Sabato scorso è andato in scena al Vicente Calderón uno dei derby più importanti ed attesi di tutto il panorama calcistico mondiale, quello di Madrid tra il Real e l’Atletico. Già le premesse che preannunciavano il big match erano a dir poco suggestive: i padroni di casa, i Colchoneros, avrebbero giocato per l’ultima volta la stracittadina nel loro storico stadio, visto che dal prossimo anno,  infatti, Griezmann e compagnia cambieranno casa.

Svolta certamente significativa, ma nessuno avrebbe mai pensato che in quella stessa sera il destino avrebbe avuto un altro sussulto e si sarebbe scritta un’altra pagina di storia altrettanto memorabile. Già dal fischio d’inizio si era capito che il Real, col suo atteggiamento propositivo, avrebbe messo la partita sui binari giusti. Il risultato infatti non lascia adito a repliche e suona come una sentenza: un netto 0 a 3 per i Blancos che proietta sempre di più la squadra di Zidane in testa alla Liga. C’è un uomo che però in queste occasioni è solito rubare i riflettori ed anche in questa occasione non si è smentito: stiamo parlando di Cristiano Ronaldo.

Cristiano Ronaldo e Gareth Bale

L’asso portoghese è andato in rete per tre volte: al 23’, al 71’ e al 77’, rendendosi protagonista di una prestazione strepitosa che non solo funge da coronamento di un’annata perfetta, ma lo proietta verso il quarto pallone d’oro. Le liete notizie però, per il fenomeno di Funchal, non sono finite qui. La tripletta messa a segno sabato sera, lo ha consacrato come miglior marcatore di tutti i tempi del derby di Madrid. Sono 18, infatti, le sue reti in questa speciale classifica, grazie alle quali ha superato un’altra grandissima divinità del pantheon calcistico delle Merengues: il grandissimo Alfredo Di Stefano che ha punito i rivali dell’Atletico “solamente” per 17 volte.

di stefano

Per un calciatore come Cristiano Ronaldo che ha vinto 3 palloni d’oro, 3 Champions League, un europeo con la sua nazionale, 4 scarpe d’oro e tanto altro ancora, erano davvero pochi i limiti ancora da superare e le barriere da abbattere. Il “duello” con un titano del passato come Di Stefano rappresentava uno dei pochi record che il portoghese non aveva ancora frantumato. Il suo talento e la sua determinazione sono risultati decisivi per realizzare l’ennesimo capolavoro.

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