Sapere la sua conferma in bilico, nonostante l’ennesimo campionato di buon profilo, la nuova carrettata di talenti lanciati e rilanciati e con un contratto di altri due anni firmato di recente, è forse tra le più grandi stranezze del campionato che sta volgendo al termine. Le strade del Genoa e di Gianpiero Gasperini sembrano infatti in procinto di separarsi nuovamente. E, ironia della sorte, a sostituirlo potrebbe essere il suo allievo – e per un lasso di tempo anche vice – Ivan Juric, fresco protagonista della promozione in serie A del Crotone, nonché tassello imprescindibile proprio del Genoa di Gasp dal 2006 al 2010. Il presidente Preziosi è sempre più affascinato dall’avvicendamento “generazionale” in panchina, nonché dal piano conseguente di un sostanziale ringiovanimento della rosa, anche in vista di un – sin qui solo bisbigliato –  ridimensionamento degli investimenti in sede di calciomercato.

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Eppure Gasperson ha dimostrato in più occasioni di saper fare il pane con la farina a disposizione. Si guardi a questa stagione: cominciata senza Bertolacci e Iago Falqué,  elementi chiave del torneo concluso al sesto posto e a ridosso delle big (e davanti alla Sampdoria) nel 2014-2015, è quindi proseguita con un’altra cessione eccellente a gennaio: quel Diego Perotti passato a far meraviglie nel sistema di gioco di Spalletti. Guarda caso tre puntelli che devono molto, se non tutto, alle sapienti cure del tecnico; solo gli ultimi di una lunga serie di giocatori in grado di raggiungere il top in maglia rossoblù.

Fateci caso: in parecchi, dopo aver salutato la Lanterna per lidi più ambiti, non hanno saputo ripetersi altrove. Gli stessi Bertolacci e Falqué sono solo gli ultimi della serie, ma rappresentano la conferma di quanto il manico e il sistema di gioco possano fare la differenza anche sul rendimento dei singoli. Ma non è a chi ha patito qualche colpo a vuoto che vogliamo pensare in questo momento, bensì all’elenco lunghissimo di giocatori che Gasp, da buon demiurgo, ha saputo creare e ricreare. Soffermandoci ancora sulla rosa di quest’anno, sono due i nomi a spiccare: bomber Pavoletti, che dopo i 6 gol in 10 presenze dello scorso anno (era arrivato a gennaio dal Sassuolo), ha saputo ripetersi siglandone 13 in 24 e lo spagnolo Suso, approdato in Liguria a campionato in corso e subito capace di sostituire Perotti anche nel cuore dei tifosi, grazie alla doppietta nel derby che ha portato a 6 le reti in 19 gare.

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Per non parlare poi dell’esterno Ansaldi, già pezzo pregiato del prossimo mercato in uscita, o del sempre utilissimo Rincon, cresciuto a vista d’occhio negli ultimi campionati, al pari del giovane Izzo, diventato affidabile e titolare inamovibile della difesa di quest’anno. Tra i rilanci, invece, si guardi a Burdisso che, proprio quando sembrava aver imboccato una china negativa, ha saputo ritrovarsi nell’aria salubre dell’accogliente porto di Genova. Solo gli ultimi di un elenco che, come dicevamo, si profila particolarmente lungo: da Thiago Motta, dato per finito ai tempi del Barcellona e ancora adesso elemento imprescindibile di Psg e Nazionale, al Principe Milito; da Criscito e Bocchetti, elementi di primo livello del campionato russo, ad Antonelli, tra i pochi a salvarsi anche in un incerottato Milan. E a questi si aggiungano i numerosi talenti allevati ai tempi della Primavera e protagonisti da tempo in A: da Cassani a Gastaldello, sino a Mirante e Marchisio.

Insomma, caro Preziosi, proprio sicuro di non aver più bisogno di una risorsa di questo livello?