Nella prossima Premier League si guarderà più alle conferenze stampa che alle partite. Le telecamere saranno in particolare per gli allenatori e non per i giocatori. Il motivo? Ben 80 titoli siederanno sulle gloriose (o meno gloriose) panche del Manchester City, del Manchester United, del Chelsea, del Watford, dello Swansea e del Leicester campione in carica. Tanta Italia in Inghilterra, come mai finora. Ma anche Josè Mourinho contro Pep Guardiola in un derby che si accenderà già prima del calcio d’inizio.

mou

Per dirla come lo ‘Special One’, il rumore dei nemici è già fortissimo adesso. Ci saranno Antonio Conte, Walter Mazzarri, Francesco Guidolin, Claudio Ranieri. E non è che il portoghese vada proprio d’accordo con questa sfilata di ‘maestri italici’. Senza dimenticare il già citato Guardiola, con cui le frecciatine e gli screzi erano all’ordine del giorno quando uno stava al Real Madrid e l’altro al Barcellona. E poi, non è che possiamo mettere da parte uno come Jurgen Klopp, personaggio che proprio non sa essere noioso.

Siete tutti pronti, allora? Partiamo in questo viaggio di panchina in panchina. Perché la Premier non la vincerà solo quello con la Ferrari, ma pure chi saprà usare bene il potere mediatico (e qui ci sentiamo di dare un punto in più, in partenza, proprio a Mourinho, chiamato a far risorgere lo United dopo l’epoca van Gaal).

conte

CONFERENZE STAMPA ‘SOLD OUT’

Avete prenotato un posto? No, non negli splendidi stadi inglesi, ma nelle sale stampa. Sì, perché già oggi c’è odore di ‘sold out’. E chissà che i bagarini non facciano affari pure qui. E i social li avete controllati? No, perché la guerra di nervi andrà in scena pure lì. E state orecchiando gli allenamenti dove Conte, quando avrà piena padronanza dell’inglese, striglierà probabilmente Terry e compagni come fece con la Juve che inseguiva il Milan?

Il calcio inglese era già quello più esportabile, in Asia, Stati Uniti ed Europa, naturalmente. Ora farà divertire, e non solo per le difese un po’ così. Chi vorrà perdersi i ‘Porqué’ del Mou che dovrebbero diventare ‘Why‘? E l’‘agghiacciande’ di contiana memoria come diventerà? Ranieri, con il titolo sul petto, non le manderà a dire a nessuno. E Guardiola, con il suo ‘tiki taka’, farà possesso palla pure davanti ai giornalisti?

IL PEDIGREE, L’ITALIA E I FLASH

Il pedigree da 80 titoli totali non mente: la Premier League sarà spettacolo, esperienza, competenza e forza. Se qualcuno volesse farci un film, la sceneggiatura sarebbe già scritta. C’è il saggio – Claudio Ranieri – c’è il veterano che non vince da tanto tempo – Arsene Wenger – c’è l’aggressore mediatico – Josè Mourinho – c’è il filosofo – Pep Guardiola – c’è il cavallo pazzo – Antonio Conte – ci sono le ‘comparse’, che però puntano a diventare protagonisti, da Francesco Guidolin a Walter Mazzarri.

Si contano 21 titoli per Mou e Pep, 17 per Wenger, cinque per Conte, Klopp e Ranieri. Poi c’è Manuel Pellegrini, che potrebbe accasarsi all’Everton, che di titoli in bacheca ne ha quattro. E vogliamo dimenticarci di Mauricio Pochettino, che ha sfiorato lo scorso anno la vittoria del campionato con il Tottenham, che non ha coppe in bacheca, ma che parte tra i favoriti? In Inghilterra, è considerato il miglior allenatore, sappiatelo. Ci fosse stato Rafa Benitez, che invece sarà in Championship con il Newcastle, avremmo sfiorato i 100 ‘tituli’ totali. Flash per loro, tanti. E poi, solo poi, per chi scenderà in campo.

