Da diversi anni, complice il dominio incontrastato della Juventus che tre settimane fa ha vinto lo scudetto per il quinto campionato consecutivo, la Serie A arriva all’ultima giornata senza dover più emettere il verdetto principale, ossia la squadra campione d’Italia. I bianconeri hanno sempre chiuso il discorso con anticipo, anche quest’anno dove per i primi due mesi erano in grande difficoltà, e lo stesso era accaduto nel 2010-2011 quando il Milan festeggiò alla terzultima giornata l’aritmetica conquista del tricolore. Per ritrovare lo scudetto deciso nei novanta minuti conclusivi bisogna tornare indietro nel tempo: ecco le principali volate finali.

2009-2010 – INTER

L’ultima volta che la Serie A è stata assegnata alla fine risale a sei anni fa, quando Inter e Roma lottarono punto a punto fino alla fine. I giallorossi, reduci da una grande rimonta sotto Claudio Ranieri, erano anche passati in testa per due settimane, salvo cadere in casa contro la Sampdoria per 1-2 con doppietta di Giampaolo Pazzini il 25 aprile 2010. La squadra di José Mourinho arriva all’ultima giornata costretta a vincere ma con la necessità di tenere energie per la finale di Champions League in programma sei giorni dopo a Madrid: l’avversario sulla carta è agevole, il Siena già retrocesso, ma i toscani se la giocano e Curci para tutto fino al 57′, quando una discesa di Zanetti smarca Diego Milito che davanti al portiere non sbaglia. La Roma batte 0-2 il Chievo ma non basta, un tiro-cross di Rosi (cresciuto nei giallorossi) sfiora il pari ma l’Inter tiene e fa un altro passo verso il Triplete.


1998-1999 – MILAN

Una delle rimonte più impensabili nella storia del campionato italiano. A sette giornate dalla fine la Lazio è saldamente in testa con sette punti di vantaggio sul Milan, ma i biancocelesti mollano di colpo e consentono l’avvicinamento ai rossoneri, che effettuano il sorpasso alla penultima battendo l’Empoli e sfruttando l’1-1 di Fiorentina-Lazio. Il 23 maggio 1999 la squadra di Alberto Zaccheroni si presenta al Curi di Perugia e completa l’opera: segna subito Andrés Guglielminpietro con un destro solo sfiorato da Mazzantini, raddoppia Oliver Bierhoff con il suo classico colpo di testa e poco dopo Hidetoshi Nakata accorcia le distanze su rigore. Nella ripresa Christian Abbiati compie un miracolo su tiro di Bucchi destinato nel sette, la vittoria della Lazio per 2-1 sul Parma è ininfluente: per il Milan è il sedicesimo scudetto, mentre il Perugia si salva e festeggia lo stesso.


1999-2000 – LAZIO

La Lazio si prende la rivincita nella stagione successiva, anche qui complice una rimonta strepitosa. La Juventus a due mesi dal termine aveva nove punti di vantaggio sui biancocelesti, poi ridotti a tre dopo lo scontro diretto vinto dagli ospiti per 0-1 al Delle Alpi. Il 14 maggio 2000 si gioca l’ultima giornata con le due contendenti separate da due punti, a seguito di una settimana di polemiche per il gol annullato a Fabio Cannavaro in Juventus-Parma. La Lazio batte la Reggina per 3-0 senza problemi e comincia a interessarsi a quanto succede ancora al Curi, dove si decide il campionato come dodici mesi prima. Un diluvio si abbatte su Perugia e l’arbitro Collina è costretto a sospendere l’incontro per un’ora durante l’intervallo in attesa che il campo torni praticabile, quando si riprende su un pallone spiovente in area Conte sbaglia il rinvio, Alessandro Calori controlla e di destro batte van der Sar: è il gol dell’1-0 che non cambia più. Alle 18.04 l’Olimpico esplode, Lazio campione d’Italia.


2001-2002 – JUVENTUS

Uno dei finali più famosi di sempre della Serie A. Il 5 maggio 2002 tre squadre possono vincere il campionato: l’Inter è in testa con sessantanove punti, una lunghezza dietro la Juventus e un’altra ancora la Roma. L’impegno dei nerazzurri è all’apparenza morbido, perché la Lazio, pur essendo in lotta per la Coppa UEFA, ha molte assenze e soprattutto i propri tifosi schierati dalla parte dell’Inter per il timore di dare un altro scudetto alla Roma. La squadra di Héctor Cúper va due volte in vantaggio nel corso del primo tempo ma gli errori di Vratislav Greško consentono a Karel Poborský di fare doppietta e mandare le squadre al riposo sul 2-2. Nella ripresa l’ex Diego Pablo Simeone certifica lo psicodramma interista facendo 3-2, poi Simone Inzaghi chiude i giochi e fa piangere Ronaldo. La Juventus vince 0-2 contro l’Udinese già salva da una settimana, segna nei primi minuti e poi celebra le buone notizie giunte dall’Olimpico: per i bianconeri è il titolo numero ventisei, il più rocambolesco.


1989-1990 – NAPOLI

Il secondo, e fin qui ultimo, scudetto partenopeo è arrivato all’ultima giornata ma con il momento decisivo risalente a sette giorni prima. Dopo un mese carico di tensioni per la vittoria a tavolino del Napoli a Bergamo a causa di una moneta che aveva colpito Alemão e un gol fantasma in Bologna-Milan si arriva al 22 aprile, dove gli azzurri battono 4-2 il Bologna e lasciano sul posto i rossoneri di Arrigo Sacchi, crollati 2-1 a Verona in un match molto contestato per l’arbitraggio di Rosario Lo Bello, che lascia gli ospiti in otto per le espulsioni di Costacurta, Rijkaard e van Basten. All’ultima giornata alla squadra di Diego Armando Maradona basta non perdere con la Lazio per ripetere il titolo del 1987: vittoria per 1-0, gol di Marco Baroni, e lo scudetto torna in Campania.


2000-2001 – ROMA

La capitale festeggia lo scudetto a tredici mesi di distanza da quello della Lazio, ma stavolta è la metà giallorossa a esultare per il trionfo della squadra allenata da Fabio Capello. Un pareggio al penultimo turno per 2-2 della Roma contro il Napoli poi retrocesso tiene la Juventus e i campioni uscenti della Lazio ancora in corsa per il titolo, ma il 17 giugno 2001 in un Olimpico stracolmo e festante non c’è storia: il Parma viene demolito per 3-1 sotto i colpi di Francesco Totti, Vincenzo Montella e Gabriel Omar Batistuta, l’unico momento di tensione è per una pacifica invasione di campo ma poi i tifosi tornano a fatica sugli spalti (alcuni restano sulla pista d’atletica) e il match arriva a termine senza scossoni, facendo iniziare in maniera definitiva la festa romanista.

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