Un’estate di tradimenti, un’estate di amori consumati troppo in fretta, ma anche di ritorni di fiamma improvvisi, cocenti e soprattutto molto costosi. No, non stiamo parlando della presunta ritrovata liason tra Belen e Marco Borriello, ma il parallelo – a pensarci bene e fatte le dovute proporzioni – potrebbe anche reggere. Per dirla alla Galliani con Venditti “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano“. Se ben pagati, aggiungiamo noi. Insomma per dirla fuor di metafora e non tediarvi oltre, è lo strano calciomercato che stiamo vivendo in queste settimane che ci separano dal via di una nuova stagione e che durerà fino ai primi di settembre.

Un’estate diversa dalle altre, perché più appassionante, concreta, di fatti più che di parole. C’è di sicuro di che divertirsi, a meno di essere parti in causa nelle vesti dei tifosi abbandonati dai propri idoli (e ogni riferimento a Higuain e al popolo partenopeo non è puramente casuale). Ma anche questo fa parte del gioco e da sempre un aspetto che ha riempito migliaia di pagine di storia calcistica.

pogba

Un’estate soprattutto di tanti soldi spesi, come quelli della Juventus per il capocannoniere dell’ultimo campionato, una parte dei quali già reinvestiti da De Laurentiis per il polacco Milik, ma soprattutto come quelli che Mourinho ha già distribuito per tornare a far grande il suo nuovo Manchester United. E il riferimento ai Red Devils, anche in questo caso, non è casuale. Perché il portoghese ha preso sì Ibrahimovic, Mkhitaryan e Bailly, ma ha lasciato per ultima la ciliegina sulla torta Pogba. Lo stesso giocatore che, quattro anni or sono, Ferguson lasciò partire a cuor leggero in direzione Torino ottenendone solo un indennizzo di un milione di euro.

Lo stesso centrocampista, maturato alla corte di Conte prima e Allegri poi, al di là dei tira e molla di settimana scorsa e delle smentite a mezzo stampa, farà ritorno in rosso per la quota record di 110 milioni di euro. Uno sproposito, se si pensa che nessuno prima d’ora era stato pagato tanto. Più dei 100 milioni spesi dal Real per Bale, o delle cifre versate per altri big, compreso Cristiano Ronaldo o a suo tempo Zidane. Insomma un affare destinato a fare epoca e a cambiare il metro di valutazione del calciomercato internazionale. Al tempo stesso, però, quei 110 milioni assumono anche un’altra veste: sono, infatti, l’esatta rappresentazione di un errore. Un errore pagato a caro, carissimo prezzo.

lukaku

Proprio come, tanto per restare in Premier League, quello del Chelsea dell’ex ct azzurro Conte che, nelle stesse ore, si appresta a riabbracciare Romelu Lukaku, attaccante belga, fenomeno di precocità, sbarcato in Inghilterra proprio con i Blues a 18 anni, per effetto di un investimento di 22 milioni di euro. Un investimento mai messo a frutto, poiché il giocatore, dopo una sola stagione, è stato prima mandato in prestito al West Bronwich e poi, dopo un altro prestito annuale all’Everton, è stato ceduto alla stessa squadra per 35 milioni. Noccioline rispetto agli 80 che Abramovich ha appena offerto per riaverlo dopo tre campionati conclusi sempre in doppia cifra, in crescendo (16, 20 e 25 gol contando tutte le competizioni) e affermandosi come un attaccante di caratura internazionale.

Insomma, cari ds e allenatori, prestate attenzione alle vostre scelte frettolose, perché il rimorso è un autovelox che presenta conti molto salati!