Scrivi Roma-Juventus e leggi decenni di storia, “di coppe e di campioni” (come canterebbe Venditti, tanto per rimanere in tema), di grande antagonismo. Rivalità spesso aspre: scudetti vinti e persi sul filo dei secondi, o di quello dei centimetri. Di un fuorigioco, di una linea che delimita il campo, di un’area di rigore. Roma e Juventus (o Juventus e Roma, che dir si voglia) regalano centinaia di pagine di letteratura sacra e profana, fiumi di parole e di ricordi indelebili. Da rivivere o cancellare. Racconti di tifosi – spesso “revisionati” dalla passione -, rospi difficili da mandar giù e precedenti da rinfacciare alla prima occasione utile. È per questo che, proiettandoci verso il prossimo rendez vous in programma lunedì con vista sulla scudetto, abbiamo deciso di andare a ripescare le cinque gare che hanno scritto la storia recente di questa incredibilità rivalità sportiva.

Solo un’avvertenza prima di cominciare il nostro viaggio nella storia: consideriamo fuori concorso la gara più celebre, ovvero quella del gol annullato a Turone del 10 maggio 1981. La “mamma” di tutte le sfide tra Roma e Juventus. È da lì, infatti, che nulla è stato più come prima. Quei 90 minuti hanno impresso il nome del giocatore giallorosso nella storia, consentendogli di tornare a far capolino ogni qualvolta si parli di torti e favori arbitrali tra le due squadre. Flash back calcistico: prima del match la Juve guidava in classifica a +1 sulla Roma. Sono i giallorossi, però, a giocare meglio e al 17′ del secondo tempo si trovano anche in superiorità numerica per l’espulsione di Furino. Una decina di minuti più tardi, l’appuntamento con la storia: Turone trova il gol, l’arbitro lo convalida, ma nel volgere lo sguardo verso il centrocampo incrocia la bandierina alzata dell’assistente e torna sui suoi passi. La partita si chiuderà così sullo 0-0 consentendo alla Juve di Trapattoni di aggiudicarsi un altro scudetto.

1. ROMA-JUVENTUS 1-2, 6 MARZO 1983

Big match risalente alla notte dei tempi. 22esima giornata di serie A: duello per lo scudetto perlopiù deciso con largo anticipo, con i giallorossi a +5 pronti a blindare il tricolore. All’Olimpico, però, succede quello che non ti aspetti: la Roma passa in vantaggio al 62′ con Falçao, spreca tanto con Iorio e poi viene beffata prima da una gran punizione di Platini all’83’ e poi superata da Brio all’86’. I romanisti, con Vierchowod in testa, masticano amaro a fine gara per una presunta posizione di fuorigioco del difensore, ma la sconfitta non impedirà alla squadra di Liedholm di portare a casa lo storico trionfo stagionale.

2. JUVENTUS-ROMA 2-2, 6 MAGGIO 2001

Partita passata alla storia per la “norma salva-Nakata”. La Roma di Capello è in testa con cinque punti di vantaggio sulle inseguitrici Juventus e Lazio, in settimana però beneficia della modifica, da parte della Corte Federale, della legge sull’utilizzo degli extracomunitari. Modifica che gli consente di schierare anche il giapponese. La gara, però, comincia meglio per i bianconeri: Del Piero e Zidane firmano un micidiale uno-due nel giro di sei minuti dall’inizio della gara, la Roma è inguardabile. Nel secondo tempo, però, Capello getta in campo Montella dall’inizio e Nakata dal 14′: proprio loro – con la complicità di Van der Saar – firmeranno, in ordine inverso, il pari che regalerà un altro scudetto alla Capitale.

3. JUVENTUS-ROMA 3-0, 15 GENNAIO 1995

La Juventus di Lippi è quasi al giro di boa della stagione che sancirà il ritorno allo scudetto dopo più di dieci anni, guidata dal tridente Ravanelli-Vialli-Del Piero; dall’altra parte Mazzone si affida a un altro bel pezzo di storia del calcio nostrano composto da Giannini-Fonseca-Balbo. Il vantaggio bianconero arriva al 32′, a margine di uno dei tanti episodi controversi che caratterizzano la storia di questa rivalità: Aldair si avvia a battere una rimessa, quando il suo movimento incoccia con la bandierina del guardalinee che passava alle sue spalle; ne vien fuori un retropassaggio debole verso Cervone sul quale si avventa Ravanelli che con un pallonetto batte il portiere. Il seguito del match fa registrare altre proteste giallorosse per un rigore concesso per atterramento di Vialli, trasformato ancora da Ravanelli e il tris dello stesso attaccante ex Sampdoria.

4. ROMA-JUVENTUS 4-0, 8 FEBBRAIO 2004

Il campionato è dominato dal super-Milan di Ancelotti che si aggiudicherà lo scudetto preparando il terreno alla vittoria nella Champions dell’anno successivo; Roma e Juventus alle sue spalle si dividono le briciole (arriveranno seconda e terza). Nelle fila giallorosse Totti e Cassano danno spettacolo, la Juve di Lippi orfana di Del Piero non trova la quadra là davanti (con Miccoli e Di Vaio a darsi il cambio al fianco di Trezeguet). La partita si mette subito male per i bianconeri che, al 12′, restano in dieci per l’espulsione di Montero; un minuto dopo Dacourt rompe la parità con un gran tiro da fuori e la squadra di Capello si mostra in pieno controllo del match. Al 7′ del secondo tempo è Totti a firmare il raddoppio dal dischetto, poi Cassano completa l’opera con una doppietta passata alla storia anche per una sfrenata esultanza che lo porterà a spezzare con un calcio la bandierina del calcio d’angolo. Tra gli altri episodi rimasti nell’immaginario collettivo, un gesto catturato dalle telecamere da parte di Totti all’indirizzo di Tudor: “Quattro, muto e a casa”.

5. ROMA-JUVENTUS 1-4, 19 NOVEMBRE 2005

Anno dello scudetto revocato a Capello, Juventus assoluta dominatrice del campionato che non si smentisce neanche all’Olimpico. Dopo un primo tempo di controllo sterile, il vantaggio di Nedved arriva al 46′, quindi sale in cattedra Ibrahimovic con una doppietta, seguita dal poker di Trezeguet (gol della bandiera di Totti, dal dischetto, per i giallorossi). Degno di nota soprattutto il raddoppio dello svedese, bravo ad avventarsi a centrocampo su un pallone lanciato d’esterno da Emerson, a portarselo avanti con un tacco spettacolare che lascia sul posto Koffour e gli spalanca la strada verso la porta dell’indifeso Doni.

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