Quattro semifinali, mille storie e altrettante cose da dire. Andiamo con ordine. Martedì allo Juventus Stadium la Juve è riuscita a mandare in crisi il Real Madrid. Lo ha fatto giocando a calcio, mischiando talento e forza fisica. Lo ha fatto con la formazione che ci si attendeva, tranne Sturaro poi tra i migliori, perché Allegri ruota poco, di conseguenza sbaglia poco e vince tanto. Tevez è in forma mondiale, la difesa tiene e così arriva un’altra vittoria di misura. Come con Borussia Dortmund e Monaco: un ottimo auspicio. Ma contro un avversario più scomodo, che ha tantissimi giocatori che possono far male. La Juve ce la può fare a segnare un gol e anche a non prenderne tre. Insomma, è in lotta per la finale ed è già una notizia rispetto alle premesse di inizio anno. Complimenti e in bocca al lupo.

Juventus-Real Madrid

In bocca al lupo senza complimenti, invece, a Benitez e Montella. Hanno ruotato gli uomini tutto l’anno in campionato, abbondando, esagerando col turnover, per essere al mille per cento per le coppe. Ebbene, la Fiorentina è stata dominata fin dall’inizio da un ottimo Siviglia, sicuramente più abituato al palcoscenico europeo, ma non così più forte come ha detto il campo. Qualche errore in preparazione è stato fatto. Ed è un peccato non poter vedere un ritorno più equilibrato.

Lo sarà purtroppo per il Napoli a causa dei tanti errori sotto porta, della solita distrazione difensiva e di un guardalinee da non augurare a nessuno. Censurabili, però, le dichiarazioni del post partita del presidente. L’errore dell’assistente è netto e clamoroso, ma se Higuaín non fosse in una stagione appena sufficiente, e avesse segnato come dovrebbe fare un top player, nessun guardalinee avrebbe potuto evitare il 3-0 al Dnipro. A Kiev si può vincere, non senza faticare ma si può. Per farlo servirebbe la freddezza sotto che è mancata ieri all’argentino del Napoli, e che invece ha avuto l’argentino del Barcellona mercoledì.

Leo Messi è il calcio, è un fenomeno sovrumano, è la sintesi del bello del calcio unito alla cattiveria e alla lucidità. È un campione da 407 gol oggi e probabilmente 700 a fine carriera. Uno capace di schernire il più forte portiere del mondo nella sua serata di grazia. Inutile dire in che posto sia nella classifica mondiale di tutti i tempi. Ci sarà sempre chi preferirà Maradona, Pelé o Ronaldo. Io scelgo Messi per la sua semplicità, l’assenza di tatuaggi, la rarità delle polemiche. Perché due finali di Champions, due gol. Perché fare tutto quello che fa, mentre tutti aspettano che lo faccia, è da campione senza eguali. E se sono tornati quelli illegali, è soprattutto perché li trascina lui.

A lunedi, buon weekend!

Barcellona-Bayern M.

  • Giulio Marfuggi

    Ottima analisi come sempre, solo una precisazione da fare tra i due quello senza tatuaggi è ronaldo messi ne ha uno sul polpaccio (se non sbaglio)