Zero in condotta. In tutto, 71 partite in serie A, con 27 ammonizioni e tre cartellini rossi. Domenico Berardi è Pshycho o Bad Boy. Tutta colpa dell’ennesima follia in Genoa-Sassuolo, con l’espulsione per un fallo di reazione. Sì, perché il golden boy classe 1994 i suoi ‘rossi’ non li prende mai per aver inseguito l’avversario fino al limite della sua area di rigore: no, quello sarebbe quasi un pregio. Lui si fa espellere per reazioni, falli brutti, proteste.

Esuberanza o cattiveria

Il carattere fumantino rischia seriamente di sporcare la sua carriera. Che, a soli 21 anni, ha numeri unici pure in positivo: 31 gol realizzati nelle prime due stagioni in serie A. Nessun Under 21 in Europa come lui. Purtroppo, però, è pure il più sanzionato della nostra massima serie. Altro che Mario Balotelli o i duri difensori che picchiano. No, gli arbitri gli sventolano in faccia gialli e rossi come se piovesse. E non è che l’abbiano preso di mira. È proprio Domenico che agisce sempre e solo d’istinto. Cosa che lo porta a prodezze e a debolezze.

Forse è troppo giovane e il carattere maturerà? Se lo augura Eusebio Di Francesco, ma soprattutto Antonio Conte e le grandi squadre. La Juventus lo ha nel mirino da almeno tre anni, ma alla fine lo lascia sempre in Emilia, sperando che cambi. L’Inter ha fatto sapere di volerci provare; Conte difficilmente lo potrà portare all’Europeo dei grandi dopo l’ennesima lite di Marassi con Ansaldi. Ed è un peccato, perché Berardi ha il gol nel sangue.

Quel poker in faccia ad Allegri

Lo sa bene Max Allegri, che fu esonerato proprio dopo un Sassuolo-Milan con il suo avversario in rete addirittura quattro volte. Era il 12 gennaio del 2014 e la serie A stava scoprendo la prolificità del giovanotto. Intendiamoci, non è che in serie B Berardi fosse un tipo tranquillo: si era beccato già un’espulsione contro il Livorno, che lo portò ad osservare tre turni di stop. Salendo di categoria, però, ha proprio esagerato. Nel 2013-2014, infatti, ha saltato ben nove gare per squalifica, l’anno scorso cinque. In questa stagione, prima di Genova, aveva già rimediato quattro cartellini gialli.

SPLIT, June 11, 2015 -- Italy national team Nationalteam coach Antonio Conte attends a training session at Poljud stadium in Split, Croatia, June 11, 2015. Italy will play Euro 2016 Group H qualifying soccer match against Croatia on Friday. ) (SP)CROATIA-EURO 2016 QUALIFIERS-TEAM ITALY TRAINING SESSION MisoxLisanin PUBLICATIONxNOTxINxCHN Split June 11 2015 Italy National team National team Coach Antonio Conte Attends A Training Session AT Poljud Stage in Split Croatia June 11 2015 Italy will Play Euro 2016 Group H Qualifying Soccer Match Against Croatia ON Friday SP Croatia Euro 2016 Qualifiers team Italy Training Session MisoxLisanin PUBLICATIONxNOTxINxCHN

Lo ‘sgarbo’ a Conte

Fuori dal campo, Berardi non fa parlare di sé come Balotelli, ma di ‘berardate‘ ne ha combinate comunque. Nel 2013 rifiutò la convocazione in Under 19, la Federazione lo fermò per nove mesi e così slittò il suo salto in Under 21. Antonio Conte lo ha convocato una volta per la Nazionale maggiore, ma lui è tornato a casa per un problema fisico il giorno dopo essere arrivato in ritiro. La cosa ha indispettito il commissario tecnico, che ha parlato in conferenza stampa di quanto bisogni essere “adeguati’ “sentire” la maglia azzurra per poterci stare.

A Sassuolo lo amano

A Sassuolo resta comunque un idolo, nonostante la testa. È già il miglior marcatore della storia neroverde, insieme a Cristiano Luconi e Gaetano Masucci. Ma ora tutti si chiedono se potrà mai fare il salto in una grande, dove è anche più facile venire provocati dall’avversario di turno. La Juve avrebbe l’opzione per acquistarlo l’estate prossima, ma lo farà? A Torino non amano i giocatori con poca disciplina. E la storia insegna che cambiare carattere è davvero difficile (vedi pure Antonio Cassano). Un tipo così dovrebbe entrare in punta di piedi nello spogliatoio di una grande, non a piedi uniti sull’avversario sotto gli occhi dell’arbitro.

Rissa con Ceccherini

Come detto, già in serie B, nell’anno della promozione del Sassuolo, Berardi è leader. E forse, proprio per marcare il territorio, non si trattiene nel big-match contro il Livorno. Rissa con Ceccherini e primo cartellino rosso da professionista.

Rosso dopo un minuto

Passa un anno, siamo in serie A. Domenico Berardi entra in campo contro il Parma e, un minuto dopo l’apparizione sul terreno di gioco, rifila una gomitata a Molinaro. Arriva puntuale la sanzione del direttore di gara.

La gomitata a Juan Jesus

Stagione 2014-2015: il Sassuolo per il secondo anno consecutivo ne prende 7 dall’Inter, questa volta a San Siro. Domenico Berardi perde la testa e rifila una gomitata a Juan Jesus a palla lontana. Espulsione diretta e tre turni di stop. A cui vanno aggiunti i due per somma di cartellini gialli (saranno 13 a fine stagione).

Calcione ad Ansaldi

L’ultima ‘berardata’ a Marassi, con il 25 che subisce fallo e, cadendo, colpisce con un calcio Ansaldi. L’arbitro vede e sventola il cartellino rosso sotto il naso del giocatore, espellendo pure Perotti per il convulso dopo-fallo.

Un rosso pure in Under

Marzo 2015, Under 21: in amichevole, contro la Serbia, Berardi ha trovato il modo di uscire anzitempo dal campo per un’altra espulsione, somma di due gialli. Colpa del neo interista Perisic, con cui l’attaccante del Sassuolo si becca fin dall’inizio. Pestone al serbo (ammonizione), che ricambia con un’entrata niente male. Poco dopo, pestone in mezzo alle gambe a Perisic che è già a terra (l’italiano viene graziato dall’arbitro). Berardi non si accontenta e arriva in ritardo poco dopo: questa volta è secondo giallo.

Sarà il caso che gli allenatori che avranno alle loro dipendenze Berardi, cerchino di fargli capire come rischia di macchiare la sua carriera, prima ancora che inizi e come potrebbe mettere in serie difficoltà non solo i club per cui gioca, ma soprattutto se stesso. Difficile entrare davvero nel giro dei grandi senza disciplina. Come diceva quella pubblicità? “La potenza è nulla senza controllo”.

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