Per la squadra della città delle streghe, i cui calciatori sono soprannominati di conseguenza gli “Stregoni“, essere vittima di una maledizione è davvero il colmo. Eppure il Benevento, fino allo scorso anno, sembrava condannato a non vincere mai i playoff, anche se ci arrivava quasi ogni anno con i favori del pronostico. Investimenti di una proprietà a cui non mancavano di certo i fondi, il calore di un pubblico appassionato, giocatori top di categoria, ma al momento di salire l’ultimo scalino c’era sempre qualcosa che non andava.

Dal 1991 il bilancio giallorosso nei playoff recitava ben 12 sconfitte su 14 partecipazioni: quattro finali perse (Turris, Potenza e due volte Crotone) e sei semifinali da dimenticare in Serie C, l’ultima delle quali con il Como aveva portato alle dimissioni del Presidente Oreste Vigorito.  Troppe delusioni, unite poi alla morte del fratello Ciro (che tra i due è quello che più si interessava di calcio) avevano portato all’addio della proprietà, ma proprio quando nessuno avrebbe scommesso più sugli Stregoni qualcosa è cambiato.

Sulla panchina arriva Auteri, mago delle promozioni (nel 2011 aveva trascinato la sorprendente Nocerina, altra gloriosa squadra campana, al salto di categoria, dopo un campionato dominato il Lega Pro), e il Male-ventum diventa Bene-ventum: niente playoff, promozione in B diretta dopo una vittoria schiacciante sul Lecce.

87 anni a rincorrerla e alla fine la Serie B è arrivata, proprio nell’anno in cui la città è stata colpita dalla rovinosa alluvione causata dall’esondazione del fiume Calore. Era l’ottobre del 2015 e la città si è ritrovata in ginocchio, ma proprio quel tragico evento ha segnato una specie di spartiacque. Capitan Lucioni e gli altri calciatori si danno da fare e aiutano la popolazione in difficoltà, andando anche a spalare il fango insieme alla gente comune. Tra la città e la squadra nasce un legame fortissimo, con i calciatori che si sono sentiti in dovere di ripagare chi li ha sostenuti nonostante tutto.

La ventata di positività post-promozione ha portato Vigorito al ripensamento, e questo probabilmente è stato il preludio alla miracolosa stagione di quest’anno, quella che ha portato il Benevento ad essere l’unica squadra nella storia ad essere promossa in Serie A da esordiente in B. Il re dell’eolico è un uomo ambizioso e, dopo qualche anno nel calcio, ha imparato come si vince, cosa che non è riuscita neanche a suo fratello. “Con la sua competenza avremmo tagliato questo traguardo pure prima, io ho avuto bisogno di più tempo per imparare“, ha detto subito dopo la promozione, dimostrando ancora una volta quanto profondo fosse il legame con lui.

La prima mossa è stata quella di scegliere gli uomini da cui ripartire. Sulla panchina, in sostituzione di Auteri, è arrivato Marco Baroni, uno che in Campania ricordano bene per il gol che regalò il secondo scudetto al Napoli e che da allenatore cercava la squadra che gli facesse fare il salto di qualità (dopo le vittorie con la primavera della Juventus). Come direttore sportivo è stato scelto Salvatore Di Somma, nemmeno a farlo a posta ex capitano dell’Avellino che battagliava con il Napoli nelle ultime annate con due squadre campane in Serie A. Pian piano è stata costruita anche la squadra, con le conferme di alcuni dei protagonisti della promozione e gli arrivi di giocatori importanti. Tutti hanno contribuito, ma a brillare sono stati in particolare Ciciretti (12 assist, il migliore in B), Ceravolo e i suoi 21 gol (secondo nella classifica marcatori dietro Pazzini) e Cragno (portiere dal futuro assicurato).

E poi Puscas, arrivato dopo un’annata negativa a Bari e diventato alla fine l’uomo della provvidenza nel finale di stagione, con gol pesanti come macigni.

Puscas

In poco meno di due anni la città è passata dal dolore di un evento tragico alla gioia per una promozione nella massima categoria. Una sorta di risarcimento morale per la gente di Benevento, che nel momento più difficile ha saputo rialzarsi da sola, e per una squadra che in tutta la sua storia non è mai stata assistita dalla fortuna. Adesso la situazione è cambiata, gli Stregoni sono in Serie A e lotteranno con tutte le forze per rimanerci. La maledizione è finita, ora è tempo di volare.

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