Il titolo di questo post lo potreste ascoltare se salite su un qualunque treno regionale in terra di Bari e nella provincia Barletta-Andria-Trani, nel cuore della Puglia. Un annuncio che sa di fermata, coincidendo con Spinazzola, piccolo centro della Bat popolato da meno di 7mila anime: ma se al posto della città pensiamo a Spinazzola come Leonardo, esterno tutto pepe che a suon di chilometri ha conquistato prima il neroazzurro dell’Atalanta e poi l’azzurro della Nazionale del Ct Ventura, ecco che l’affermazione non può che diventare una domanda. Della serie: “Prossima fermata, Spinazzola?”

Leonardo Spinazzola in azione

Sempre di corsa

Se lo chiedono in tanti: dai tifosi della Dea, che hanno scoperto quest’anno le doti da cursore e velocista di questo laterale ambidestro, nato a Foligno nel 1993 e che sabato prossimo soffierà sulle 24 candeline, agli operatori di calciomercato, che da mesi hanno messo gli occhi addosso al numero 37 di Gasperini, il cui contratto andrà in scadenza a giugno 2018. Chi l’avrebbe pensato solo sei mesi fa? Leonardo nel ritiro estivo era visto come il classico “23esimo”, l’uomo giusto per attendere la sua occasione e completare all’occorrenza il tridente offensivo nei piani di 3-4-3. Alternativa di Gomez o D’Alessandro, ma nulla più. Qualche spezzone di partita, però, è stato sufficiente per convincere il Gasp a portare su di lui: e Leo, con i compagni di squadra Conti, Caldara, Kessie e Petagna, ha dato vita alla “meglio gioventù”. Per una Bergamo…sempre più alta.

Spinazzola e Caldara in nazionale

Azzurro e famiglia

Media voto di 6,23 per partita giocata, 22 presenze in campionato, tre assist (di cui due da incorniciare a Napoli, dove l’Atalanta ha toccato il punto più alto della sua esaltante cavalcata) e tanti, tantissimi chilometri macinati: partendo da sinistra nel 3-5-2, duettando con il Papu e spesso risultando decisivo nell’economia della partita. Anche dimenticando giornate nere, come il “4” in pagella rimediato dopo l’1-7 di San Siro contro l’Inter.

“La verità è che devo migliorare sia sul piano difensivo che offensivo” ha ammesso candidamente lui alla prima conferenza stampa in azzurro. Giampiero Ventura lo ha premiato inserendolo nel listone anti-Albania e Olanda. Forse non ci sarà tempo neppure per l’esordio, ma il traguardo resta indimenticabile per chi in serie A è alla prima avventura da protagonista: “Venuto a conoscenza della convocazione ho mandato un massaggio alla squadra e alla mia famiglia. È merito loro se sono qui”. Radici semplici, come le cose che il suo allenatore gli chiede di fare in campo. Non ha un profilo Instagram, su Facebook ha meno di 2500 like sulla pagina ufficiale, creata da un gruppo di amici. L’unico fuoriprogramma? Il fantacalcio, una passione. Come un ragazzo qualunque.

Spinazzola al Perugia

Zambrotta e cormorani

Empoli, Lanciano, Siena, Vicenza e Perugia: c’è tanta provincia nel cammino di Leonardo, avviato nelle giovanili della Juventus e passato anche per due spezzoni tra i “senior”. Stagione 2014/2015, sempre con la maglia dell’Atalanta: non è ancora maturo, e il club preferisce “parcheggiarlo” in serie B. L’anno scorso, in Umbria, la sua annata migliore: 34 presenze, qualche passo indietro in campo fino a trasformarsi in un laterale difensivo a 4. Sempre a sinistra, crossando con il destro, sulla scia di De Sciglio e D’Ambrosio, tanto per citare due colleghi di Nazionale.

Ma il riferimento ha colori bianconeri e non potrebbe essere altrimenti: è Gianluca Zambrotta, per stessa ammissione di Spinazzola. “Se devo fare un paragone e indicare un modello dico Zambrotta. Lui come me era un esterno alto adattato a terzino; questa  è stata anche la mia storia ma io mi ispiro a lui. Posso giocare sia a destra che a sinistra, dove forse mi trovo meglio, ma è solo questione di abitudine”. Qualche metro indietro per spiccare il volo: come i cormorani, che prima di spiccare il volo regrediscono.

amichevole Cesena-Juventus

Juventus e futuro

D’altronde, la Juventus è ancora nel suo destino: a Bergamo è in prestito biennale, ma non è detto che la prossima annata sia ancora all’insegna del sodalizio con l’Atalanta. Lo stesso Spinazzola ha parlato del ritorno all’ombra della Mole come un sogno, ho l’ambizione di tornare a Torino e ho già avuto modo di allenarmi con grandi campioni come Buffon nella Primavera della Juve”. Dicono che quando lo ha incontrato in questi giorni a Coverciano, gli sia scappato da ridere: per la gioia, e per le prospettive che la sua ascesa gli ha aperto.

Con il bianconero addosso ci è praticamente nato. Prima al Siena, poi con le giovanili della Juventus: oggi è un “jolly” che sarebbe particolarmente apprezzato a Torino e non: il suo passato da esterno alto lo porta ad avere una buona propensione offensiva, senza dimenticare però di coprire il campo alle sue spalle. Fisico longilineo, distante dagli “Hulk” che sempre più spesso popolano i campi. Intanto, Spinazzola è già un marchio esportato all’estero: le sirene del Tottenham, in Premier League, starebbero già suonando per lui.

Quando adesso lo osservi sui campi con la Nazionale gli sorridono gli occhi. È il ritratto della felicità. Quella di un 24enne che si sente pronto per il grande salto: e sulle candeline esprimerà tanti desideri. O forse uno solo. E allora, un respiro profondo e la giusta intonazione per uno degli interrogativi della prossima estate calcistica Made in Italy. Prossima fermata, Spinazzola?

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