Hagi, Popescu, Moldovan e i quarti di finale raggiunti in Belgio e Olanda nel 2000 sono lontani, ma dopo un girone di qualificazione senza sconfitte -seppur con un pass strappato all’ultima curva- è lecito tornare a sognare. Nonostante affari sospetti, dirigenti corrotti e presidenti tutt’altro che retti. La Romania arriva da outsider a Euro 2016, dove il gruppo di Anghel Iordanescu -con 20 punti in 10 partite, frutto di 5 vittorie, 5 pareggi e 0 sconfitte nel girone F delle qualificazioni- sarà in scena per la quinta volta nella sua storia dopo le edizioni 1984, 1996, 2000 e 2008.

Da miniera d’oro del calcio mondiale, fucina perpetua di talenti negli anni in cui l’est occupava una posizione di primo piano nelle gerarchie del calcio europeo, a serbatoio di carneadi, aspiranti talenti. Dimenticate i dribbling di Dumitrescu, le discese di Petrescu, le prodezze registrate anche nella nostra serie A con i vari Chivu e Mutu o le escursioni nella terra di Dracula di Walter Zenga e Federico Piovaccari: la democrazia ha portato benefici al popolo, meno a quello del calcio.

Torje
L’ex Udinese Torje

Fallimenti, arresti, corruzione e bancarotta sono all’ordine del giorno nel calcio rumeno. Al termine della scorsa stagione, 9 club su 18 sono stati giudicati immeritevoli di licenza Uefa.  Scomparsa dai radar l’Unirea Urziceni, portabandiera nella Champions League 2009-2010, retrocesse in seconda divisione Otelul Galati, Rapid Bucarest (tre titoli nazionali), Ceahlăul Piatra Neamț e Brașov, rispettivamente avversarie di Juventus e Brasov tra Intertoto e Coppa Uefa all’alba del ventunesimo secolo. Il Cluj si barcamena a centro classifica, mentre ai vertici da quattro anni è tornata lo Steaua Bucarest, squadra impegnata in una battaglia legale con il Ministero della Difesa per riacquisire il diritto a utilizzare stemma, nome e storia del club che fu al tempo del comunismo la squadra dell’esercito. È nuovamente dominatrice come ai tempi di Ceaușescu, questa volta per mancanza di avversari di rilievo.

Per tacere dell’Astra Gurgiu: secondo nel 2014, terzo nel 2015, capace di superare il West Ham nei preliminari di Europa League: se in campo si sorrideva, fuori non era lo stesso, con l’arresto del presidente della società, Ioan Niculae, reo di aver finanziato illegalmente la campagna politica dell’ex presidente del Senato romeno Mircea Geoana. La società è passata poi a Gigi Becali, altro uomo d’affari legato alle forze armate dell’esercito.

Anghel Iordănescu, Ct della Romania
Anghel Iordănescu, Ct della Romania

Alla guida della nazionale c’è Iordanescu, storico centravanti della Steaua Bucarest e della nazionale rumena negli anni ’70 e ’80, vincitore con la Steaua Bucarest della Coppa dei Campioni 1985-86 a Siviglia contro il Barcellona. È alla terza esperienza sulla panchina della Romania dopo i quarti di finale ai mondiali di USA ’94, miglior risultato di sempre, e gli ottavi a Francia ’98, il biennio 2002-2004 e il ritorno nel 2014, non prima di essersi temporaneamente ritirato dal mondo del calcio facendo ingresso in politica, tra le file del Partito Socialdemocratico rumeno.

In campo ci sono conoscenze del nostro calcio, come Tatarusanu (Fiorentina) tra i pali e Chiriches (Napoli) in difesa, ex potenziali ‘crac’ (Maxim dello Stoccarda e Torje dell’Osmalinspor), con vecchie volpi come Rat e Sanmartean a far da chiocce a un gruppo giovane, al quale non mancano traversìe extra-calcio. A gennaio, ad esempio, sei giocatori della squadra non sono stati rilasciati dal club per il campo di allenamento di Antalya: il portiere Florin Niță, i difensori Paul Papp (ex Chievo) e Alin Toșca e i centrocampisti Mihai Pintilii, Nicolae Stanciu e Adrian Popa.

Debiti e affari in sospeso hanno risucchiato quel “calcio che fu”, e  la nazionale non è più sinonimo di talenti d’esportazione. Si riparte da self-made players come il centrocampista Constantin Budescu, capitano proprio dell’Astra Giurgiu e mai uscito dai patri confini. A otto anni dall’ultima volta, si torna però alla ribalta continentale: un’occasione da non lasciarsi sfuggire.

 

Calendario della Romania ad Euro 2016

1^ giornata
Francia-Romania (venerdì 10 giugno, ore 21) Saint Denis di Parigi

2^ giornata
Romania-Svizzera (mercoledì 15 giugno, ore 18) Parco dei Principi di Parigi

3^ giornata
Romania-Albania (domenica 19 giugno, ore 21.00) Parc Olympique di Lione