ENGLAND, THE BEST

Gli inglesi lo possono dire forte: nessuno è come loro. E pazienza se le Coppe sono appannaggio delle spagnole. I club hanno investito sugli allenatori, hanno budget da favola pure per il mercato e torneranno a far paura. Liga, Serie A e Bundesliga guardano. E non possono fare altro. Le sterline hanno attirato gli allenatori come il miele fa con le api. In Spagna, il totale dei titoli è 21, in Italia siamo a 27, la Germania riempie gli stadi come pochi, ma non può fare gara con la Premier per la forza mediatica (se escludiamo Carlo Ancelotti, catapultato alla guida del Bayern Monaco).

MOU CONTRO PEP

Il cinema propone il filmone ‘Mou contro Pep’, che è un po’ come ‘Don Camillo e Peppone’. Da una parte il pragmatismo del portoghese, che ha vinto quando ha giocato peggio; dall’altro la filosofia del catalano, che ha costruito i suoi successi sul possesso palla, sull’aggressione dell’avversario, sul comando del match. A prima vista, potrebbe essere favorito Mourinho: conosce già la Premier e ha un gioco che meglio si adatta alla fisicità britannica. Ma Guardiola, in Germania, è riuscito a vincere (anche se non a convincere). E anche quello è calcio per ‘duri’ e non per ‘signorine’.

Forse anche per questo allo United hanno speso 13 milioni di euro annui per acchiappare Mou. Vogliono rivivere l’epopea di Alex Ferguson. Pensate che la compagnia aerea cinese ‘Hainan Airlines’ ha inserito la tratta Pechino – Manchester solo per assistere al derby dell’anno.

WENGER AL CANTO DEL CIGNO

A Londra, Wenger è all’ora o mai più, dopo 21 stagioni. I Gunners sono i migliori perdenti, titolo che non sta più tanto bene ai tifosi. Vero che l’Arsenal da anni non è più ‘boring’, ma il divertimento è fine a se stesso se alla fine porti a casa solo le bollicine. L’allenatore francese non vuole lasciare la Premier a mani vuote, perciò forse modificherà un po’ il suo credo per cercare quel titolo che vorrebbe dire andarsene facendosi rimpiangere.

GLI ITALIANI LO FANNO MEGLIO

Già, gli italiani lo fanno meglio. Il titolo – favola del Leicester è lì davanti a tutti, a confermarlo. Perché i nostri tecnici sanno unire la tattica al pragmatismo. Sanno cosa vuol dire difendere, a differenza di molti allenatori stranieri e della filosofia calcistica inglese. Quest’anno la pattuglia è di quelle temibili. Ma gli interrogativi non mancano. Antonio Conte, alla prima esperienza straniera, riuscirà a non far arrabbiare Abramovich in una piazza che è abituata ad avere ‘italians’ in panchina? Ranieri saprà ripetersi, anche se i bookmaker non ci credono? Che combineranno Guidolin e Mazzarri alla guida di formazioni che vengono dopo le grandi, ma che potrebbero stupire? Lo Swansea non ha pressioni, qualcuna in più il Watford, che appartiene alla famiglia Pozzo.

GLI ALTRI

Gli altri? Lasciando da parte gli inglesi, che però son pur sempre padroni di casa e non ci tengono ad apparecchiare la tavola per gli altri, standosene poi per tutta la stagione in cucina, ci sono i già citati Pellegrini, Klopp e Pochettino. Il primo all’Everton (se ci sarà la firma) è pronto al derby Sudamerica – Germania con Jurgen Klopp. L’argentino al City ha vinto meno di quello che ci si poteva attendere; il secondo è arrivato a campionato in corso, chiudendo ottavo e perdendo l’ennesima finale, di Europa League. Ma i tifosi di Anfield sono innamorati di lui, un altro che davanti ai giornalisti tiene benissimo la scena. Attenzione, però, anche alla possibilità che sia l’ex manager del Southampton, Ronald Koeman, a diventare l’allenatore dell’Everton. E anche in questo caso, sarebbe un bel derby con Klopp.

Pochettino ha divertito con il Tottenham ed è stato l’ultimo ad arrendersi a Vardy e Mahrez. La squadra c’è, il gioco anche, con l’esperienza dello scorso anno, gli Spurs possono essere la vera favorita dell’anno. Mettetevi comodi, allora, si parte!

SIMILAR ARTICLES

0 16