L’eliminazione dolorosa della Roma dai play-off di Champions League ha aumentato il contingente italiano in Europa League a quattro squadre, rendendo la Serie A il torneo più rappresentato assieme alla Jupiler Pro League belga. Dopo tre anni di dominio Siviglia la coppa riparte senza gli andalusi (sempre che non riscendano a dicembre dalla Champions League) e con un nome su tutti, quello del Manchester United di José Mourinho, Zlatan Ibrahimović e Paul Pogba, ma subito dopo i Red Devils, almeno per i gironi, come ordine di grandezza si piazzano almeno tre italiane su quattro, che se la vedranno con i vari Ajax, Fenerbahçe, Feyenoord, Schalke 04, Shakhtar Donetsk, Villarreal e Zenit. In Europa League a settembre è sempre difficile dare delle valutazioni, perché poi i giudizi vengono stravolti a inizio seconda fase con otto squadre in più, ma il primo obiettivo è portare tutte e quattro ai sedicesimi.

Roma-Udinese 4-0

GRUPPO E – ROMA

Sorteggio abbastanza fortunato per la Roma, che non sembra avere avversarie di livello nel girone pur essendo partita dalla seconda fascia. L’urna di Nyon è stata benevola nei confronti di Luciano Spalletti, che dovrà cercare di fare tanti punti subito per poi dar spazio alle seconde linee, già sicuro della qualificazione. Il Viktoria Plzeň, altra retrocessa dalla Champions, gioca da anni alla stessa maniera ma non è certo all’altezza dei giallorossi, mentre fanno ancora meno paura l’Austria Vienna, che ai play-off ha fatto fuori il Rosenborg, e il modesto Astra Giurgiu, formazione rumena nella quale il centravanti è una vecchia conoscenza della Serie A, l’ex Inter e Bologna Denis Alibec. Il primo posto non può e non deve sfuggire alla Roma.

Sassuolo-Stella Rossa 3-0.

GRUPPO F – SASSUOLO

Delle debuttanti assolute il Sassuolo è quella che ha più possibilità di passare il turno, anche per l’ottimo lavoro svolto da Eusebio Di Francesco. I neroverdi sono partiti dal terzo turno e dopo aver superato Lucerna e Stella Rossa si ritrovano in un girone non certo impossibile, dove l’unico grande ostacolo è rappresentato dall’Athletic Club, i baschi di Ernesto Valverde e dell’eterno Aritz Aduriz che si candidano a protagonisti del torneo. Nella gara del San Mamés gli emiliani proveranno a ripetere l’impresa di due anni fa del Torino, che vinse 2-3 e si qualificò, ma la vera sfida sarà con i belgi del Genk, molto temibili soprattutto in trasferta, e il Rapid Vienna, nobile decaduta ma da non sottovalutare almeno nella fase a gironi. Andare avanti si può.

Fiorentina-Chievo 1-0.

GRUPPO J – FIORENTINA

I rimpianti per la semifinale di due anni fa sono alle spalle, la Fiorentina deve pensare in grande e ora ha una profondità di rosa che permetterà a Paulo Sousa di gestire gli uomini per affrontare tre competizioni. I viola sono i favoriti del gruppo e come nel 2014-2015 ritrovano il PAOK, all’epoca battuto 1-0 a Salonicco, con 1-1 al Franchi. I greci sono la seconda forza del girone e sperano nei gol del centravanti Stefanos Athanasiadis; dopo di loro c’è lo Slovan Liberec ma già staccato rispetto alle altre due, perché i cechi non hanno grossi elementi di spicco a parte il redivivo Milan Baroš, ormai a fine carriera e da tempo non più un cecchino. Outsider totale il Qarabağ, club di una città fantasma dell’Azerbaigian (Ağdam) che due anni fa sfidò l’Inter.

Pescara-Inter 1-2.

GRUPPO K – INTER

L’Inter può definirsi la più sfortunata delle quattro italiane, perché il girone dei nerazzurri è il più complicato. A Frank de Boer, chiamato a riscattare alcune eliminazioni cocenti subite quando guidava l’Ajax, toccano due squadre impegnative e una trasferta lunga contro gli sconosciuti israeliani dell’Hapoel Be’er Sheva, capaci ai preliminari di Champions di eliminare l’Olympiakos e sfiorare l’impresa col Celtic. Da non sottovalutare lo Sparta Praga, che a marzo eliminò la Lazio dilagando all’Olimpico, ma il vero grande ostacolo per Mauro Icardi e compagni è il Southampton, rinnovato dopo il sesto posto della scorsa Premier League con le partenze di Koeman, Mané e Pellè, ma sempre dotato di giocatori di valore come José Fonte e Dušan Tadić.

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