Hola, Ciganito, bienvenido. Anzi bentornato. Nel calcio che conta. All’alba dei 33 anni, da festeggiare a settembre, Ricardo Quaresma torna al centro del mondo del calcio: e non lo fa per i tatuaggi a forma di lacrima che avevano scatenato le ironie di Twitter o per la “Trivela”, marchio di fabbrica che aveva accompagnato più ironie che gioie ai tempi della Milano nerazzurra. Lo fa perché, pur non essendo quel fenomeno che tanti avevano visto come un predestinato all’alba del terzo millennio, ha una qualità: si è fatto trovare per due volte al posto giusto nel momento giusto. E lo ha fatto con la maglia della sua Nazionale. E lo ha fatto durante gli Europei di calcio, quel sogno che il Portogallo culla ancora nonostante il numero 0 alla voce “vittorie entro il 90esimo” dopo cinque incontri.

Ricardo Quaresma maglia Inter

Mustang, Harry Potter o Ricardo Quaresma. Lo conoscevamo con questi tre nomi quando nel 2007 sbarcava nel mondo dell’Inter, accolto dai crismi di chi aveva già lasciato il segno nella storia del calcio portoghese con la maglia dello Sporting Lisbona. A paragonarlo al cavallo di razza di origini messicane era stato il suo ex allenatore Lazlo Boloni, nel 2002: Quaresma era un teenager giovane e ribelle, che Josè Mourinho avrebbe dovuto domare. Non potrebbe essere altrimenti per chi va fiero delle sue origini fuori dal comune: suo padre è di etnia gitana, mentre la madre è nata in Angola. Arriva a Milano in un afoso pomeriggio estivo, nel quale la sua chioma ingelatinata e gli orecchini brillantati si prendono la scena. “Colleziona orologi di marchi esclusivi, è pazzo per le macchine di grande cilindrata: Mercedes, Audi, Bmw, Porsche e Ferrari e vanta una “scuderia” di almeno dieci bolidi. Tutti questi vizi li ripaga però sul campo, dove spesso regala perle di classe pura” scrivevano i quotidiani italiani al suo avvento. “Quaresma è il nuovo Cristiano Ronaldo“, sentenziavano i tifosi, dimenticando che CR7 aveva (e ha) due anni in meno di Ricardo. Sul campo però tante promesse non mantenute: esordio in campionato e gol con “Trivela” al Catania, poi più nulla. Solo 24 presenze anonime nei primi cinque mesi e 13 nella seconda stagione. Due presenze in Champions League nel 2010, e tanta panchina: in soldoni, un flop.

Quaresma-rigore-decisivo1

 

Negli anni successivi Quaresma è tornato in alto ed è altrettanto ricaduto in basso, con stagioni controverse in Turchia (sponda Besiktas) e in patria, più un’esperienza impalpabile negli Emirati Arabi. Che fine aveva fatto quell’esterno ficcante che lo scrittore Miguel Sousa Tavares, autore del best seller “Equatore”, aveva presto definito un calciatore geniale? Eppure il suo palmarès parla chiaro. Con i club ha vinto 15 titoli nazionali in 6 squadre diverse, tra cui i campionati di Portogallo e Italia e le coppe nazionali di Portogallo, Italia, Inghilterra, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, mentre a livello internazionale può vantare i successi nell’Intercontinentale 2004 col Porto e la Champions del triplete con l’Inter nel 2010. Dopo tre buone stagioni e 18 gol in 73 partite con il Besiktas, a soli 30 anni aveva rescisso il contratto dopo un litigio con l’allenatore ed è stato comprato dall’Al-Ahli, una squadra degli Emirati Arabi Uniti in cui solitamente passano i giocatori a fine carriera.

Ricardo Quaresma dopo gol

Eppure raccontavano che nell’estate 2003, quando il Barcellona aveva bussato alle porte dello Sporting, aveva chiesto informazioni su due giocatori di tecnica e fantasia: “tali” Cristiano Ronaldo e Ricardo Quaresma. I blaugrana scelsero il secondo e la storia (del pallone) ha poi raccontato chi avesse ragione. Quaresma in Catalogna non si era mai ambientato, chiedendo e ottenendo di andare via, ma negli anni era stato comunque sempre considerato un possibile crack. Almeno fino alla tappa milanese. Ma chi di trivela perisce, di trivela ferisce. Chiedere conferma a Manuel Neuer, non uno qualunque, spettatore pagante (a caro prezzo) della resurrezione calcistica di Quaresma: aprile 2015, Bayern Monaco ospite del Porto e doppietta di Quaresma in 10 minuti. Il secondo gol arriva proprio con il un tocco d’esterno unico al mondo. Anche qui Quaresma non teme la spiegazione in dettaglio della sua magia: “Avevo i piedi storti verso l’interno e mi veniva da toccare il pallone così, sempre d’esterno e sempre con il destro. Quel colpo mi usciva e tuttora mi esce così, naturale”.

Quaresma gol contro Bayern Monaco

Chi è quindi Ricardo Quaresma? Il giocatore che fallì ai tempi dell’Inter o il fenomeno che in sette minuti, dal 3′ al 10′ del primo tempo, ha affondato il Bayern? O ancora, quello che nel novembre 2012 fu arrestato a Lisbona per aggressione dopo aver inseguito una zingara che aveva derubato sua mamma per strada, non prima di colpire un agente di polizia? Tra i dubbi, il Trivela ha una certezza: l’amicizia con Cristiano Ronaldo, solida, vera. Tanto da aver portato la stampa portoghese a malignare circa una “regìa occulta” di CR7 alla base della convocazione di Ricardo per Euro 2016. Comparsa nel girone, decisivo dagli ottavi in poi: contro la Croazia il minuto buono è stato il 117. Perisic sfiora il gol, il Portogallo riparte, Ronaldo fallisce l’1-0 e la respinta di Subasic è un comodo assist per Quaresma. Chi diceva che, dopo essere stato escluso da Brasile 2014, lo convocassero in nazionale solo perché il suo amico voleva così, è stato servito. E per chi non ne avesse abbastanza, ecco il rigore decisivo messo a segno nella lotteria di ieri contro la Polonia. Perché, se non sei un fenomeno, basta farsi trovare al posto giusto nel momento giusto.

Ricardo Quaresma in gol contro Croazia