou, quando colpì un palo incredibile a qualificazione europea ancora aperta in una notte di Champions.

Il ragazzo cresciuto a Les Mureaux nell’Yvelines, non lontano da Parigi, doveva però ancora maturare: prima è stato necessario tornare in Francia (gennaio 2014) per ritrovare il gol. Nel primo anno e mezzo al Milan, zero gol in Serie A: ma a dargli la scossa sono state le lanterne di Genova grazie all’asse Galliani-Preziosi. Con i Grifoni, dal gennaio al giugno 2015, 5 reti in 14 presenze da centravanti: è Gasperini a compiere il miracolo, esaltando le qualità dell’attaccante nel suo gioco spettacolare. L’autore della stessa cura della quale ha beneficiato nella scorsa stagione Suso: 2/3 di attacco rossonero, affidati all’ex allenatore della Sampdoria, passano dall’altra sponda di Genova. Curiosità del calcio.

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La lezione di Vincenzo

In eredità dai sei mesi di Genova restano i gol e il rinnovo del contratto con il Milan, che lo blinda fino al 30 giugno 2019. La sfortuna, però, presenta il suo conto: ad agosto 2015 durante un’amichevole contro il Bayern Monaco, rimedia una frattura del quinto osso metatarsale del piede destro, che lo costringe a uno stop di tre mesi. Mihajlovic ne intuisce le potenzialità, ma è lo stesso giocatore a non crederci troppo: tutto si ferma ancora con un incidente d’auto a febbraio, in cui si infortuna gravemente alla caviglia e chiude così la stagione (e le ambizioni europee del Milan) in anticipo.

Estate 2016, si volta pagina: arriva Montella che se lo coccola dalle prime corse a suon di bastone e carota (“Le bravate di alcuni fanno più rumore di quelle di altri giocatori. Niang è giovanissimo e può migliorare in tutto. Sta lavorando per diventare un campione. Dal punto di vista tecnico, deve fare più gol”). A coccolarlo, fuori dal campo, ci pensa invece Emilie Fiorelli, vincitrice di Secret Story in Francia e oggi inviata-cronista per lo stesso reality: i due stanno insieme da sei mesi. “La mia storia più lunga” ha spiegato M’Baye.  Da bad boy a leader di una squadra che sabato sera a “San Siro” sarà chiamata ad accorciare le distanze in classifica dalla Juventus: Milan, ti è bastato aspettarlo.

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