Tutti puntano l’Oriente tranne una: la Roma. La Società giallorossa, che ha la proprietà americana, punta tutto sul Nord America. Normale, direte voi, con un presidente come James Pallotta. Vero. Ma anche controcorrente. Tra chi va a caccia di investitori cinesi o indonesiani e di tifosi dell’Est, dalle parti di Trigoria la barra è assolutamente verso il vecchio West.

Non solo perché la Roma anche quest’anno sarà in tournée negli States, dal 23 luglio al 7 agosto, ma pure perché i capitolini hanno sottoscritto un accordo per esportare il brand in Canada e Usa. E si sono affidati a One Entertainment, agenzia con sede a Las Vegas. Sono convinti, in casa Roma, che il serbatoio di tifosi – da quelle parti – sia una miniera d’oro. Che qui, dove una volta il soccer era il parente povero di baseball, Nba e football americano, ora il pubblico voglia conoscere sempre di più Totti e compagni.

Il selfie di Francesco Totti dopo il gol del 2-2 in Roma-Lazio di Serie A 2014-2015.

Alla fiera del West

Insomma, alla fiera del West Luciano Spalletti è iscritto. Per ora, i giallorossi hanno confermato soltanto un’amichevole contro il Liverpool; contrariamente agli ultimi anni, non parteciperanno alla International Champions Cup, dove si sfidano tutte le migliori squadre europee in una sorta di Champions estiva. Poco male. È probabile che, nel frattempo, vengano decise altre partite che vedranno di sicuro il tutto esaurito.

Se nella Mls sono approdati diversi big, da Giovinco a Lampard a Pirlo, se la Coppa America del Centenario è stata organizzata proprio dagli americani, significa che il calcio ha preso piede. E pazienza se poi l’Argentina di Leo Messi ha buttato fuori gli yankees in semifinale, la gente si è divertita e ha riempito gli impianti. E ora aspetta Barcellona, Inter, Milan e Roma per continuare a sognare.

Tifosi Roma

Il brand Roma

Ma a Trigoria hanno ben presente che le amichevoli sono un’utile promozione solo se poi, durante tutto l’anno, si fa seguire un lungo martellamento. Ecco perché è arrivato l’accordo con la One Entertainment. Loro conoscono il suolo nordamericano, sanno come fare per vendere gadget, magliette e tutto ciò che riguardi la Lupa. Dal prossimo mese di dicembre, dunque, i primi prodotti ufficiali della As Roma riporteranno il marchio ‘OE’: da Toronto a New York. Nel 2017, la produzione verrà incrementata ulteriormente.

Il manager dell’agenzia, David Gebel, ha salutato con parole di cortesia l’annuncio: “Siamo ansiosi di portare il merchandising targato As Roma ai fan di tutto il Nord America e di costruire progetti ambiziosi stabiliti dal team e dal suo management”. L’impressione è che oltre a marketing e merchandising, ci saranno altri annunci di collaborazione. Questo è solo l’inizio, insomma.

Laurent Colette, chief marketing officer del club giallorosso, ha aggiunto: “Il Nord America rappresenta una zona chiave nel nostro progetto di espansione verso i mercati internazionali. Siamo quindi entusiasti di sottoscrivere questo accordo di collaborazione. Il loro grande coinvolgimento nel mercato nordamericano ci fornisce una esperienza ideale e una piattaforma tale da portare la As Roma a raggiungere i nostri fan in questo continente”.

Esultanza Edin Dzeko Roma dopo il gol Goal celebration Roma 30 08 2015 Stadio Olimpico Calcio Seri

La guerra dei marchi

Non solo sul campo, ma le grandi potenze del calcio mondiale si sfidano sempre di più fuori dal rettangolo di gioco. A suon di accordi con sponsor, di vendite di magliette e prodotti ufficiali, di diritti tv a tanti zeri. Da questo punto di vita, le italiane sono indietro. Da noi, conta ancora troppo l’incasso al botteghino.

