Quanto sei bella Roma quand’è sera” canta Antonello Venditti che, nelle ultime settimane, avrà avuto però poco di che gioire e di cui rallegrarsi per la sua squadra del cuore. La Roma di Garcia, infatti, è incappata nell’ennesimo psicodramma: lo stesso che ciclicamente sembra ripetersi dalle parti di Trigoria proprio quando tutto lascia presagire il definitivo salto di qualità. L’anno scorso, dopo l’avvio con i fiocchi, il declino è cominciato con la discussa sconfitta nel match con la Juventus, a cui l’ambiente – a cominciare proprio dal tecnico francese – non ha saputo reagire finendo per crearsi alibi inconsci che poi hanno condotto alla debacle di due settimane dopo, all’Olimpico, contro il Bayern Monaco (1-7) e alla definitiva perdita di terreno in campionato al cospetto di una Juve schiacciasassi.

garcia

Una storia che si è ripetuta puntuale quest’anno. Prima l’avvio convinto, condito dalla crescente consapevolezza di poter giocare un ruolo di rilievo – complice anche il calo del rivale bianconero -, quindi la prima posizione subito raggiunta e il dominio quasi incontrastato dell’attacco dei velocisti Salah e Gervinho. Poi però improvvisamente qualcosa si rompe: una difesa mai affidabile, il dualismo tra i pali, le amnesie di Champions (sconfitta con il Bate e 4-4 rocambolesco con il Bayer Leverkusen), la sconfitta in campionato con l’Inter, l’arretramento in classifica, la crescita contestuale di due new entry nella lotta scudetto (Napoli e Fiorentina), sino alle vicende dell’ultima settimana. In quattro giorni, i giallorossi beccano un 6-1 dal Barcellona degli alieni ed un KO interno contro i molto più abbordabili rivali dell’Atalanta. Due sconfitte che lasciano intravedere crepe e segnali di cedimento dell’ambiente molto evidenti.

derossi

Il ds Sabatini non ha inteso parlare di alternative a Garcia, De Rossi ha messo in guardia i compagni affermando che sarebbe da “infami” (ipse dixit) scaricare adesso l’allenatore. Qualcosa, però, cova sotto la cenere ed affiora un malumore diffuso a Trigoria, con i giocatori scontenti e ormai poco convinti della capacità del proprio allenatore di leggere le partite; e le prove cominciano ad essere parecchie in questa direzione.

Di fatto la Roma, persi Salah e Gervinho per infortunio, ha scoperto di non avere alternative tattiche a disposizione. Attenzione: abbiamo parlato di tattica e non di uomini, perché in rosa c’è chi potrebbe sostituire i due (da Iturbe a Iago Falque sino a Florenzi), ma esprimendo un gioco diverso da quello dei due contropiedisti doc africani, fatto di accelerazioni, dribbling e ripartenze brucianti. Questo, però, manca nella Roma che aggiunge alle sopraggiunte difficoltà offensive, una carenza difensiva ormai endemica. Siamo proprio sicuri che la cessione di Romagnoli sia stata un affare? A giudicare dalle alternative arrivate dal calciomercato e dalle condizioni di Castan, qualche dubbio ci viene.

pioli

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Anzi. La Lazio è messa anche peggio. Il tecnico Pioli è in bilico e la squadra, dopo aver fallito la qualificazione alla Champions League nel preliminare di Leverkusen, ha dimostrato di aver speso buona parte delle cartucce nella rincorsa fantastica dello scorso anno culminata con il terzo posto alle spalle della Roma. Sarebbe servito un rinnovamento maggiore, per evitare un certo appagamento, ma Lotito e Tare hanno preferito la continuità tecnica innestando elementi giovani e di prospettiva (Hoedt, Kishna, Milinkovic-Savic, Morrison) che, per ora, non sono riusciti a invertire la rotta di un’annata che comincia a mettersi male, dopo l’ennesima sconfitta di ieri contro l’Empoli. A gennaio servirà un intervento deciso sul mercato, ma il parsimonioso presidente biancoceleste sarà dello stesso avviso?

SIMILAR ARTICLES

0 171
Le coreografie di Lazio e Roma per il derby d'andata della Serie A 2014-2015.

0 72