Un campione assoluto come Rafael Nadal non ha bisogno di presentazioni. Sin dagli inizi, la sua aura era quella del predestinato e la sua carriera ed i suoi trofei ne sono la testimonianza. Domenica a Parigi è entrato (qualora ci fossero stati ancora dei dubbi) nella leggenda. Con la vittoria del suo decimo Roland Garros, il maiorchino ha stabilito un grande record: è il primo tennista nella storia delle competizioni maschili, infatti, ad imporsi in dieci edizioni di uno stesso Slam.

NADAL ROLAND GARROS WINNER 2014 PARIS 08 06 2014 EP_CEZ

La “Decima” dello spagnolo è arrivata contro lo svizzero Stan Wawrinka, con un risultato netto: 6-2, 6-3, 6-1, che non ha lasciato spazio a nessun tipo di replica ed ha incoronato il tennista di Manacor. È un Nadal sontuoso, quello che ha perso solo 35 game in tutto il torneo, sia per la forma fisica sfoggiata che per il gioco proposto, quello ammirato sulla terra rossa di Francia dove non ha mai steccato l’appuntamento decisivo. Dieci vittorie su dieci finali rappresentano uno score strepitoso.

In questi ultimi 12 anni, Nadal ha collezionato 15 tornei del Grande Slam, Federer è nel mirino con soli tre successi in più. I due ora si ritroveranno a Wimbledon, dove, in caso di successo, Nadal potrebbe anche ambire alla testa della classifica ATP, attualmente detenuta da Andy Murray.

Roland Garros 2015

Oggi il tennista si gode il successo e guarda già alle sfide del futuro, senza dimenticare però un passato recente per lui abbastanza complicato. Il 2015, l’anno peggiore, con le sconfitte agli Australian Open, al Rio Open ed al torneo di Buenos Aires, sembrava aver messo in discussione il prosieguo stesso della sua carriera. Un mix micidiale di sconfitte e di infortuni, le ansie di aver imboccato il viale del declino e, addirittura, le voci di un ipotetico ritiro, hanno caratterizzato quell’annata sfortunata. Rafa ha però fatto tesoro di queste esperienze negative e con serietà e abnegazione ha ritrovato una forma fisica strabiliante che gli ha consentito di macinare un successo dopo l’altro e di giocare quel tennis aggressivo sul quale ha costruito la sua fama e i suoi trionfi.