La Champions e il terremoto. L’Europa fa male a chi ci gioca. O meglio, prosciuga sempre più energie e in campionato poi ti ritrovi con il fiato corto. Juventus e qualche altra eccezione a parte, tutte le grandi hanno sofferto e, in qualche caso, perso. Dal Barcellona al Napoli al Manchester City; ma pure il pari in casa del Real Madrid (con l’Elbar) e quello del Bayern Monaco (in Baviera contro il Colonia) possono definirsi alla stregua di una grande delusione.

A dire il vero, anche l’Europa League ha fatto vittime illustri. In Italia, Roma a parte (che peraltro giocava contro l’Inter, altra italiana iscritta alla competizione), sono finite ko il Sassuolo e la Fiorentina. Mourinho con lo United non è andato oltre l’1-1 interno. In Spagna, la vittima della giornata calcistica è stato l’Athletic Bilbao.

Milik Napoli

NAPOLI, IL TURNOVER NON PAGA

Maurizio Sarri ci sta provando quest’anno, avendo una rosa leggermente più lunga e competitiva. A fare che? Un po’ di turnover. Ma se in Champions, Callejon e compagni vanno come Usain Bolt (2-1 a Kiev e 4-2 in casa contro il Benfica), in campionato per la prima volta quest’anno ci lasciano le penne. Su un campo ostico, ma non impossibile, come quello di Bergamo. Al gol di Petagna, Milik, Mertens, Gabbiadini, Insigne, lo stesso Callejon non sanno rispondere. Pur avendo più di un’ora a disposizione. E vedono il primo posto allontanarsi a 4 punti.

Guardiola Manchester City

CITY, UN KO PESANTE

Pep Guardiola conosce l’amaro calice della sconfitta in Premier League contro il Tottenham di Pochettino. Il 2-0 (all’inglese) non ammette molte repliche e segue un’altra mezza stecca in Champions (3-3 contro il Celtic). Proprio gli Spurs ora sono a un solo punto di ritardo e meditano il sorpasso, dopo aver vinto anche in settimana a Mosca contro il Cska. Ma si avvicinano anche Arsenal e Liverpool. Insomma, tutto di nuovo in gioco per chi pensava che fossimo già di fronte alla fuga buona.

Vardy Leicester

LEICESTER IN BIANCO

Il Leicester di Claudio Ranieri conferma di non essere la squadra dell’anno passato. Se in Champions, Vardy e compagni sono a punteggio pieno, in Premier non vanno oltre lo 0-0 interno con il Southampton e, in classifica, sono dodicesimi a -10 dalla vetta. Come dire che bisogna stare più attenti a chi c’è dietro rispetto a chi è davanti. Qualcuno dirà: si sapeva. Vero, forse. La rosa non è stata allungata e rinforzata come la Champions avrebbe imposto. Le energie (anche nervose) infrasettimanali si fanno sentire tra il sabato e la domenica.

Neymar Barcellona

BARCELLONA, DI NUOVO IL CELTA

Clamorosi il ko del Barcellona a Vigo contro il Celta. I blaugrana vanno addirittura sotto 3-0 all’intervallo prima di rientrare nel match (doppietta di Piquè), senza tuttavia riprendere i padroni di casa. Il finale, 4-3, conferma quanto il Celta sia bestia nera per Luis Enrique; pure l’anno passato, sempre in questo periodo, qui il Barça ne prese quattro (a 1). A proposito, in Champions, Luis Suarez e compagni avevano balbettato a Gladbach, vincendo però 2-1 grazie a un secondo tempo più spavaldo.

Zidane Real Madrid

ZIDANE NON SA PIÙ VINCERE

Se a Barcellona si piange, a Madrid (sponda Real) non si ride. Il Real non sa più vincere, contro l’Elbar deve rincorrere, ma al 18′ Bale ha già pareggiato. Per il resto del match, il continuo bussare di Cristiano Ronaldo e compagni non sortisce alcun effetto: i pareggi consecutivi di Zidane sono ora quattro. In Champions, contro il Borussia Dortmund, ne era arrivato un altro, un 2-2 però più nobile. Insomma, la Liga dice ancora Real Madrid in testa alla classifica, ma il credito sta per finire. Pure per uno come Zizou.

