Tristi per l’infortunio a Wayne Rooney, disperati dopo il ko nel riscaldamento di Anthony Martial, i tifosi del Manchester United hanno assistito probabilmente alla nascita di una stella. Un predestinato. Parliamo di Marcus Rashford, 18 anni, che Louis van Gaal è stato costretto a mandare in campo nel ritorno dei sedicesimi di Europa League contro i danesi del Midtjylland. L’attaccante ha ripagato il tecnico olandese con una doppietta che ha lanciato gli inglesi verso la vittoria per 5-1, che ha reso inutile l’1-2 dell’andata a favore della squadra nordica.

Rashford chi? Google è andato in tilt a caccia di notizie di questo sconosciuto, nato e cresciuto a pochi chilometri da Old Trafford, terra dello United. Cresciuto a pane e Ferguson, che mai si sarebbe immaginato di diventare eroe. E non solo per una notte. Infatti, il week end successivo il Manchester affronta il ben più difficile ostacolo dell’Arsenal, in lotta per il titolo di Premier League. Van Gaal dà fiducia al giovanotto che, dopo mezzora, è trend topic su Twitter. Il motivo? Un’altra doppietta. Come un sogno.

“Un caso” avevano scritto i giornali dopo la prima doppietta. Troppo scarsi i danesi, che comunque avevano spaventato l’Old Trafford, e non poco, andando in vantaggio pure in Inghilterra. “Una favola” si correggono i media due giorni dopo, quando Marcus ne fa due pure ai Gunners. Di destro e poi di testa. Tutto qui? No, pure l’assist per il 3-1. Che non si dica che non è anche un attaccante moderno, che lavora per la squadra.

Avrebbe tutto il diritto di fare festa, insomma, Rashford. Se non fosse che il lunedì aveva un esame di chimica e che il diploma lo deve ancora prendere. Un predestinato, dicevamo. Pure meglio di George Best, nel senso che è il più giovane marcatore dei Red Devils in Europa. Mica poco, considerati i calciatori e gli attaccanti che sono passati da qui.

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La favola di Rashford ha anche un risvolto ancora più fiabesco. Alcuni anni fa, il Manchester City rimandò a casa il ragazzino dopo un provino: “No, grazie, non ci interessa”. Il motivo? Troppo magro, impossibile per lui sfondare nel calcio fisico di oggi. Lo United non lo ha rimandato indietro, invece, e ha fatto bene.

Non lo conosceva praticamente nessuno questo ragazzone, se non quelli del Manchester United. Nella Youth League segnava. E tanto. Il premio era stato appunto la convocazione con i grandi. Vuoi mettere? Allenarsi con Rooney. Adesso che il ragazzone è diventato ‘grande’, però, i Red Devils hanno paura che qualcuno venga e se lo porti via (il caso Pogba è ancora molto sentito da queste parti). Tanto più che Marcus al momento percepisce 38 mila sterline all’anno. Il rinnovo è sulla scrivania dei dirigenti, però.

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Il difficile viene adesso per Rashford: confermarsi. Convincere van Gaal, e non solo, che le quattro reti in pochi giorni non sono state frutto di un caso fortunato o di uno strano allineamento astrale. Il Cies, l’Osservatorio svizzero sul calcio, potrebbe dover modificare le graduatorie degli Under 21 più utilizzati nei principali campionati europei. Sapete chi c’è al primo posto, al momento? Proprio un certo Martial. Coincidenze. Solo chi era vicino, molto vicino a Rashford, avrebbe potuto scommettere un penny sulla sua esplosione. A 16 anni, dunque un paio di stagioni fa, nella Milk Cup – torneo internazionale che si tiene ogni anno in Irlanda del Nord – con le selezioni giovanili del Red Devils, Marcus Rashford segnò quattro reti (davvero tutte belle) in appena tre partite.

Rashford calcisticamente è cresciuto nell’accademia giovanile ‘Fletcher Moss’, da dove sono passati pure Wes Brown, Danny Welbeck e Ravel Morrison. Proprio due anni fa, ai tempi della Milk Cup, i dirigenti e i tecnici dello United decisero di scommettere su di lui. Ora si ritrovano in casa il terzo marcatore più giovane della loro storia, dopo Federico Macheda e Danny Welbeck, nonché uno che ha segnato il suo primo gol in Premier alla stessa identica età di Wayne Rooney, 18 anni e 120 giorni. Coincidenza astrale, allora, probabilmente. E stimmate da campionissimo. Nicky Butt, ex calciatore dello United e ora direttore dell’accademia giovanile del club, così descrive il bomber: “Marcus è esplosivo, è un vero talento e anche un gran lavoratore. È un buon ragazzo da avere dalla propria parte perché sposta gli equilibri per la squadra in cui gioca”.

Dall’alto del metro e 80 che, però, non lo fa apparire lento. Tutt’altro. Si muove molto in area di rigore. Da qui segna praticamente tutti i suoi gol. Ha però pure un tiro potente. Van Gaal ha definito “fantastiche’ le ultime prestazioni del ragazzino, che poche settimane fa era stato promosso dall’Under 18 all’Under 21, con cui ha giocato giusto un paio di partite prima di venire aggregato alla prima squadra.

L’allenatore del Fletcher Moss, Mark Gaynord, ha raccontato alla Bbc: “Andammo a un torneo e portai questo ragazzo con me. Lo tenni d’occhio e, in 10 minuti, segnò 12 gol e noi vincemmo 20-0. Aveva qualcosa di speciale, era semplicemente un calciatore dotato di talento e anche un bravo ragazzo: il giocatore ideale, insomma. L’ho visto per settimane ed era sempre l’uomo partita. Era di gran lunga superiore agli altri”. Ci vogliono quattro anni perché lo United si faccia avanti. E prende quello che Gaynord definisce il “Leo Messi del mini football”. All’epoca, infatti, Rashford ha appena 10 anni.

Anthony Martial of Manchester United ManU celebrates scoring his side third goal Manchester United

Ora andate voi e spiegate a Young, Martial e Rooney che, quando saranno sani, Rashford non sarà lì a lustrargli le scarpe nello spogliatoio. Casomai, proverà a fargliele in campo. Come? Segnando, naturalmente.

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