Quando in una partita il risultato è in bilico e il triplice fischio che decreta la fine si sta per avvicinare, nessuno sa cosa succederà ed ognuno spera che la fortuna arrida alla propria causa. Figuriamoci quando poi il match è uno dei più attesi e determinanti di tutta la stagione calcistica: “el clasico” di Spagna tra Real Madrid e Barcellona. Sabato 3 dicembre, la sfida tra le due super potenze del calcio spagnolo e mondiale si è ripetuta ed è finita col punteggio di 1 a 1. Gli uomini di Zidane hanno agguantato il pareggio solo al novantesimo inoltrato. All’ultimo arrembaggio, grazie ad una punizione dalla trequarti, Modric ha dipinto una stupenda traiettoria per la testa di Sergio Ramos che di testa ha inchiodato ter Stegen. Un gol pesantissimo per il centrale andaluso che non è nuovo a prodezze del genere. Negli ultimi due anni e mezzo, infatti, il numero 4 del Blancos si è “specializzato” nel segnare gol decisivi in partite cruciali, tutti di testa, praticamente a tempo scaduto.

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Il primo episodio si verificò nella finale di Champions League del 2014, che vide sfidarsi per il titolo di Campione d’Europa le due squadre di Madrid: Real e Atletico. I Colchoneros, dopo una partita tiratissima, riuscirono a conservare il gol di vantaggio segnato da Godin. Quando tutti i sostenitori dell’Atletico erano pronti già ad esultare, all’ultima azione, all’ultimo respiro, uno stacco imperioso di Sergio Ramos bucò Courtois e regalò i supplementari agli uomini di Carlo Ancelotti. Un colpo dal quale Gabi e compagni non seppero reagire, infatti la partita terminò col risultato di 4 a 1 a favore delle Merengues.

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La prodezza si è ripetuta quattro mesi fa. Finale di Supercoppa Europea, ancora una volta tutta spagnola, tra Real e Siviglia. La squadra di Emery era avanti 2 a 1 e già pregustava la vittoria del prestigioso trofeo, ma ancora una volta non si erano fatti i conti col solito Sergio Ramos che, nell’ultimo assalto, riuscì a convertire in rete un cross di Lucas Vazquez. Alla fine sarà proprio il Real ad aggiudicarsi la partita e quindi la coppa.

62 gol all’attivo per un difensore centrale rappresentano già un buon bottino, quando poi alcuni di questi arrivano negli ultimi attimi concitati di una partita e spesso regalano vittorie importanti, s’intuisce di trovarsi al cospetto di qualcosa di straordinario. Grazie a questa sua determinazione che lo spinge a non mollare mai, sembra il minimo incoronare Sergio Ramos nuovo re della “zona Cesarini”. Se c’è lui in campo non si può star mai tranquilli, se non dopo il triplice fischio dell’arbitro.

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