Il calcio sudamericano non conosce soste: sono passati appena dieci giorni dalla finale di Copa América che ha consacrato il Cile sul tetto del nuovo mondo, ma il cucchiaio di Alexis Sánchez è già ampiamente superato. I campionati sono infatti già ripresi (il Brasileirão a dire il vero non si è mai fermato) e nella notte tra martedì e mercoledì, alle 2 ora italiana, prendono il via anche le semifinali di Copa Libertadores, con l’andata di River Plate-Club Guaraní seguita venticinque ore dopo da Internacional-Tigres. Saranno quattro settimane ad alta intensità nelle quali si definirà il campione sudamericano per club, ossia la squadra che diventerà la principale sfidante del Barcellona nel Mondiale di dicembre, e a giudicare da come le quattro semifinaliste si presentano alla ripresa del torneo il pronostico appare decisamente incerto.

VALORI RIMESCOLATI

Complice la pausa per la Copa América il mercato ha cambiato decisamente le carte in tavola. Se dopo i quarti si pensava che Internacional e River Plate fossero le favorite per andare in finale adesso non può più essere così, perché nel frattempo i Tigres, avversari dei brasiliani, hanno condotto una campagna acquisti faraonica con lo scopo di diventare la prima squadra messicana (e non sudamericana) a vincere la Copa Libertadores: ad arricchire una rosa già ottima guidata dal Tuca Ferretti sono arrivati Jürgen Damm, scattante esterno ex Pachuca cercato anche della Roma, Ikechukwu Uche, punta proveniente dal Villarreal, il nazionale Javier Aquino e soprattutto André-Pierre Gignac, ingaggiato a parametro zero dal Marsiglia e accolto all’aeroporto da una folla in delirio. Il River Plate non è stato a guardare: a Buenos Aires si sono compiuti i grandi ritorni di Lucho González e Javier Saviola, ai quali si sono aggiunti Lucas Alario, l’ex Palermo Nicolás Bertolo e la meteora milanista Tabaré Viudez, che però potra giocare solo dopo la cessione di Teófilo Gutiérrez (Sporting?).

André-Pierre Gignac posa con un classico sombrero messicano nel suo primo giorno da giocatore dei Tigres.
LO STATO DI FORMA

L’Internacional è la squadra più rodata delle quattro, perché ha continuato a giocare durante la Copa América dato che il Brasileirão non si è fermato. Il club di Porto Alegre ha però perso le prime tre partite di luglio, tornando al successo nel weekend contro il fanalino di coda Joinville, e almeno per l’andata rischia di fare a meno degli acciaccati Alisson (portiere), Juan (l’ex Roma) ed Eduardo Sasha (attaccante), mentre ci saranno Andrés D’Alessandro e l’ex Lione Lisandro López oltre al giovane Valdívia, omonimo del cileno. I Tigres sono senza gare ufficiali dal ritorno dei quarti con l’Emelec ma come detto puntano molto sui volti nuovi, tutto il contrario del Club Guaraní che conferma la stessa rosa di maggio, compreso il bomber Federico Santander che ha prolungato di un mese il prestito dal Copenaghen. Il River Plate è un’incognita: due pareggi alla ripresa del campionato, lo scialbo 0-0 in casa del Tigre e l’1-1 contro il modesto Temperley sono un campanello d’allarme, con alcuni giocatori di spicco (tra cui pure Javier Saviola) ben lontani da una condizione accettabile.

LE PRECEDENTI PARTITE

Gli stravolgimenti dell’ultimo mese e mezzo non possono dare una favorita ma il meccanismo con cui è strutturata la Copa Libertadores fa valere eccome quanto fatto ai gironi. I Tigres sono stati la seconda migliore squadra della prima fase, dietro solo al Boca, con 14 punti nel Gruppo 6 davanti proprio al River Plate, peggior seconda e qualificata grazie al successo dei messicani all’ultimo turno contro il Juan Aurich. Agli ottavi i Tigres hanno battuto l’Universitario Sucre e ai quarti l’Emelec sempre soffrendo molto, mentre i Millonarios hanno superato il turno a tavolino contro il Boca Juniors nel Superclásico della vergogna e fatto fuori il Cruzeiro dopo aver perso l’andata in casa (0-3 il ritorno al Mineirão). Il Club Guaraní è la grande sorpresa, avendo eliminato prima il Corinthians agli ottavi e poi ai quarti la squadra che aveva vinto il suo girone, il Racing di Diego Milito: l’Internacional dovrà quindi stare attento ed evitare rischi come nei quarti con l’Independiente Santa Fe (qualificazione in extremis), mentre invece nel derby agli ottavi aveva prevalso bene sull’Atlético Mineiro.

L'ex romanista Juan esulta dopo il gol del vantaggio in Internacional-Independiente Santa Fe, quarti di Copa Libertadores.
IL PROGRAMMA

River Plate-Club Guaraní apre l’andata delle semifinali alle 2 di notte (ora italiana) fra martedì 14 e mercoledì 15, ritorno in Paraguay allo stesso orario della notte fra il 21 e il 22. Internacional-Tigres invece si gioca ancora più tardi, alle 3 di notte, fra mercoledì 15 e giovedì 16 in Brasile e fra mercoledì 22 e giovedì 23 in Messico. In caso di parità al 90′ del ritorno si va subito ai rigori senza i supplementari, che invece si giocheranno nel ritorno della finale dove il gol in trasferta non vale doppio. Dovesse qualificarsi il Tigres la finale d’andata si giocherebbe obbligatoriamente in Messico, perché il torneo non può essere assegnato fuori dal Sud America, e ai Mondiali per club ci andrebbe l’altra finalista, in quanto i messicani partecipano alla Copa Libertadores da invitati. Chiarite le differenze con il calcio europeo e le nuove gerarchie della vigilia adesso il testimone passa al campo: da stanotte riparte la caccia al trofeo più ambito del fútbol sudamericano.


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