Secondo l’ultima classifica di valore del brand, stilata da ‘Brand Finance’, il Manchester United è al primo posto con il valore stimato di un milione di euro. Al secondo posto c’è il Real Madrid, poi il Barcellona. Inghilterra e Spagna dominano. E le nostre? La migliore è la Juventus, undicesima, poi ecco il Milan che scende dal 14esimo al 20esimo posto, l’Inter (da 20esima a 28esima), quindi la Roma.

La Società capitolina risale qualche posizione, riuscendo a entrare nella Top 30. È appunto in trentesima posizione dalla 35esima di dodici mesi prima. È insomma il quarto marchio – per valore economico – italiano, ma punta con decisione a fare passi avanti. Come in classifica, dove da qualche anno sopravanza proprio le due milanesi. La presenza in Champions League aiuterà, naturalmente, unita alla programmazione che One Entertainment farà oltreoceano.

Stadio-Olimpico-Roma

La Città eterna

Roma è meta di turismo. Una delle principali per l’Italia. Merito della bellezza della città, un museo a cielo aperto. Ecco che la Società calcistica potrebbe pensare a valorizzarsi proprio insieme alla città. Inserendo il tour dello stadio o della sede nel giro dei musei. In attesa di avere un impianto di proprietà, obiettivo di Pallotta, la Roma calcistica può sfruttare il grande richiamo che hanno Colosseo e Vaticano sui turisti e sugli appassionati.

All’estero, specialmente nel caso di Real Madrid e Barcellona, è ormai la prassi per ogni agenzia turistica inserire il giro al museo, al Santiago Bernabeu o al Camp Nou nel pacchetto offerto ai viaggiatori. In Italia accade poco, per non dire mai. La Roma potrebbe fare da pioniera. Attirando chi arriva da Est come chi arriva da Ovest. In questo caso, infatti, bisognerebbe spingere in ogni parte del pianeta. Venire a conoscere i campioni che vestono la maglia giallorossa, la storia, accarezzare i trofei. Per fidelizzare sempre di più i tifosi. Che, tra un anno, potrebbero ritrovarsi un certo Francesco Totti a fare da ambasciatore nel mondo.

Radja Nainggolan esulta per il gol dell'1-1 in Roma-Inter del 19 marzo.

Il volano delle Olimpiadi

Infine, buon ultimo, non si può trascurare il fattore Olimpiadi. Se davvero Roma otterrà i Giochi del 2024, non solo il parco impianti della città verrà migliorato, ma il flusso di turisti sarà costantemente in aumento da qui al 2024. E il calcio non potrà che beneficiarne. Certo, sul fronte delle Olimpiadi, i problemi da affrontare sarebbero molti, ma un proprietario lungimirante come James Pallotta non potrebbe non pensare a come collegare la manifestazione mondiale a cinque cerchi con il brand giallorosso.

Impero Romano

La conquista del mondo, l’Impero romano

Come capirete bene, la conquista del mondo – se non altro calcistico – da parte della Roma può avere vari canali. Ma come per i cercatori d’oro di una volta, si comincia dall’Ovest. Lì dove la testa pensante giallorossa è in attività. Pallotta e i suoi collaboratori, quando hanno deciso di investire su questa squadra calcistica italiana, hanno progettato anche questo: di diventare il club più amato e invidiato del Nord America. Il club più conosciuto. In un bacino di tifo immenso, potenzialmente grandissimo.

Ma da Ovest, poi, bisogna provare a inserirsi anche a Est. Un po’ come nel famoso gioco di ‘Risiko’, le armate (giallo)rosse muovono dal Nord America e sognano una manovra di accerchiamento ai danni degli altri ricchi club. Con l’effetto ‘sorpresa’, di chi non si aspetta che dal Canada e dagli Stati Uniti arrivino i successori dell’impero romano.

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