È cominciata con il botto la stagione 2016 della Major League Soccer, il campionato di calcio a stelle e strisce che anche quest’anno si conferma in grande espansione, grazie al contributo di big del calcio internazionale. Ma non si vive di sole star sul viale del tramonto, benché integre fisicamente (pensiamo a Drogba, Pirlo, Lampard, Gerrard e Kakà, solo per fare alcuni nomi). A far ben sperare sulla definitiva affermazione del movimento statunitense ci sono infatti il fermento proposto da giocatori di formazione locale, l’arrivo di giovani interessanti anche dall’Europa e il ruolo di collettore che il campionato sta proponendo, soprattutto nei confronti dei talenti dei campionati centroamericani (Messico escluso) e non solo.

La prima giornata, dicevamo, è stato un discreto antipasto del menù ricco che la Lega sembra poter proporre anche quest’anno. Di 36 gol il bottino complessivo messo insieme nelle prime dieci partite, caratterizzate peraltro da un programma serrato cominciato domenica prima di pranzo e concluso ben oltre la cena. Oltre dieci ore di diretta televisiva no-stop, a conferma di un interesse in costante ascesa da parte del grande pubblico. Una passione per il soccer che comincia a rivaleggiare anche con gli altri sport più radicati oltreoceano e che viene ribadita ogni settimana anche da stadi sempre molto affollati.

pirlo

Il titolo di squadre favorite e meglio attrezzate alla vigilia se lo sono aggiudicate Colorado Rapids, Los Angeles Galaxy e Toronto Fc, già ben strutturate in partenza e protagoniste peraltro di un mercato con i fiocchi capace di attirare in MLS altri grossi nomi del calibro di Nigel De Jong, Ashley Cole, Jelle Van Damme (sponda Galaxy) e Shkelzen Gashi (capocannoniere del Basilea per due anni di fila, prelevato dai Rapids). La previsione, però, è stata confermata solo in parte, grazie all’ottimo avvio di LA, capace di imporsi con un netto 4-1 sul DC United del presidente nerazzurro Thohir e dei canadesi del nostro Giovinco (a segno dal dischetto) vittoriosi sui New York Red Bulls a domicilio; non così i Rapids sconfitti in trasferta (1-0) dagli Earthquakes. Ma la prima giornata ha fatto registrare anche lo spettacolare 4-3 del New York City sui Chicago Fire con un Pirlo che ha ripreso in mano la bacchetta di direttore d’orchestra traghettando i suoi verso il primo colpo grosso della stagione.

Insomma i motivi di interesse per seguire la MLS non mancano. In chiave nostrana è da seguire la rincorsa a una maglia per i prossimi Europei di Giovinco, osservato speciale di Conte e subito capace di riprendere dove aveva lasciato con gol e magie e Pirlo, in lizza con De Rossi e Montolivo per un posto in regia. Ma non sono gli unici italiani in MLS, con loro ci sono infatti Marco Donadel ai Montreal Impact, società presieduta da Joey Saputo (numero 1 anche del Bologna) e Antonio Nocerino, approdato a Orlando a far compagnia all’altro ex milanista Kakà. A questi motivi “localistici”, si aggiungano però anche un livello di spettacolarità in ascesa e la possibilità di osservare da vicino talenti che potrebbero presto approdare in Europa.

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