Mi sono rimaste alcune fotografie di questa 31ª giornata di Serie A. Comincio da Paulo Dybala che di fronte al CT Martino e in una partita in cui non ha segnato, si è confermato la solita straordinaria furia. Un giocatore completo che cresce giorno dopo giorno, si migliora ed è ormai pronto a volare in un top club. Zamparini già conta i soldi per un’operazione Pastore bis che arricchirà il Palermo e che manderà Dybala a confrontarsi in Champions League con i più grandi. Se lo merita questo campioncino, dotato di talento, di carattere, di forza fisica. Rivelazione stagionale al posto uno, secondo me. Anche per merito di chi gli gioca accanto e di chi lo ha allenato, uno Iachini da applausi: per aver fatto esplodere Dybala, per la classifica e per essere arrivato a fine stagione senza esonero con un presidente come Zamparini.

Il secondo flash è sul derby di Milano, che sembrava un derby capitolino qualunque degli anni 90. Le squadre ci provano ma manca la sostanza, la qualità e soprattutto la personalità. Un 1-1 all’andata e uno 0-0 al ritorno. Una pena. È un periodo di trasformazione con le dirigenze in movimento, ma la sensazione è che serva una rigenerazione totale a tutti i livelli. Le difficoltà sono (almeno) biennali e il divario con la Juve è abissale.

Nigel De Jong Milan Danilo D Ambrosio Inter Milano 19 04 2015 Stadio Giuseppe Meazza Football Cal

Eccolo il terzo flash: la Juve. Cambia modulo, interpreti, orari, competizioni. Questa squadra vince sempre e comunque. Contro chiunque. Con un Bonucci monumentale, un Vidal quasi tornato lui e un Tevez ormai serial killer sotto porta. Anche la super Lazio va al tappeto e ora è pari con la Roma di Garcia che sta diventando un caso per psicologi affermati. Non segna due gol in una singola partita dall’8 febbraio, il capocannoniere ha 40 anni, gli acquisti di gennaio sono impresentabili e l’allenatore dopo una stagione di intuizioni ne ha aggiunta una di errori in serie. In questo momento è a rischio pure il terzo posto perché il Napoli vola. Sette giorni di vittorie, 10 gol segnati, Hamšík tornato quello che conoscevamo e Callejon anche. Se Higuaín rientra dalle ferie che si è preso in Serie A, la corsa al terzo posto si fa seria.

L’ultimo ricordo di questa 31ª giornata va per una volta alla classe arbitrale: l’arbitro bravo non si nota in mezzo al campo. Quindi non serve attirare attenzione con fischi casuali. Tra rigori ed espulsioni inventate, si sta andando troppo in là. “Fate meno”, come direbbe Benvenuti a Ferrini in “Compagni di scuola”. Meno protagonismo e meno fischi. Perché dove abbonda la mediocrità è meglio non accendere attenzioni con un fischio. La differenza tra i fischietti bravi e gli altri sta diventando imbarazzante. Ma sempre meglio i nostri, basta guardarsi in giro…

Al prossimo (Bet)clic parliamo di Champions. Buona settimana!