Parlare dello spettro disoccupazione nel calcio dei milionari potrà sembrare un paradosso, o uno schiaffo alla vera povertà ma, a ben guardare, è lo scenario che si sta profilando all’orizzonte. Effetto delle nuove norme varate per la Serie A dalla Figc, che uniformano la composizione delle rose a quanto avviene già da tempo nelle competizioni europee. Da quest’anno, infatti, ogni allenatore dovrà disporre di squadre da 25 giocatori, otto dei quali necessariamente di formazione italiana (senza distinzione tra italiani e stranieri e a prescindere dalla loro età). Dal 2016-17, poi, gli otto dovranno essere così ripartiti: quattro provenienti dal proprio vivaio e altrettanti da settori giovanili del nostro Paese.

Una rivoluzione a tutto tondo che ha già bloccato le operazioni di rafforzamento di numerose big. Basti pensare all’aut-aut imposto da Thohir ai suoi uomini mercato e a Mancini: “Prima parte qualcuno, poi acquistiamo ancora”. Una decisione inevitabile che ha provocato il fallimento dell’operazione Zukanovic – passato alla Sampdoria, proprio quando sembrava tutto fatto con l’Inter – e congelato gli arrivi degli esterni d’attacco tanto reclamati dall’allenatore interista.

Nella rosa nerazzurra, però, c’è un fulgido esempio di esuberi che rischiano, in caso di mancata collocazione, di dover essere “tagliati” a caro prezzo, o lasciati a guardare. Si pensi a Shaqiri, ma anche Nagatomo o Santon, per non parlare di Andreolli (che non rientra nei piani di Mancini dopo i numerosi arrivi in difesa), Bardi e Longo (entrambi alla ricerca di un nuovo prestito), Schelotto (rimasto coinvolto nel fallimento dell’operazione Zukanovic) e Taider.

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Stessa situazione in casa Roma, dove i vari Gervinho, Doumbia, Destro e Ljajic stanno impedendo a Sabatini di operare con tranquillità nella ricerca di quella punta centrale necessaria per il 4-3-3 di Garcia. Ma a loro ci sarebbero da aggiungere anche Crescenzi e Marquinho, rientrati dai prestiti, ma poco integrabili nei progetti tattici del francese. In casa Milan, invece, Mihajlovic necessita di importanti rinforzi per il reparto arretrato, ma deve fare i conti con una rosa stabilmente al di sopra dei 30 componenti, dalla quale vanno sfrondati i vari Agazzi, Albertazzi, Ely o Alex in difesa, Matri o Cerci davanti, Nocerino, Verdi e Zaccardo.

Non va meglio al Napoli, dove il nuovo ds Giuntoli deve piazzare due portieri (Andujar e Rafael), l’indesiderato El Kaddouri (tornato dall’ennesimo prestito) e i “monetizzabili” Inler, Vargas, Zuniga. Completiamo il quadro delle big con due squadre che, da questo punto di vista rappresentano un’eccezione: Juventus e Lazio. I bianconeri non impiegheranno molto a sistemare altrove De Ceglie, Isla e Llorente (quest’ultimo in attesa solo della migliore offerta), idem i biancocelesti con i soli Gonzales e Perea.

Doumbia Roma Roma 03 05 2015 Stadio Olimpico Football Calcio Serie A 2014 2015 AS Roma vs Genoa CF

Allargando il discorso alle 20 di Serie A, in tutto si contano circa una settantina di esuberi. Una situazione insolita per il nostro calcio e che costringerà operatori di mercato e procuratori a un grande sforzo di fantasia. In quest’ottica va letta l’esplorazione dei nuovi mondi del calcio (America, Cina, Qatar per citarne alcuni), ma al tempo stesso si sta assistendo a una serie di effetti a catena sul modus operandi dei ds e nelle valutazioni di alcuni giocatori. Basti pensare al sistema prudenziale e conservativo della stragrande maggioranza delle operazioni si qui concluse (prestiti onerosi con diritto di riscatto a uno o due anni; riscatti non obbligatori, ecc.), per non parlare poi dell’iper-valutazione dei giovani giocatori di formazione italiana (Romagnoli 30 milioni, Bertolacci 20 sono solo due esempi) che d’ora in avanti diventeranno quotatissimi.