Chi è Sinisa Mihajlovic? Uno e tanti. È il nuovo allenatore del Milan, l’uomo chiamato da Adriano Galliani e Silvio Berlusconi per rilanciare un club che non è mai stato, in epoca recente, così lontano dalla zona di vertice della classifica. Ma è anche l’ex condottiero della Sampdoria, portata in alto con il bel gioco e a muso duro. Sì, ma non basta. Sinisa Mihajlovic è un personaggio. Non ha mai avuto peli sulla lingua. Per questo motivo non è mai stato morbido nei rapporti con gli altri. Qui ve lo raccontiamo in dieci punti.

LA VITA PRIVATA

Sinisa Mihajlovic, dal 2005, è sposato con rito ortodosso con Arianna Rapaccioni, ex ballerina italiana nei programmi della Rai, conosciuta ai tempi in cui giocava con la Sampdoria, nel 1995. Con lei ha avuto cinque figli: Viktorija, Virginia, Miroslav, Dušan e Nicholas. Da una relazione precedente, nel 1993, aveva avuto un altro figlio, Marco, riconosciuto sin dall’inizio, ma incontrato solo nel dicembre 2004 a causa della fine della relazione con la madre, avvenuta prima della sua nascita.

LE OPINIONI ESTREMISTE

Scopriamo prima di tutto il Sinisa fuori dal campo. Una volta, dedicò un necrologio al suo amico Zeliko Raznatovic, ex capo ultras della Stella Rossa Belgrado, ma soprattutto accusato di crimini contro l’umanità. Ratko Mladic, generale accusato di genocidio, fu descritto così da Mihajlovic: “Mladic? Un grande guerriero che combatte per il suo popolo”. Sul regime di Slobodan Milosevic disse:  “Tra noi abbiamo sempre litigato, ma siamo tutti serbi. E preferisco combattere per un mio connazionale e difenderlo contro un aggressore esterno. So dei crimini attribuiti a Milosevic, ma nel momento in cui la Serbia viene attaccata, io difendo il mio popolo e chi lo rappresenta”.

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I GESTI ESTREMI

Il 28 maggio 2012, da CT della Serbia, cacciò Adem Ljajic perché non aveva cantato l’inno nazionale. Da calciatore, il 7 novembre del 2003 fu squalificato 8 giornate e condannato a pagare 12.300 euro di multa dall’Uefa per aver scalciato e sputato contro il rumeno Adrian Mutu, in Lazio-Chelsea di Champions League. Il 17 ottobre del 2000, in Lazio-Arsenal insultò il senegalese Patrick Vieira, definendolo “nero di merda”.

LE PUNIZIONI IMPRENDIBILI

Mihajlovic aveva una qualità unica da calciatore: tirava potentissime punizioni, a cui dovevano inchinarsi la maggior parte dei portieri. In Serie A sono state 28 le perle: dall’esordio con la Roma, agli anni d’oro della Sampdoria e della Lazio, per chiudere con l’Inter.

LE VITTORIE

Sinisa Mihajlovic ha vinto tanto da calciatore. E forse è anche per questo che è stato scelto dal Milan. In bacheca ha tre campionati jugoslavi (due con la Stella Rossa e 1 con il Vojvodina), tre Supercoppe italiane (due con la Lazio e una con l’Inter), due scudetti (uno con la Lazio e uno con l’Inter), quattro Coppe Italia (2 con la Lazio e 2 con l’Inter), una Coppa dei Campioni (con la Stella Rossa), una Coppa Intercontinentale (con la Stella Rossa), una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea (con la Lazio).

Da allenatore, ha iniziato da secondo di Roberto Mancini, all’Inter, vincendo due volte lo scudetto e una volta la Supercoppa italiana.

L’ALLENATORE

Mihajlovic ha cominciato da primo allenatore con il Bologna, il 3 novembre 2008. Un’avventura finita male, con l’esonero. Torna in sella l’8 dicembre del 2009, al Catania, e salva gli etnei con il punteggio record di 45 punti, partendo da una posizione difficile (da segnalare la vittoria a Torino con la Juventus e il successo in casa con l’Inter). Il 24 maggio, però, si dimette dopo aver scritto una lettera alla Società. Dieci giorni dopo lo assume la Fiorentina: nono posto il primo anno, esonero il 7 novembre dell’anno successivo.

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LA NAZIONALE SERBA

Passano circa due anni e Sinisa corona un sogno: diventare commissario tecnico della Nazionale serba. Manca però la qualificazione ai Mondiali del 2014 e lascia dopo 19 incontri ufficiali (7 vittorie, 8 sconfitte e 4 pareggi). L’Italia lo riaccoglie a braccia aperte. La Sampdoria, in particolare. È a Genova che viene fuori il vero Sinisa della panchina. Chiude al 12° posto e rinnova. Nell’ultima stagione, dopo aver sognato addirittura un piazzamento in Champions, la Samp chiude al settimo posto. E arriva la chiamata del Milan.

IL PARAGONE CON ANTONIO CONTE

Come sarà il Milan di Mihajlovic? In tanti, se lo chiedono. In attesa di vedere le verifiche sul campo, possiamo parlare del Sinisa a Milanello in questo primo mese. C’è chi lo paragona ad Antonio Conte: percorso in provincia prima di approdare in una grande squadra. Come il CT della Nazionale, Miha arriva in una squadra che deve ripartire da zero (ricordate la Juve del primo anno di Conte?).

I BIGLIETTI NELLO SPOGLIATOIO

Per lavorare sulla testa dei giocatori, il serbo ha iniziato chiedendo ai calciatori di appendere dei biglietti nello spogliatoio con frasi motivazionali (alla Helenio Herrera). Conte parlava con ogni dipendente a Vinovo (anche con i magazzinieri), Mihajlovic ha portato tutti a cena. Testa e gambe. Gli allenamenti sono molto intensi. Se Conte chiese e ottenne il nutrizionista, Sinisa pretende percentuali bassissime di massa grassa.

TATTICA E TECNOLOGIA

Le due T di Miha: tattica e tecnologia. I movimenti devono diventare automatici, Sinisa si affida al tattico Di Leo che fa svolgere lunghissime sedute tattiche. I concetti base: equilibrio, mantenimento delle distanze, circolazione di palla, incroci sulla trequarti, terzini alti, verticalizzazioni frequenti. Tutti gli allenamenti vengono filmati e analizzati dallo staff. Tattica e tecnologia, ma anche frasi: “C’è molto da lavorare. Dobbiamo migliorare sotto tutti i punti di vista”. Ricordate Conte? “Arriviamo da due settimi posti”.

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