Non nascondiamoci dietro un dito: raramente come in questa edizione, l’Italia arriva agli Europei con le credenziali dell’outsider. I lampi di classe e qualità della mediana azzurra sono scesi dall’aereo diretto in Francia con i ko di Marchisio e Verratti, i nomi che popolano l’attacco addensano l’area di gladiatori coraggiosi, ma privi dell’autorità degli altri bomber europei, e le poche certezze si poggiano sul blocco Juventus che difenderà porta e difesa. Se aggiungiamo a questi dati un altro “dettaglio”, ovvero un Ct che comunque vada al termine della competizione guiderà altri Blues, quelli del Chelsea, allora è difficile essere ottimisti, anche per una nazione e una nazionale che si esalta principalmente nelle difficoltà.

Italia, il blocco Juve per la difesa
Blocco Juve per la difesa

La cabala, allora, forse diventa il miglior alleato di Buffon e compagni: come già accaduto prima dei successi mondiali del 1982 e del 2006, anche quest’anno l’Italia del calcio ha avuto il suo scandalo, sebbene in toni ridotti. I fari della Procura Federale su partite degli scorsi campionati di serie B, il nome di un difensore nel giro azzurro-Armando Izzo-che rimbalza sui giornali mentre il calciatore è in stage con la nazionale a Coverciano, quasi ci ricordano che sta per arrivare l’estate, come la prima tintarella e il primo mojito. Altro capitolo sempreverde è l’esaltazione nazional-popolare dell’”escluso” di turno:  questa volta il ruolo di “core grato” per la convocazione ma deluso dall’esclusione dai 30 è toccato a Leonardo Pavoletti, attaccante del Genoa al quale non sono bastate 14 reti in 24 partite per sognare il ruolo di carneade da mille e una notte, sull’eco di Pablito Rossi e Totò Schillaci.

Italia, allenamento
Un allenamento dell’Italia

Un commissario tecnico con la valigia in mano, quasi un inedito in casa azzurra. Eppure molte speranze poggiano proprio sulla sua capacità di spremere il meglio anche da raccolti non eccellenti. Antonio Conte, non lo scopriamo oggi, mette il gruppo al centro del suo mondo: i gregari, seppur non fossero nomi di primo piano, sono stati fondamentali nel triennio bianconero. Pepe, Padoin e Giaccherini sono stati i “soldati” per i quali l’allenatore salentino si è speso alla pari dei Vidal o Pirlo di turno. Patti chiari sin dal settembre 2014, esordio in azzurro a Bari contro l’Olanda: il 3-5-2 è stato il tema prediletto, il 3-4-3 la variazione imposta più dalla latenza di qualità nel cuore del campo che dalla convinzione nella svolta, la ricerca di una fisionomia tattica che cerchi profondità e intensità la stella polare di un progetto tattico con tanti manovali e pochi architetti. Il “capomastro” Pirlo, poi, dipinge ancora calcio, ma negli States, così le stelle son rimaste a guardare e il biglietto per il volo intercontinentale che l’ex Milan e Juventus ancora sognava in maggio è rimasto nel cassetto. “Niente primedonne” avverte il simbolico cartello affisso all’ingresso degli spogliatoi: Mario Balotelli ha letto e accolto di buon grado.

Italia, Gigi Buffon
Gigi Buffon, capitano azzurro

Il listone dei 30 preconvocati, tra i quali Conte ha dovuto operare 7 “tagli”, era variegato: si va da “peones” di ritorno dal Regno Unito come Ogbonna e Pellè, a rischi calcolati dopo i recenti guai fisici che rispondono ai nomi di Montolivo, Thiago Motta e Immobile, passando per comparse destinate a un immediato rientro in Italia come Rugani, Astori, Benassi, Jorginho e Zappacosta, fino a punti interrogativi dal punto di vista tattico seppur dotati tecnicamente (vedi alle voci Bonaventura, Bernardeschi e Insigne). Giocassimo a Monopoli (non il centro in provincia di Bari, ma il celebre gioco da tavolo creato da Elizabeth Magie all’inizio del XX secolo), il Ct non avrebbe che l’imbarazzo della scelta alla voce “imprevisti”.

Il Parco della Vittoria azzurra, invece regge sulla BBC juventina e sulle spalle larghe di Gigi Buffon, con Florenzi, Candreva e Darmian unici altri candidati a un destino da titolare. Per qualcuno potrebbe essere l’ultimo atto per arrivare in fondo a un grande appuntamento con la propria nazionale. Basterà? L’amichevole contro la Fiorentina Primavera, vinta per 6-0, ha rischiato concretamente di risultare un Pontedera bis, con riferimento al test perso dall’Italia di Sacchi alla vigilia di Usa ’94. Ma per un popolo di santi, navigatori e scaramantici, non sarebbe stato un dramma.

Una formazione dell’Italia

Scozia e Finlandia sono le cartine da tornasole prima dell’esordio ufficiale del 13 giugno contro il Belgio: le scelte per Conte sono già prese, o quasi (“Ho in mente 24/25 nomi, devo solo sciogliere due ballottaggi” ha ripetuto). E allora, mentre Bernardeschi scala posizioni, il grigio Eder milanese rischia di rimpiangere la naturalizzazione. Con il ko di Montolivo e il recupero di Thiago Motta, la corsa a eliminazione, scritto del poker di “esclusi”, ha coinvolto cinque nomi: Bonaventura, Jorginho, Sturaro, De Rossi e appunto Eder, in ordine graduale di saluti alle porte, con i primi due sacrificati all’altare dell’intensità. Sono invece salite le quotazioni di Bernardeschi e Insigne, freschezza e tecnica al servizio di gambe fresche. A marzo contro la Spagna fu spettacolo, qualche giorno dopo in Germania…fu cabaret, per gli altri. La tradizione nella competizione continentale non è brillante (una vittoria, nel 1968, con i secondi posti del 2000 e del 2012 a completare i podi) e l’atmosfera del Paese verso la nazionale è quella che si ha per il giubbotto di pelle che abbiamo nel nostro armadio: lo indossiamo raramente, ma se inizia a piacerci non lo togliamo più di dosso. Perché la pelle, alla fine, non passa mai di moda. Come l’azzurro, soprattutto d’estate.

 

Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Federico Marchetti (Lazio), Salvatore Sirigu (Paris Saint Germain).

Difensori: Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Angelo Obinze Ogbonna (West Ham),  Matteo Darmian (Manchester United), Mattia De Sciglio (Milan);

Centrocampisti:  Daniele De Rossi (Roma), Alessandro Florenzi (Roma), Emanuele Giaccherini (Bologna), Thiago Motta (Paris Saint Germain), Marco Parolo (Lazio), Stefano Sturaro (Juventus), Federico Bernardeschi (Fiorentina), Antonio Candreva (Lazio), Stephan El Shaarawy (Roma);

Attaccanti: Eder (Inter), Ciro Immobile (Torino), Lorenzo Insigne (Napoli), Graziano Pellè (Southampton), Simone Zaza (Juventus).

Riserve: Zappacosta (Torino), Rugani (Juventus), Benassi (Torino)

 

Calendario dell’Italia ad Euro 2016

1^ giornata
Belgio – Italia (lunedì 13 giugno, 21.00) Lione

2^ giornata
Italia – Svezia (venerdì 17 giugno, 15.00) Tolosa

3^ giornata
Italia – Repubblica d’Irlanda (mercoledì 22 giugno, 21.00) Lille

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