Lewandowski e Müller del Bayern Monaco

BAYERN MONACO, CHE RISCHI

Pareggia pure il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti, in casa contro il Colonia. E all’ultimo minuto rischia pure di perdere. Per il nostro allenatore, sono i primi punti persi in Bundesliga. I punti di vantaggio sugli inseguitori restano tre, ma pure in questo caso va detto che le energie spese in Champions hanno pesato su Muller e compagni. Che, nella Europa dalle grandi orecchie, avevano addirittura perso a Madrid contro l’Atletico. Scatta qualche campanello d’allarme? Ancelotti deve preoccuparsi?

Reus Borussia Dortmund

DORTMUND, CHE CHANCE BUTTATA

Il Borussia Dortmund, atteso comunque dalla difficile trasferta di Leverkusen, si sarebbe potuto trovare a un solo punto dal Bayern Monaco se avesse preso i tre punti. Non ne ha preso neanche uno. Contro il Real Madrid si era vista tutta un’altra squadra, capace di tenere testa ai blasonati avversari fino alla fine. Tutto diverso nel pomeriggio di Bundes: Aubameyang e compagni hanno fatto poco per raddrizzare l’incontro. Il campionato è ancora lungo, ma prevedibilmente gli inciampi della corazzata Bayern non saranno molti. E se si sprecano chance così…

Wenger Arsenal

JUVE, PSG, ARSENAL E QUELLE CHE SORRIDONO

Ci sono anche le big che hanno sorriso. Magari doppiamente. Prima in Champions e poi in campionato. In Italia, la Juventus, che in pochi giorni di gol ne ha segnati 7, subendone neanche uno. A Empoli non era certo impossibile, ma Dybala e Higuain hanno scardinato una difesa comunque ben organizzata, dopo aver affettato pure la Dinamo Zagabria.

Stesso sorriso per il Psg, in un periodo non felicissimo. I parigini, dopo aver vinto 3-1 a Ludogorest, hanno fatto pesare il fattore campo con il Bordeaux (2-0). Il Nizza dista quattro punti. Tutto è ancora aperto. In realtà, tutte e tre le francesi di Champions hanno brindato a champagne pure in Ligue 1: il Lione ha superato 2-0 il St Etienne (in Europa aveva perso di misura a Siviglia), il Monaco ne ha fatti addirittura 7 a Metz (1-1 in casa con il Leverkusen in Champions).

In Premier League, è l’Arsenal a continuare la sua marcia. Magari non spettacolare l’1-0 a Burnley, ma fondamentale per avvicinare il City (che è adesso a +2). I Gunners paiono candidarsi seriamente ad avversario duro per Guardiola benché non sia la prima volta che a un’ottima partenza segua una lunga serie di risultati negativi. Davanti alla squadra di Wenger c’è il Tottenham di cui abbiamo già detto.

Festa anche a Siviglia: due vittorie interne in pochi giorni. Prima l’1-0 al Lione, poi il 2-1 all’Alaves. Un punto solo e c’è il Real Madrid, a braccetto con l’Atletico Madrid. Che ha fatto sua l’intera posta in palio a Valencia, dopo aver fatto lo scalpo pure al Bayern Monaco. Simeone anche quest’anno ha messo giù la saracinesca in difesa.

Sassuolo

E L’EUROPA LEAGUE?

Per molti è un torneo minore. Fatto sta che anche l’Europa League di giovedì toglie giorni d’allenamento, costringe a lunghi viaggi e, insomma, sfianca. Dell’Italia abbiamo già detto, di Mourinho anche. In Spagna, solo il Celta Vigo ha fatto hurrà, mentre il Bilbao ha perso e il Villarreal ha pareggiato. In Germania, segno X pure per il Mainz con lo Schalke che, invece, ha calato il poker.

La Champions League 2015-2016 vinta dal Real Madrid

LA SUPERLEGA C’È GIÀ

Un’analisi si può fare dopo aver guardato in casa delle big. Pare che la maggior parte di queste puntino sull’Europa, tralasciando un po’ il campionato. Vuoi perché in quest’ultimo il tempo per recuperare c’è, vuoi perché il prestigio (e i soldi) dei successi oltre confine è decisamente superiore. È come se la Superlega ci fosse già. Si combatte nell’infrasettimanale, ci si rilassa un po’ con cannuccia, ombrellino e aperitivo quando si torna nel giardino di casa.

Se l’anno scorso in Inghilterra ne aveva beneficiato il Leicester, quest’anno potrebbe essere la volta buona per altre outsider, come il Nizza di Balotelli piuttosto che lo Schalke in Germania. Sempre che i ‘cannibali’ non si sveglino durante il pranzo.

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